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“The passage”, splatter senza etica

Andrea Fagioli mercoledì 30 gennaio 2019
Un virus può curare tutte le malattie e al tempo stesso, se non si riesce a stabilizzarlo, annientare la razza umana trasformando gli esseri viventi in vampiri. Da una parte la via all'immortalità, dall'altra all'estinzione degli uomini sul pianeta. Nel mezzo una bambina di dieci anni, Amy Bellafonte. La salvezza dell'umanità passa dal suo sacrificio come cavia. Ma l'agente federale Brad Wolgast, che ha il compito di portare la piccola nella struttura in Texas dove vengono effettuati gli esperimenti, farà di tutto per proteggerla. Ruota attorno a questa vicenda a metà strada tra horror e fantascienza la nuova serie The Passage, prodotta da Ridley Scott con la regia di Elizabeth Heldens, in onda da lunedì alle 21,00 su Fox (canale 112 di Sky). Ma non è un vero e proprio vampire drama, come si usano definire le serie di questo genere tra l'altro sempre più in voga. Qui i vampiri ci sono, ma non si vedono più di tanto. Prevale il lato umano, a partire dal rapporto tra Amy (Saniyya Sidney) e Brad (Mark-Paul Gosselaar). Lei è orfana e senza parenti. La madre è morta per overdose. Lui vive con il peso di non aver fatto il possibile per salvare dalla morte il proprio figlio. Da qui la rivalsa, ma anche la difficoltà ad elaborare il lutto insieme al coniuge e di ristabilire dopo la tragedia un rapporto stabile, secondo un cliché che appare sempre più presente nelle fiction, anche in quelle nostrane (si pensi ad esempio a La compagnia del cigno e al maestro Marioni). Insomma, i vampiri rimangono sullo sfondo, offrono qualche momento di suspense, un minimo di effetto paura e un po' di splatter. In primo piano resta il tema della ricerca scientifica oltre ogni limite etico e dell'uomo che vuole governare il destino dei propri simili. Ovviamente è tutto accennato, come si conviene a prodotti di questo tipo, niente è approfondito. Anche il confronto tra bene e male, tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, può risultare approssimativo. Brad pur di difendere la bambina non esita a uccidere, ma questo fa parte del gioco, dell'irrinunciabile scontro tra buoni e cattivi. La narrazione si regge soprattutto sulla bambina che racconta in prima persona e sui flashback che svelano a poco a poco i retroscena.