A Sanremo anche gli studenti dello Iusve con un laboratorio sulla parola
di Redazione
Hanno collaborato alla creazione del format digitale “Le parole di Sanremo” ideato e condotto dalla giornalista di Avvenire Angela Calvini

Hanno imparato a progettare e produrre contenuti digitali pensati per l’inclusione, sperimentando linguaggi, formati e pratiche giornalistiche a servizio delle persone con disabilità sensoriali, percorrendo ogni giorno più di 10 chilometri a piedi per completare il loro progetto di soundscaspe journalism, il giornalismo che racconta in audio i paesaggi sonori. Chiara Basso, Martina Bello, Gaia Callegaro, Elena Fortini, Eleonora Iacoponi e Martina Intimi, dell’Istituto Universitario Salesiano Venezia (Iusve), guidate dal direttore dell’emittente accademica Cube Radio Marco Sanavio, hanno partecipato al Festival della Canzone Italiana di Sanremo 2026 mettendo le loro competenza a servizio di Rai Pubblica Utilità e collaborando all creazione del format digitale “Le parole di Sanremo” ideato e condotto dalla giornalista di Avvenire Angela Calvini.
Hanno anche attribuito il premio “Ethical Champion” che Cube Radio, l’emittente universitaria dello Iusve, ha istituito per l’uso etico e responsabile dei social media a Dargen D’Amico con questa motivazione: «Nel modo in cui usi i social, in uno spazio spesso dominato da superficialità e polarizzazione, hai dimostrato che si può comunicare senza rinunciare all’empatia e al pensiero critico. Ci hai messe in guardia dal successo costruito sull’immagine più che sul talento e sulle doti umane».
Il brano “AI AI” dell’artista milanese ha, infatti, particolarmente colpito le giovani reporter: «Confrontandomi anche con Dargen D'Amico – ha spiegato Eleonora Iacoponi - ho capito quanto sia importante usare le piattaforme in modo consapevole. I social possono avvicinarci, ma se usati senza attenzione rischiano di allontanarci. Raccontare è fondamentale, ma farlo con rispetto, responsabilità e umanità lo è ancora di più».
Le sei reporter sono rimaste impressionate anche dall’imponente macchina organizzativa che sostiene il Festival: «Da fuori si percepisce il palco – ha spiegato Martina Intimi - ma dietro c’è un lavoro continuo di manager, uffici stampa, discografici, giornalisti e creator che si muovono in parallelo senza fermarsi mai. Le strategie comunicative sono pensate prima ancora che il cantante salga sul palco, e ogni uscita pubblica ha un peso». L’esperienza nella città dei fiori si è conclusa con un corposo bagaglio di nuove relazioni da riportare tra i muri universitari. «Ho cercato di dare voce alle immagini e forma alle sensazioni – ha concluso Elena Fortini - per rendere lo spettacolo davvero accessibile a tutti, così Sanremo è diventato, per me, non solo un evento ma un’esperienza di autentica condivisione».
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