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WASHINGTON. Usa, nessun limite alla pillola abortiva

Elena Molinari mercoledì 12 giugno 2013
Barack Obama inverte la rotta e abbandona gli sforzi per limitare l’uso della «pillola del giorno dopo». Una scelta destinata ad attirare accuse di incoerenza contro il presidente, che aveva motivato la richiesta di maggiori controlli sul contraccettivo abortivo come «la cosa giusta da fare».La svolta del presidente significa che presto negli Stati Uniti chiunque, a prescindere dall’età, potrà acquistare il farmaco abortivo senza ricetta. Il Dipartimento di Giustizia aveva presentato nei mesi scorsi un appello contro la sentenza di un giudice federale che aveva ordinato la liberalizzazione della pillola. Ma l’Amministrazione ha ora concluso che la causa è destinata alla sconfitta e l’ha ritirata.Obama non ha fatto commenti ieri sulla controversa decisione, preferendo concentrarsi su un tema che politicamente gli è più vantaggioso. Il capo della Casa Bianca ha chiesto infatti al Congresso di lavorare seriamente alla riforma dell’immigrazione, per approvarla entro la fine dell’estate. Il testo della nuova legge è arrivato all’esame del Senato dove ha superato un primo test fondamentale. Una larga maggioranza – 82 voti a favore e 15 contrari – ha votato per far procedere l’iter legislativo del provvedimento. Ne bastavano 60. I repubblicani più conservatori, però, hanno annunciato battaglia su una serie di emendamenti. Di qui l’appello di Obama a «trovare un accordo atteso da tanti anni, da tanti milioni che si riconoscono americani, lavorano qui, pagano le tasse, sono in tutto e per tutto cittadini come noi, tranne che per la legge». Silenzio della Casa Bianca anche sulla prossima mossa del governo Usa nei confronti di Edwar Snowden, la talpa del datagate. Non è chiaro dove si trovi il giovane, scomparso da Honk Kong due giorni fa, ma si sa che è stato licenziato dalla Booz Allen, il colosso delle consulenze high-tech per cui lavorava. Ma se le informazioni che Snowden ha portato a galla hanno creato forte imbarazzo alla Casa Bianca, a quanto pare non hanno minato la fiducia degli americani nel loro governo. La maggior parte – il 56% – ritiene infatti che il controllo dei tabulati telefonici da parte della National Security Agency sia «un modo accettabile con cui il governo indaga sul terrorismo». Stando a un sondaggio della Pew, inoltre, il 62% degli interpellati ritiene anche che sia importante che il governo indaghi su possibili minacce terroristiche, anche se invade la sfera personale.