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La fede, la Chiesa e il calcio: dalla devozione alle metafore

Guido Mocellin venerdì 13 gennaio 2023
Ancora una volta vedo, in Rete, incrociarsi calcio, fede e Chiesa. Nei giorni scorsi, su “Aciprensa” ( bit.ly/3CINKgJ ) e sulle testate collegate, è girata la notizia che la Coppa del mondo appena vinta dall’Argentina ai campionati del Qatar è stata portata dal presidente della Asociación de Fútbol Argentino, “Chiqui” Tapia, al più visitato sito mariano del paese (e tra i più visitati d’America), il santuario della Vergine di Lujan, che con il relativo tweet ha raccolto 291mila visualizzazioni. In tante commemorazioni di Gianluca Vialli abbiamo udito ricordare che ha tirato i primi calci nel campo di un oratorio di Cremona; al fatto che in Paradiso si giochi come in questi campi, «con interminabili tiri in porta in partite infinite, perché il tempo si è compiuto», si è poi richiamato il vescovo locale, mons. Napolioni: lo cita su “Aleteia” Giovanni Marcotullio nell’introduzione a un imperdibile post ( bit.ly/3X7tH3p ) dedicato a Salvatore Mazza e alla rubrica Slalom che ha tenuto qui su “Avvenire”. La metafora del campo di calcio (di una scuola; ma potrebbe essere di un oratorio) è anche quella scelta dagli autori de “Il video del Papa” ( bit.ly/3IIW1ot ) per illustrare l’intenzione che la Rete mondiale di preghiera del Papa ha consegnato ai fedeli, per questo mese di gennaio, attraverso i canali digitali. Si prega «per gli educatori», perché «siano testimoni credibili, insegnando la fraternità anziché la competizione e aiutando in particolare i giovani più vulnerabili». È proprio questa sottolineatura papale sul primato della fraternità rispetto alla competizione che deve aver suggerito di rappresentare l’educazione attraverso la pratica sportiva. Così il protagonista delle immagini del video è un educatore che si improvvisa allenatore, insegnando a un ragazzo a palleggiare e così aiutandolo a integrarsi nel gruppo. Sotto si ode papa Francesco parlare dell’importanza, per un educatore, di «gestire bene i tre linguaggi: quello della testa, quello del cuore e quello delle mani, armonizzati». A proposito: per la prima volta in questi “video del Papa” le parole di Francesco, pronunciate in spagnolo, nelle edizioni inglese e italiana sono doppiate oltre che sottotitolate. Forse ci si guadagna in comprensione, ma certo ci si perde in immediatezza. © riproduzione riservata