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Senza “Superquark” non si chiama estate

Andrea Fagioli venerdì 14 agosto 2020
Dopo la morte di Sergio Zavoli, Piero Angela resta l'ultimo grande vecchio del giornalismo televisivo. E che vecchio! Se si pensa che con i suoi 91 anni compiuti nel dicembre scorso conduce ancora, con estrema lucidità, un programma piuttosto complesso, sia pure registrato, come Superquark, tornato anche questa estate il mercoledì sera su Rai 1 per una nuova, ennesima, stagione. Angela si identifica con la storia della televisione italiana. L'ha condivisa tutta. Partito dal giornale radio è arrivato in tv nel 1955, poco dopo l'inizio ufficiale delle trasmissioni. Vanta anche la prima conduzione del Tg2 per poi approdare all'inizio degli anni Ottanta a Quark, il capostipite della serie di divulgazione scientifica più longeva della nostra televisione che attraverso piccole variazioni nel titolo è arrivata a Superquark. Un po' come la sigla del programma, che è sempre quella, anche Piero Angela è sempre lo stesso. Il suo stile inconfondibile, pacato e rassicurante, sapiente ma non supponente, sembra addirittura accentuarsi con il passare degli anni, confermandosi giornalista capace di tradurre e rendere accessibili ai telespettatori materie a volte ostiche come la scienza, la storia e la tecnologia. Assemblatore intelligente di materiale altrui, anche questa volta Angela si contraddistingue per la scelta di documentari come la serie della Bbc Sette continenti un pianeta in onda in queste settimane. Documentari che sono la forza di Superquark non solo per la qualità eccezionale delle immagini, ma anche per la drammatizzazione del racconto. Per questo, nell'introdurli, Angela si limita a poche parole. Mentre si prende più spazio nel proseguo della lunga serata che comprende servizi di varia natura (un po' troppo filoisraeliano quello dell'altra sera sulle start up) e interviste: da “Psicologia di una bufala” con Massimo Polidoro a “Dietro le quinte della storia” con Alessandro Barbero. Non mancano nemmeno gli aneddoti come quello su Margherita Hack che rifiutava il trucco ogni volta che veniva intervistata in tv. Nel corso del programma spazio anche al figlio d'arte, Alberto Angela, che ci porta ancora una volta da par suo alla scoperta delle meraviglie in Italia, anche quelle meno conosciute.