Aumenti e revisione della direttiva Ue: le accise sul fumo e il sogno di una generazione smoking-free

L'Europa punta ad un aumento consistente per limitare il consumo di nicotina tra i giovani che fanno un uso crescente di sigarette elettroniche
April 15, 2026
Aumenti e revisione della direttiva Ue: le accise sul fumo e il sogno di una generazione smoking-free
Il Italia più di un quarto della popolazione è fumatore
Non riguardano la benzina ma sono altrettanto calde. Sulle accise sul tabacco (disciplinate dalla Direttiva europea TED) da mesi si consuma in Europa uno scontro che intreccia fiscalità e salute pubblica.
La Commissione europea ha annunciato la scorsa estate la volontà di avviare una ambiziosa riforma fiscale nel settore del tabacco, con aumenti delle accise consistenti. Il piano, elaborato dal commissario europeo per il Clima e la tassazione Wopke Hoekstra, prevede incrementi drastici per le sigarette tradizionali (e ancora maggiori per tabacco trinciato e sigari) e si estende anche ai prodotti di nuova generazione.

Obiettivo generazione smoking-free

Avere una generazione smoking-free entro il 2040 è il principale obiettivo della Commissione. Agendo sulla leva fiscale si punta ad abbassare la percentuale di fumatori europei dal circa 25 per cento odierno fino al 5 per cento. La revisione è collegata anche alla diffusione massiccia di nuovi prodotti, i dispositivi a tabacco riscaldato e le sigarette elettroniche, il cui consumo cresce in maniera esponenziale tra i giovani. Gli effetti, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), sono altrettanto negativi per la salute rispetto ai prodotti “tradizionali”, sia per i consumatori diretti sia per chi è esposto a fumo passivo.
Dal 2012 a oggi, la quota di fumatori è scesa dal 28% al 24% della popolazione. Di pari passo cresce il consumo di nuovi prodotti, soprattutto tra i giovani. Un ragazzo su cinque tra i 15 e i 19 anni ha iniziato a fumare con l'uso regolare di sigarette elettroniche.
In Italia i fumatori compresi i cosiddetti "vapers" sono stimati in circa 13 milioni, pari al 26,5% della popolazione. La quota di consumatori di tabacco tradizionale continua ad essere prevalente ed è pari all'80,1% del totale ma in calo rispetto agli anni precedenti (87% nel 2023).
Resta stabile la quota di consumatori di stick per inalazione, con valori pari al 23,9% nel 2025. Crescono invece gli utilizzatori di sigarette elettroniche, passati dal 16% nel 2023 al 27,1% nel 2025.
Tra le novità della modifica alla direttiva TED il fatto che una parte significativa del gettito fiscale, stimato in circa 15 miliardi di euro annui, non confluirebbe più nelle casse degli Stati membri ma andrebbe direttamente al bilancio europeo come “risorsa propria” dell’Unione. ll fronte dei favorevoli è guidato da Francia e Germania, supportate da Paesi Bassi.

Il governo italiano contrario alla revisione della TED

Per i consumatori italiani, l’impatto sarebbe sostanziale. Un pacchetto di sigarette che attualmente costa 5 euro potrebbe raggiungere i 6,20 euro, con un aumento medio del 20%. Proprio l’Italia insieme alla Svezia, Grecia, Romania e Bulgaria è tra i Paesi contrari alla modifica della direttiva. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha espresso più volte la sua contrarietà al commissario Hoekstra e la volontà del governo di salvaguardare gli investimenti nel settore del tabacco in Italia (il 97% viene coltivato in sole quattro regioni: Campania, Umbria, Veneto e Toscana). Una posizione ribadita ieri dal governo. "Per troppi anni ciò che è politica fiscale è stato spacciato per politica industriale e la Direttiva europea sulle accise sul tabacco è la cartina di tornasole di tutto questo" ha detto il sottosegretario al Mef Federico Freni partecipando alla presentazione del rapporto Logista-Ipsos.
Attualmente la direttiva TED stabilisce livelli minimi comuni di tassazione su sigarette e prodotti correlati, lasciando tuttavia agli Stati membri ampi margini di discrezionalità nell’applicazione delle aliquote. Questa struttura ha generato nel tempo significative differenze nei livelli di imposizione fiscale e nei prezzi finali al consumo, con un peso complessivo di accise e Iva che varia dal 67,5% in Germania al 110% nei Paesi Bassi. Le tempistiche per l’eventuale applicazione sono comunque lunghe. Anche fosse approvata quest’anno, i Paesi avrebbero tempo fino a fine 2027 per recepirla. E sarebbe anche previsto un periodo di transizione fino all’1 gennaio 2031, con gli aumento che sarebbero quindi graduali.

Gli aumenti delle accise decisi dal governo

In attesa che l'Europa avvii la riforma complessiva i Paesi si muovono in ordine sparso. Scattano oggi i nuovi rincari sui prezzi per sigarette, sigari e tabacco trinciato, come effetto delle misure disposte dal governo attraverso la legge di bilancio. Un aumento che per alcuni marchi raggiungerà i 30 centesimi a pacchetto e non si fermerà al 2026, in quanto gli aumenti delle accise sul tabacco saranno progressivi e proseguiranno fino al 2028. Colpite anche le sigarette elettroniche sia pure con tassazioni molto inferiori che variano dal 13 al 18% per i prodotti da inalazione a seconda che contengano o meno nicotina. Secondo le previsioni del governo l'aumento dei prezzi al pubblico di sigarette e tabacco garantirà un maggiore gettito da 1,47 miliardi di euro nel triennio di cui 213 milioni di euro per l'anno 2026.

Raporto Logista-Ipos: il mercato illegale rappresenta il 4,8%

Nel 2025 il valore del mercato illecito di prodotti da fumo e da inalazione è di circa 1,2 miliardi di euro, pari al 4,8% del mercato totale. Sono i dati che emergono dall'indagine sul fenomeno dell'illegalità sui prodotti da fumo e non da fumo realizzato da Logista e Ipsos. Il mercato illecito resta in linea con i dati del 2024. Il mercato attraverso i canali ufficiali, vale circa 24,5 miliardi di euro.
Un dato particolarmente interessante emerso dallo studio riguarda il mercato illegale: mentre per i prodotti del tabacco il dato è stabile al 3,8%, il ricorso al mercato illegale per le sigarette elettroniche con nicotina è diminuito di cinque punti, nonostante una crescita esponenziale del mercato legale.
Questo calo è l'effetto diretto della norma introdotta a gennaio del 2025 che vieta la vendita online dei prodotti a base di nicotina (ma dal web arriva comunque il 61% dei prodotti illegali) ha spiegato Federico Rella, vicepresidente e direttore Corporate Affairs di Logista Italia alla presentazione del rapporto. Discorso invero per la cannabis light che il decreto sicurezza ha riclassificato come illegale per la quale si evidenzia una riduzione dei volumi complessivi, riconducibile alla contrazione dei punti vendita fisici, a fronte però di un incremento dell'incidenza degli acquisti attraverso mercati paralleli (32% contro il 19% del 2024).
Allarmante la situazione in Europa. In dieci anni, dal 2015 al 2024, il numero delle sigarette contraffatte è triplicato da 4,1 a 13,4 miliardi di unità e rappresenta oggi circa un terzo del mercato illecito di sigarette nell'Ue secondo il rapporto di Euromonitor International

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