Caso Garlasco, il giorno dopo. Tutto quello che i pm contestano ad Andrea Sempio
Per la procura di Pavia le intercettazioni, insieme alle perizie, confermerebbero l'aggressione sessuale. Il fratello Marco Poggi: non credo nella sua colpevolezza

L'accusa scopre le carte, l’indagato, Andrea Sempio, rimane in silenzio di fronte alle contestazioni che gli vengono mosse (come da strategia annunciata dai suoi difensori), il testimone, Marco Poggi, fratello della vittima, Chiara Poggi, compagno di scuola e amico di Sempio, rimane dalla parte della difesa. Si possono sintetizzare così le posizioni emerse ieri durante l’ultimo atto andato in scena ieri in procura a Pavia, che comprendeva l’interrogatorio dell’indagato e l’audizione del testimone.
L'indagato per l'omicidio di Garlasco è arrivato poco prima delle dieci di mattino, ora della convocazione per essere sentito, ma è lui che in realtà ha ascoltato i pm per 2 ore e 40, al netto degli adempimenti puramente burocratici che hanno occupato un’altra ora e venti minuti per un totale di quattro ore in procura a Pavia. Il procuratore aggiunto Stefano Civardi con le pm Giuliana Rizza e Valentina De Stefano gli hanno contestato infatti gli elementi contenuti nel fascicolo di indagine, tra i quali, l’esame genetico al centro del maxi incidente probatorio genetico, l'impronta 33 (secondo una consulenza del Ris di Roma sarebbe di Sempio), lo scontrino del parcheggio di Vigevano che, per l'accusa, sarebbe un falso alibi. E poi la perizia del medico legale del Labanof Cristina Cattaneo, che sposterebbe l'orario della morte intorno alle 11.30 del mattino, scagionando così Alberto Stasi, che in quel momento era al pc di casa, la relazione del Racis dei carabinieri sul profilo psicologico del 38enne indagato. E, ancora la Bpa, lo studio delle tracce di sangue del Ris di Cagliari, con una ricostruzione diversa dell'omicidio: non più una Chiara Poggi aggredita a sangue freddo da chi conosceva intimamente, bensì la vittima che reagisce tentando di difendersi contro l'aggressione di una persona che è entrata in casa. E ancora, la consulenza informatica dell’esperto Paolo Dal Checco sulle copie forensi del Pc e della chiavetta di Chiara, che rivelerebbero la violazione della cartella con i suoi video intimi (sulle copie forensi del Pc di Chiara o della famiglia Poggi la Procura intende effettuare nuove analisi). Infine la trascrizione di alcune intercettazioni fatte allo stesso Sempio, autore di un soliloquio in auto il 14 aprile 2025, un mese dopo aver scoperto di essere indagato. Frasi che le altre due pm di Pavia Valentina De Stefano e Giuliana Rizza avrebbero mostrato anche al fratello di Chiara Poggi, Marco, che è sentito ieri in contemporanea.
«Ho visto il video di Chiara e Alberto» avrebbe detto Andrea Sempio in un’intercettazione, secondo quanto sintetizza il «Tg1» sui suoi canali social. Inoltre nel post si spiega che Sempio, in un’altra intercettazione, parlando da solo, avrebbe detto di aver chiamato Chiara prima del delitto, di aver tentato un approccio e che lei avrebbe detto: «Non ci voglio parlare con te» attaccando il telefono. Intercettazioni che per l’accusa sostengono l’ipotesi dell’approccio sessuale rifiutato come movente dell’omicidio e che per la difesa di Sempio, con l’avvocata Angela Taccia, «non contengono niente di nuovo» e sono «spiegabilissime»: «Commentava le trasmissioni televisive» e ne «scimmiottava» le voci. Anche se sembra difficile, pur tra gli innumerevoli programmi su Garlasco che già popolavano il palinsesto, trovarne uno dell’epoca con questi dialoghi. La trascrizione completa sarebbe: «Lei ha detto.. “non ci voglio parlare con te” (imitando una voce femminile). Era tipo io gli ho detto “riusciamo a vederci”?». «(imitando voce femminile) aggiunge: “Lei mi ha messo giù”....E ha messo giù il telefono.... ah ecco che fai la la dura (ride, ndr) ma io non l'ho mai vista in questo modo, l'interesse non era reciproco, c.... Lei dice “non l'ho più trovato” il video (con tono di voce tutto sbagliato) poi (modificando la propria voce) “io ho portato il video”. “Anche lui lo sa...perché ho visto... dal suo cellulare; perché Chiara non...con quel video e io ce l'ho (voce bassa) dentro la penna, va bene un c...''». «Io non ho sentito l'intercettazione di questo soliloquio, ne ho visto solo una parte trascritta, infarcita di “non comprensibile”», ha commentato l’avvocato Cataliotti, l’altro difensore di Sempio, che attende di avere l'audio integrale prima di rispondere alle contestazioni. Messo di fronte alle trascrizioni in cui Sempio ammetterebbe di aver visto i video di Chiara col fidanzato dell'epoca, Alberto Stasi, che era stato condannato in via definitiva per l'omicidio, Marco Poggi avrebbe replicato di essere stato messo al corrente di tutto, aggiungendo di aver fiducia in quanto i consulenti tecnici suoi e dei suoi genitori gli hanno spiegato in base ai loro accertamenti. «Non ho mai visto né da solo né insieme ad Andrea Sempio i video di mia sorella con Alberto Stasi sul pc che usavamo e non credo nella colpevolezza di Andrea. Ho letto le trascrizioni dell’incidente probatorio che riportano un quadro differente rispetto a quello prospettato dall’accusa», è quanto ha avrebbe detto, in sintesi. La sua testimonianza in realtà è stata secretata. Il prossimo passo della difesa di Sempio sarà il deposito di una perizia personologica affidata ad uno psicoterapeuta in funzione di un’eventuale nuova richiesta di interrogatorio, mentre quello della procura sarà l’avviso di chiusura indagini che, al momento, per stessa ammissione dei pm, non sono ancora complete. Avviso di chiusura indagini che è propedeutico alla richiesta di rinvio a giudizio per Sempio. Rinvio a giudizio che presuppone a sua volta la richiesta di revisione del processo per Alberto Stasi.
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