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Inpdap, un colpo alla ritenuta

Vittorio Spinelli giovedì 25 ottobre 2007
Un contributo automatico dello 0,15% della pensione destinato a finanziare la Cassa Credito dell'Inpdap. È questo l'incubo di molti pensionati del settore pubblico, compresi gli insegnanti di religione, sacerdoti o laici, i cappellani delle forze armate, degli ospedali e dei cimiteri e i dipendenti delle Ipab, degli enti e delle università cattoliche che hanno optato per l'iscrizione previdenziale all'Inpdap. La ritenuta risale ad una norma della finanziaria dello scorso anno che l'ha imposta obbligatoriamente, con la formula del «silenzio-assenso». L'imposizione non è stata gradita dai numerosi interessati, malgrado la ritenuta consenta di accedere a diverse prestazioni della Cassa Credito dell'Inpdap a condizioni agevolate. Fortunatamente la legge ha anche previsto che i pensionati possano evitare il balzello comunicando all'ente, entro il prossimo 31 ottobre, la volontà di non aderire al fondo creditizio.
Ma, giovedì scorso, la Commissione Bilancio del Senato ha approvato una modifica al meccanismo del «silenzio-assenso» sul prelievo automatico che l'Inpdap effettuerà già sulla prossima rata di pensione di novembre. La Commissione ha abolito il prelievo automatico ed ha stabilito che i dipendenti pubblici in servizio ed i pensionati che desiderino aderire al Fondo credito dell'Inpdap debbano chiederlo espressamente con una preventiva comunicazione scritta all'Istituto.
Tuttavia la correzione delle regole, che ha tenuto conto delle proteste degli interessati, sarà definitiva solo con l'approvazione del provvedimento da parte dell'intero Senato. Non si fermano quindi le ritenute sulle pensioni di novembre e di dicembre, che potranno essere in seguito rimborsate ai pensionati colpiti. In ogni caso, è opportuno che quanti che non desiderino aderire alla Cassa Credito facciano ancora pervenire all'Inpdap la propria disdetta (anche per fax, allo 06.51018451). I moduli di non adesione sono sul sito www.inpdap.it. Qualora la trattenuta sarà invece confermata dall'Aula come è oggi, la facoltà di recedere può essere ancora esercitata entro sei mesi dal primo prelievo sulla pensione, e quindi entro il 31 maggio 2008.

I titolari di pensione fino a 600 euro mensili sono automaticamente e gratuitamente iscritti al Fondo usufruendo di tutte le sue prestazioni ed attività sociali. I dipendenti ora in servizio, che sono già obbligati all'iscrizione e per i quali la ritenuta è dello 0,35% dello stipendio, non sono interessati alla facoltà di recedere, perché sono tenuti ad esprimere la eventuale non adesione, in quanto pensionati, solo al momento del collocamento a riposo. I sacerdoti, quali iscritti al Fondo Clero dell'Inps, non sono interessati né alla applicazione della ritenuta né alla iscrizione alla Cassa creditizia dell'Inpdap. Alle prestazioni sociali della Cassa (soggiorni, assistenza gravi malattie ecc.) sono ammessi tutti i pensionati Inpdap anche se non aderiscono alla relativa gestione.