Un'altra profanazione accende le tensioni in Libano. Israele: «Stiamo indagando»

Una foto mostra un soldato israeliano deridere una statua della Vergine in un villaggio cristiano nel Sud. Intanto nuovi raid su Beirut
May 6, 2026
Un'altra profanazione accende le tensioni in Libano. Israele: «Stiamo indagando»
L'immagine della profanazione, circolata sui social network
Nel pieno della tregua mediata dagli Stati Uniti tra Israele e Libano, nuovi episodi rischiano di riaccendere ulteriormente le tensioni. Sui social media è circolata una fotografia che mostra un soldato israeliano mentre infila una sigaretta nella bocca di una statua della Vergine Maria nel villaggio cristiano di Debel, nel sud del Libano. L’immagine arriva poche settimane dopo un altro episodio avvenuto nella stessa area: la distruzione di una statua di Gesù da parte di un militare di Tel Aviv, gesto che aveva provocato proteste e condanne internazionali. L’esercito israeliano (Idf) ha dichiarato di stare verificando l’autenticità della foto e le circostanze dell’accaduto.
«Ll'Idf considera l'incidente molto severamente: il comportamento del soldato si discosta completamente dai valori che ci si aspetta dai nostri combattenti», afferma il portavoce dell'esercito israeliano in una nota. «Da un'indagine preliminare, è emerso che si tratta di una foto scattata diverse settimane fa. L'incidente sarà oggetto di indagine e, in base ai risultati - assicura l’Idf -, verranno presi provvedimenti disciplinari nei confronti del soldato. Idf rispetta la libertà di culto, i luoghi sacri e i simboli religiosi di tutte le religioni e comunità». 
Sul piano militare, Israele ha colpito mercoledì la periferia sud di Beirut, la Dahieh, roccaforte di Hezbollah, per la prima volta dal cessate il fuoco del 16 aprile. Secondo il governo israeliano, il raid aveva come obiettivo un comandante della forza Radwan, l’unità d’élite del movimento sciita filo-iraniano. In una dichiarazione congiunta, il premier Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno sostenuto che i miliziani Radwan sono responsabili di attacchi contro il nord di Israele e contro soldati dell’Idf. Da Beirut, il primo ministro libanese Nawaf Salam ha raffreddato l’ipotesi di colloqui politici diretti con Israele. Secondo Salam, prima di qualsiasi incontro ad alto livello occorrono il consolidamento della tregua e un calendario per il ritiro israeliano dal sud del Libano.

© RIPRODUZIONE RISERVATA