Malinin/1. La tecnica di Shaidorov è più forte e divertente del “circo"

Il nuovo campione olimpico non è un acrobata, ma un talento puro del Kazakistan
February 14, 2026
Malinin/1. La tecnica di Shaidorov è più forte e divertente del “circo"
Mikhail Shaidorov / Ansa / Neil Hall
La vera legacy di Milano Cortina 2026? Chiusi i Giochi anche la verduraia del Giambellino ora sa che cos’è il backflip. Mentre lei fa il salto mortale per vendere un po’ di insalata ai tifosi-turisti di passaggio a Milano, il re del quadruplo axel, Ilia Malinin al Forum di Assago, pardon l’Ice Skating Arena, eseguiva quel fantasmagorico salto mortale all’indietro. Un’eresia, scomunicata dalla federazione internazionale del pattinaggio di figura per 50 anni, perché davvero mortale solo a guardarlo. Nel 1976, per motivi di sicurezza e contro ogni ragionevole dubbio lo avevano vietato e chi si fosse azzardato ad eseguirlo in pista finiva sotto penalità automatica. L'unica a infrangere il divieto era stata la cinque volte campionessa europea Surya Bonaly, punita alle Olimpiadi Invernali di Nagano 1998 con la retrocessione al 10° posto. Quel salto di Malinin, al limite delle leggi della fisica, ma ben accetto da quelle dello showbiz del pattinaggio, ha fatto emozionare Novak Djokovic, scattato in piedi assieme a tutto il Forum ad applaudire il mitico Ilia, che nei giorni scorsi aveva chiuso la prova in lacrime per la performance intensa quanto sfibrante. Ma non era ancora la finale di venerdì sera che ad Assago ha richiamato frotte di fan del pattinatore americano. Una folla idolatrante, giovani da ore in attesa spasmodica come per un concerto del connazionale di Ilia, The Weekend. Urla, gridolini estasiati, striscioni e cuoricini con dedica speciale per il pattinatore trattato da star, forse l’unica vera star avvistata sotto i cinque cerchi di Milano Cortina. E la maggior parte dei suoi fedelissimi in adorazione sognava altri momenti di gloria a cui il loro beniamino era preparato, pronto e concentrato per riscrivere la sua “Iliade” sul ghiaccio. Malinin voleva quell’oro annunciato e ha pensato di ripetere i numeri circensi che sono nel suo repertorio e che la giuria non poteva non gradire e valutare al massimo. Lo ha rifatto quel salto mortale, ma stavolta è andata male. E caduto, ricaduto. Sotto choc ha dovuto salutare, ancora in lacrime, per aver fallito quella che a noi più che una finale olimpica è sembrata la seconda parte del “Music Show On Ice”. Siamo gente di spettacolo, deve aver pensato in cuor suo il prode Ilia, e allora facciamolo divertire questo popolo. Un salto senza rete, a rischio di rimanere smidollato per scivolare all’8° posto in classifica. Troppo poco per un re. Forse il 13 febbraio 2026 rimarrà per sempre impresso nel suo diario degli errori in cui annoterà: dal backflip al backflop è davvero un attimo. Le lacrime di gioventù per l’emozione vissuta e donata persino a mister slam Djokovic, nella serata più importante si sono trasformate in pianto di dolore per il cascatone e per la medaglia perduta. Quella, l’ha raccolta al volo Mikhail Shaidorov che, rimontando dal 9° posto, se l’è messa al collo. Il nuovo campione olimpico non è un acrobata, ma un talento puro del Kazakistan. Coscritto del divino Malinin, 21 anni, Mikhail ha fatto solo il suo dovere da pattinatore: una prova lineare, misurata in cui ha usato solamente la sua tecnica sopraffina, senza ricorrere agli effetti speciali. La vittoria di Shaidorov che sorride a favore di telecamera con l’apparecchio per i denti, fa tornare con i pattini per terra anche il superbo Ilia che è andato ad abbracciarlo. A testimonianza che, questo sport di vertice che pretende solo la presenza di fenomeni stellari e prestazioni oltre il limite da vendere agli sponsor, poi alla fine deve arrendersi davanti alle regole del sano fairplay e del rispetto umano. A prevalere poi sono state le vere affinità elettive di due ragazzi. Due figli d’arte del pattinaggio, papà Shaidorov è stato sei volte campione nazionale del Kazakistan e i genitori di Malinin, Roman e Tatjana, hanno fatto le fortune del pattinaggio dell’ Uzbekistan prima di emigrare a Fairfax, in Virginia, dove è nato il loro Ilia. A Shaidorov e Malinin vorremmo aggiungere un terzo figlio d’arte, Maxim Naumov. E’ lui la “star umana”, l’altro americano che ha emozionato e commosso il mondo intero e il suo 14° posto nel programma corto maschile vale come una medaglia olimpica a vita. I suoi genitori, Eugenia Siskova e Vadim Naumov, nel 1994 vinsero i mondiali di coppia gareggiando per la Russia che poi lasciarono per andare anch’essi negli Stati Uniti dove è venuto al mondo Maxim. I suoi genitori sono morti nella “Superga” del pattinaggio Usa, il 29 gennaio 2025 Eugenia e Vadim erano tra le 28 vittime (11 atleti) dell’incidente aereo incorso all’Airlines 5342. A Milano Cortina Naumov c’è arrivato spinto solo dall’amore di un padre e una madre che gli hanno insegnato a pattinare e a vivere per questo sport. Perciò ha voluto mostrare al mondo la foto di quei genitori amati con una dedica speciale “Questo è per voi”. Durante la finale, come Ilia, Maxim è caduto due volte e alla fine l’unica cosa che ha detto è stato: “Ho sentito delle mani dietro la schiena…”. Quelle mani lui sa di chi sono e lo aiuteranno a rialzarsi, sempre.
 
 
 
 
 

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