giovedì 6 settembre 2018
Il mondo della cultura piange il grande direttore della celebre orchestra da camera da lui fondata nel 1959. Il musicista avrebbe compiuto 84 anni a dicembre. Fatale una recente caduta
Il direttore d'orchestra Claudio Sciome, fondatore de I Solisti Veneti

Il direttore d'orchestra Claudio Sciome, fondatore de I Solisti Veneti

E' morto Claudio Scimone. Fatali una caduta in vacanza poche settimane fa, la frattura di alcune costole e il repentino peggioramento con complicazioni respiratorie. Si è spento così la scorsa notte il maestro che dette vita quasi sessant’anni fa al complesso orchestrale da camera dei Solisti Veneti, di cui è stato fondatore e da sempre direttore artistico. Scimone si è spento nella sua Padova dove era nato il 23 dicembre del 1934 e dove si terranno i funerali sabato alle ore 10 nella Chiesa degli Eremitani. Domani sarà invece aperta la camera ardente dalle 17,30 alle ore 19,30 in Piazzale Pontecorvo 4. Claudio Scimone aveva studiato direzione d'orchestra con Dimitri Mitropoulos e Franco Ferrara. Dopo l’esordio al Covent Garden di Londra con l'Elisir d'Amore, aveva collaborato per opere, concerti e registrazioni con molte delle massime istituzioni musicali mondiali: Arena di Verona, Fenice di Venezia, Rossini Opera Festival di Pesaro, San Carlo di Napoli, Opera di Roma, Scala di Milano. Ma dagli anni '60 è stato soprattutto il sodalizio con i Solisti Veneti a spalancargli la fama mondiale grazie al revival del barocco e del Settecento italiano, in particolare veneto: Vivaldi, Albinoni, Galuppi e poi tanti altri artisti, spaziando dal Cinquecento fino alla musica contemporanea. Ma Scimone si è segnalato anche per le prime esecuzioni moderne di alcune opere di Rossini, come Maometto II, Edipo a Colono e Mosè in Egitto; di Salieri (Le Jugement dernier); di Grétry (Guillaume Tell). Celeberrimo il recupero dell’Orlando furioso di Vivaldi, nel 1978, da cui è scaturita una rinascita di interesse per le opere del “prete rosso”.

Alla guida dei Solisti Veneti, orchestra da camera da lui fondata nel 1959, ha al suo attivo più di 6000 concerti in oltre 90 Paesi e una discografia con più di 350 titoli. Ed è proprio la sua “creatura” a piangere per prima con profonda commozione e gratitudine il maestro, nel cui nome e nel cui segno intende perpetuarne “l´eredità spirituale ed estetica”. E “onorarne la persona e la memoria proseguendo ogni propria attività artistica e culturale con quei medesimi slancio, intelligenza, generosità e sacrificio che tanto furono propri della figura e della personalità di Claudio Scimone”. Oltre che coi Solisti Veneti ha inciso oltre 350 titoli con le più importanti orchestre del mondo e con i più importanti interpreti: Jean Pierre Rampal, Guy Touvron, Nathan Milstein, Chris Merrit, Sir James Galway, Salvatore Accardo, Uto Ughi, Marilyn Horne, Ruggero Raimondi, Cecilia Gasdia, Katia Ricciarelli, José Carreras, Samuel Ramey, Kathleen Battle, June Anderson ed altri. Tra le sue diverse collaborazioni alla guida dei Solisti Veneti anche quella, curiosa, con Lucio Dalla voce solista ne L’estro armonico di Antonio Vivaldi.

Pluripremiato per la sua straordinaria e luminosa carriera, Scimone ha ricevuto tra gli altri tre Grand Prix du Disque, consegnatigli dall'Accademia Charles Cros di Parigi, il Grammy Award di Los Angeles e il titolo di "Cavaliere di Gran Croce, Ordine al merito" con la medaglia d'oro al merito per l'arte e la cultura, da parte del Presidente della Repubblica Italiana, nel 2000. Inoltre nel 2008, a Venezia, ha ricevuto, con i Solisti Veneti, il premio "Una vita nella musica - Arthur Rubinstein", mentre l'Università di Padova gli ha conferito la laurea honoris causa in Giurisprudenza. Curioso poi, nel 1970, il primo premio, sempre con i Solisti Veneti al Festivalbar, con la bellezza di 365.000 voti del pubblico giovanile. Una vocazione popolare e divulgativa che ha sempre contraddistinto l’attività di Scimone. La diffusione della grande musica presso un pubblico sempre più vasto e la promozione del repertorio musicale presso i giovani sono infatti sempre stati obiettivi prioritari dei Solisti Veneti, i primi in Italia, fin dal 1960 ad eseguire concerti nelle scuole con programmi e presentazioni differenziate a seconda dei singoli gradi di istruzione (elementare, secondaria inferiore e superiore, università, scuole musicali).

Per i giovani musicisti hanno poi tenuto e tengono, su invito delle Accademie o Istituzioni locali, “master class” collettive, nelle quali i Solisti Veneti suonano anche insieme ad orchestre di giovani e studenti. Così è avvenuto a Caracas (per il “Sistema” di Josè Abreu), nei Paesi Europei, negli Usa, in Canada, Cina e numerosi altri Paesi fra cui Armenia, Kenya, Oman e altri Paesi. Nel Veneto tengono annualmente anche concerti in cui suonano con i giovanissimi fra i 7 e i 14 anni dell’Orchestra Sinfonica “I Pollicini”. Per 27 anni Scimone è poi stato direttore direttore del Conservatorio "Pollini" di Padova. Ed è proprio il suo Veneto a piangerlo con profonda gratitudine nel giorno della sua scomparsa. “Ci ha regalato esecuzioni magistrali – ricorda il governatore Luca Zaia -, ma soprattutto la gioia della riscoperta di testi e autori del repertorio musicale veneto che avevamo forse dimenticato e che, grazie alla finezza della sua arte e alle sue capacità di imprenditore artistico, sono tornati ad essere la colonna sonora della nostra terra, il biglietto da visita del Veneto nel mondo. Grazie a lui, e all'enorme lavoro che è riuscito a svolgere dirigendo per quasi trent'anni il Conservatorio di Padova e portando per oltre mezzo secolo i suoi Solisti in giro per il mondo - conclude - i capolavori della musica veneta sono tornati a vivere e a ispirare artisti e generazioni di appassionati e cultori". Ma naturalmente il cordoglio è dell’intero Paese. “La scomparsa del maestro Claudio Scimone ¬ scrive il presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati - è una grave perdita per la cultura usicale italiana. I suoi Solisti Veneti, apprezzati in tutto il mondo, rappresentano un motivo di vanto per il nostro Paese. Una formazione, fondata e diretta da Scimone, che ha reso internazionale un repertorio di autentiche gemme della nostra arte settecentesca, contribuendo all'affermazione di tanti giovani talenti”.

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