Abanoub ucciso a coltellate in classe a 19 anni: tutto quello che c'è da sapere

L'omicida è un altro studente di 18 anni, che ammette: «L'ho colpito per quelle fotografie scambiate con lei». Disposta l'ispezione dell'istituto Chiodo di La Spezia
January 17, 2026
Abanoub ucciso a coltellate in classe a 19 anni: tutto quello che c'è da sapere
L'istituto professionale di La Spezia in cui è accaduta la tragedia
Una coltellata in classe, davanti ai compagni sgomenti. È finita così, nel modo più orribile, la vita di Youssef Abanoub, 19enne di origini egiziane nato vicino al Cairo. A colpirlo, all’interno dell’Istituto professionale di La Spezia “Domenico Chiodo” è stato un altro studente, Zouhair Atif, un 19enne di origini marocchine: la polizia della questura della città ligure, intervenuta sul posto, ha arrestato il presunto aggressore per omicidio. Una ispezione all'istituto Chiodo è stata disposta dal direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale della Liguria.
Nell'interrogatorio di fronte ai magistrati, Zouhair Atif ha confessato di aver ucciso il compagno di scuola perché «non doveva fare quello che ha fatto, ovvero scambiare quelle foto con la ragazza che frequento». Il riferimento del 19enne sarebbe a una fotografia scambiata online dalla vittima con una ragazza con cui Zouhair aveva intessuto una relazione sentimentale. Dall'interrogatorio sarebbe emerso che Abanoud conosceva fin da bambino la ragazza che Atif frequentava e che si sarebbero scambiati foto di quando erano piccoli.
Atif è stato trasferito in carcere alla Spezia alla fine dell'interrogatorio, durante la notte. Intanto, la salma di Abanoud resta a disposizione del magistrato che valuterà se chiedere l'autopsia. Resta, appunto da capire se Atif si è portato dietro il coltello premeditando così l'aggressione. «Sono tutte cose da verificare - ha detto una fonte interna alla Questura -. Non è accertato che usasse portare coltelli a scuola. Per adesso, le indagini proseguono, anche in questo senso».

La dinamica dell'omicidio

Ha lottato per ore e ore tra la vita e la morte ieri Youssef Abanoub. Colpito al costato da Zouhair, studente della sua stessa scuola, era stato soccorso dai medici del 118 e dai militi della Croce Rossa che hanno tamponato inizialmente una copiosa emorragia prima della corsa verso la shock room del pronto soccorso, dove gli è stato anche praticato il massaggio cardiaco. Una volta stabilizzato, aveva subìto un delicato intervento presso il reparto di chirurgia toracica e infine trasferito attorno alle 16 in rianimazione. Ma non ce l'ha fatta. Il ragazzo originario di Fayyum, vicino Al Cairo, che viveva alla Spezia con la famiglia da anni, è morto ieri sera poco prima delle 20. 
Le forze dell’ordine stanno ricostruendo la dinamica: Zouhair sarebbe entrato in classe dopo le 11 brandendo il coltello con il quale ha colpito Abanoud, mentre gli altri alunni presenti assistevano sotto shock. Il professore in aula l'ha bloccato e disarmato mentre i suoi compagni di classe lo circondavano. La polizia è arrivata immediatamente e ha arrestato il giovane in flagranza di reato. Gli inquirenti hanno raccolto svariate testimonianze tra docenti e studenti. Secondo quanto è emerso, il presunto omicida avrebbe portato da casa un grosso coltello da cucina, dettaglio che fa pensare alla premeditazione. Ci sarebbe anche un messaggio intimidatorio risalente ad alcuni giorni fa, come hanno riferito alcuni amici: «Ti sistemo io».
Un delitto a dir poco sconvolgente, verificatosi all'interno di un'aula dello storico edificio di Via XX Settembre, la scuola che nell'Ottocento formava gli operai dell'arsenale marittimo e oggi offre corsi legati all'allestimento degli yacht, pesca, moda e odontoiatria. Alle origini del gesto ci sarebbe probabilmente una questione sentimentale legata a una relazione sentimentale con una ragazza. I due si sarebbero incontrati nei bagni durante la ricreazione: un confronto degenerato in lite, che però sembrava essersi risolto come tante altre, tra parole grosse e minacce. Ma l’assalitore ha estratto il coltello, spaventando il rivale che è fuggito e si è rifugiato nella sua aula. L’altro però lo ha inseguito e l’ha colpito con violenza all’altezza della milza. Il ragazzo è caduto in una pozza di sangue, mentre i compagni tentavano disperatamente di soccorrerlo. A disarmare l’aggressore è stato un professore. Poco dopo è arrivata la polizia che lo ha bloccato e portato in questura.

Il vescovo Palletti: «Non cercare vendette»

«Un atto di violenza come quello che ieri è avvenuto nella scuola ci lascia veramente sgomenti e nel contempo ci interpella profondamente». Lo afferma, in una dichiarazione al Sir, l'agenzia dei vescovi, monsignor Luigi Ernesto Palletti, vescovo di La Spezia-Sarzana-Brugnato, dopo la morte dello studente diciottenne accoltellato ieri all'istituto professionale "Domenico Chiodo" di La Spezia da un compagno di classe diciannovenne. «L'ambiente scolastico da sempre è stato, ed è, un punto di riferimento educativo e culturale fondamentale», osserva il presule. Monsignor Palletti sottolinea che «il desiderio di giustizia, legittimo e doveroso, deve poter trovare risposte pronte, attente ed efficaci a garantire la sicurezza». «Non deve ovviamente prevalere il desiderio di vendetta, ma piuttosto il lavoro di una ricostruzione autentica che permetta l'affermarsi di quei valori umani segnati dal rispetto, dalla comprensione e del dialogo», aggiunge. «In questo momento però ritengo doveroso custodire un profondo silenzio e per ogni credente invitare ad una intensa preghiera», prosegue il vescovo, esprimendo «vicinanza alla famiglia della vittima e a tutti coloro che sono stati coinvolti».

Le reazioni della comunità e della politica

La notizia ha suscitato immediatamente incredulità e sdegno. «Provo grande dolore per la morte del giovane studente dell’istituto “L. Einaudi - D. Chiodo” della Spezia, una tragedia che colpisce profondamente la comunità scolastica e l’intero Paese - ha detto il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara -. Esprimo il mio cordoglio alla famiglia della vittima, ai compagni di scuola, ai docenti e a tutto il personale dell’istituto». Abanoub viveva da anni con la famiglia a La Spezia. Nelle drammatiche ore dopo il ferimento al di fuori del padiglione ospedaliero si sono radunate decine di persone tra famigliari, studenti, amici e docenti della scuola superiore che hanno aspettato il bollettino medico in un'atmosfera di incredula apprensione. Poi la notizia della morte.
La città è sconvolta. «Da padre sono molto turbato per quanto accaduto, e da sindaco credo che quello successo oggi sia inaccettabile» ha commentato il primo cittadino Pierluigi Peracchini. «La nostra è una grande città di solidarietà - continua -, popolata da gente tranquilla, che lavora. La tragedia mi commuove, sono vicino alla famiglia, ripeto, è inaccettabile che in un paese democratico qualcuno possa andare a scuola con un coltello e per una stupidaggine legata a una ragazza possa fare quello che ha fatto». Il sindaco ha poi lanciato un appello accorato: «Le istituzioni facciano qualcosa, bisogna tutelare i figli, la scuola, il rispetto delle regole».
Profondamente toccati dall’accaduto anche il presidente della Regione Liguria Marco Bucci e il vicepresidente Simona Ferro: «La notizia della scomparsa del ragazzo aggredito alla Spezia, nella sua stessa scuola, è una di quelle che non vorremmo mai sentire. Non possiamo che esprimere il più sincero cordoglio, a nome nostro e di tutta la Regione, alla famiglia e agli amici della giovanissima vittima di questa insensata tragedia». Questa sera l'Unione degli Studenti della Spezia ha promosso una veglia in Piazza Garibaldi per mostrare «vicinanza allo studente e alla sua famiglia» invitando a non portare bandiere e vessilli e a mantenere un rispettoso silenzio durante la manifestazione.

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