A Sanremo la voce di Papa Francesco per la pace
Nella serata delle cover le parole del Pontefice chiudono a sorpresa il mix pacifista di Dargen D'Amico tra "Su di noi" e "Il disertore" con Pupo e Fabrizio Bosso

Al Festival di Sanremo irrompe la voce di Papa Francesco. E lo fa come un sussurro che diventa monito, nella cornice scintillante del Teatro Ariston. «Non rassegniamoci alla guerra». Parole che risuonano a sorpresa, a chiusura dell’originale rilettura proposta da Dargen D'Amico nella serata delle cover. Non una semplice operazione musicale, ma un manifesto pacifista cucito su misura per uno dei palchi più popolari del Paese.
Dargen, insieme a un complice Pupo, costruisce un mash-up denso di rimandi. Sulla melodia di Su di noi si innestano le parole de Il disertore, il brano scritto nel 1954 da Boris Vian, feroce atto d’accusa contro l’assurdità dei conflitti. A Pupo il compito di restituire il ritornello del suo successo, mentre Dargen intreccia strofe che trasformano la nostalgia in presa di posizione, accompagnati dalla tromba di Fabrizio Bosso.
L’operazione si fa ancora più simbolica con l’inserto strumentale di Gam Gam, canto ebraico scritto negli anni Ottanta da Elie Botbol su testo biblico e reso popolare in versione elettronica nel 1994 dai dj Mauro Pilato e Max Monti. Un richiamo al Salmo 23 che attraversa culture e generazioni, diventando preghiera laica contro ogni violenza.
Il culmine emotivo arriva nel finale. Prima un frammento del monologo conclusivo de Il grande dittatore di Charlie Chaplin: «Più che macchinari ci serve umanità». Poi la voce di Papa Francesco. In una festa della musica che non dimentica le ferite del mondo, l’appello del Pontefice si fa eco di un’urgenza collettiva.
Gli inni alla pace attraversano l’intera serata. J-Ax si presenta con una spilla della pace sul cappello per cantare La vita l’è bela insieme ai Cochi e Renato, a Paolo Rossi, Paolo Jannacci e al duo Ale e Franz.
Ad aprire la serata è Laura Pausini, che entra all’Ariston accompagnata da sbandieratori con bandiere arancioni. «Make music not war» si legge nel tripudio finale di colori. Da Ritorno ad amare il medley passa a Immensamente e a Io canto. «Io canto. È la cosa che mi fa sentire più libera. Ognuno di noi ha diritto di sentirsi libero, di essere ascoltato», dice dal palco. Parole che si intrecciano idealmente con quelle del Papa.
In una serata così, “calza a pennello” la presenza di Bianca Balti, tornata a condurre a un anno dalla sua testimonianza più forte. «È passato un anno ma sembra un giorno. E si vede dai miei capelli!», sorride la top model che lo scorso anno si presentò calva, mostrando le cicatrici degli interventi per il tumore. «Mi rendo conto di rappresentare qualcosa di più quest’anno. La malattia è una cosa che vivono in tantissimi. Questo palco mi ha dato la possibilità di lanciare un messaggio bellissimo. Sono qui per godermela non solo per me, ma per tutte le persone che hanno sofferto». La sua presenza diventa segno di resilienza e speranza.
Toccanti e importanti anche le parole del professore Schettini che invita i genitori ad ascoltare i figli. "Siete il campo magnetico piu' importante per i vostri figli. Non dovere lasciarli soli".
La musica scorre tra emozioni e sorprese. Un commosso Gianni Morandi appare a sorpresa per duettare con il figlio Tredici Pietro sulle note di Vita, brano portato al successo con Lucio Dalla. «Quando mi ha chiesto di essere con lui a Sanremo ero incredulo», scrive Morandi sui social. «Mi ha detto che sarebbe stato uno dei momenti più belli della sua vita».
Omaggio a Dalla anche dagli Stadio con Tommaso Paradiso in La prima luna. A Mina e Alberto Lupo guardano Fulminacci e Francesca Fagnani con una divertita Parole parole a ruoli invertiti. Enrico Nigiotti e Alfa commuovono con En e Xanax di Samuele Bersani, dedicata alla salute mentale. Arisa coinvolge il Coro del Regio di Parma in Quello che le donne non dicono, Nayt e Johan Thiele affascinano con una versione pulita de La canzone dell'amore perduto di De André.
Alla fine, la vittoria della serata delle cover va a Ditonellapiaga e Tonypitony con una travolgente e ironica versione di The lady is a tramp. Ma al di là della classifica, resta l’eco di un appello che supera la gara: non rassegnarsi alla guerra, scegliere l’umanità. Anche – e forse soprattutto – in una sera di festa.
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