martedì 9 aprile 2024
Il violoncellista sloveno, conclusa l’esperienza dei 2Cellos, pubblica il suo primo album di inediti “Life”. «Ho trovato ispirazione nella mia famiglia e nella natura. Credo nell’eternità»
Il violoncellista Luca Sulic pubblica il primo album di inediti "Life"

Il violoncellista Luca Sulic pubblica il primo album di inediti "Life"

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Dopo avere conosciuto il successo mondiale diventando la rockstar del violoncello insieme al collega Stjepan Hauser, suo compagno di viaggio nell’avventura durata 10 anni dei 2Cellos, nel 2022 Luka Šulic ha deciso di abbandonare il duo per lasciare spazio alla creatività e alla famiglia. Per festeggiare la nascita del quarto figlio arriva quindi Life, il suo nuovo album, primo di brani inediti, disponibile su tutte le piattaforme digitali. Distribuito da Platoon, è composto, arrangiato e suonato da Luka Šulic, accompagnato dalla Czeck Studio Orchestra diretta dal Maestro Jan Chalupecky. Dieci tracce nelle quali il maestro sloveno ritorna alle sue radici di musicista contemporaneo per creare un mondo sonoro evocativo e ricco di suggestioni che ha trovato ispirazione nella natura che circonda la sua dimora (in Slovenia) e nei rapporti familiari. Figlio di un violoncellista e di una insegnante di musica, Luka ha iniziato a suonare il violoncello a 5 anni sino a diplomarsi alla Royal Academy of Music di Londra ed oggi a 36 anni racconta ad Avvenire il suo debutto da compositore.

L’album Life (Vita) nasce da un cambiamento profondo di vita di Luka Šulic?

E’ avvenuto gradualmente, ho sempre sentito che volevo esprimere me stesso totalmente attraverso la mia musica, per mostrare al mondo la mia anima come è, nuda, pura. E’ una grande sfida artistica, voglio imparare e esplorare, perché creando esplori te stesso. Voglio creare qualcosa nuovo, mai creato prima. Anche adattare per violoncello, nel mio precedente album, Le quattro stagioni di Vivaldi, il brano che da bambino mi ha fatto innamorare della musica classica, è stata una sfida. Voglio fare il musicista tutta la vita.

I 2Cellos hanno avuto un immenso successo da quando Elton John vi scopri e lanciò grazie alla vostra versione di “Smooth criminal” di Michael Jackson sul web. Cosa l’ha spinta a lasciare quel progetto?

Non trovavo più alcuna sfida semplicemente nel suonare o arrangiare cover, anche se raggiungevamo una grande audience. I ritmi dei concerti erano incalzanti e io volevo dedicarmi di più alla mia famiglia. Ma io oggi sono molto contento di avere preso questa decisione.

Forse l’esperienza dei 2Cellos unita ai suoi studi classici può rendere più popolare la musica contemporanea?

E’ sempre stato il mio obiettivo creare qualcosa: non voglio impressionare gli altri, ma la prima cosa è esprimere me stesso. Ovviamente con i 2Cellos ho imparato molto intorno a generi musicali differenti. Nella tradizione classica, durante gli anni di apprendimento, strutture rigide e tecnica imposta diventano un ostacolo per la libertà creativa. Puoi imparare il mondo immergendoti nella maestosità di Beethoven e Dvorak, ma impari tantissimo anche dal pop di un autore come Max Martin, che ha scritto per Ed Sheeran, Taylor Swift, Katy Perry, Justin Timberlake. È davvero importante mantenere una mente aperta.

Il suo è stato anche un cambio anche nella vita privata: lei ha 4 bambini piccoli, che tipo di padre è?

Ho sempre desiderato essere padre e di farlo il prima possibile. Sono stato fortunato a incontrare mia moglie e a condividere la stessa visione sull’avere una grande famiglia, anche se non è facile, occorrono sacrifici, disciplina, comprensione gli uni per gli altri. I miei bambini, sono due maschietti e due femminucce di 6, 5, 3 anni e 6 mesi. Sono legati, sono felici, non provano gelosia. Quando la nostra piccola Rosa è nata nella nostra casa i tre fratellini erano presenti al parto ed è stato un momento molto importante per loro perché amano questa nuova bambina, la proteggono e la abbracciano tutto il tempo. Sono un privilegiato, vivo nella mia Maribor, sotto le montagne, circondata da foreste e faccio lunghe passeggiate con i bambini.

Questa serenità e questa prospettiva aperta al futuro si sentono nella sua nuova musica.

Ho messo la mia anima nella musica. Il pezzo che dà il titolo, Life, è molto speciale per me perché sono riuscito a esprimere l’essenza della vita, le lotte ma anche la gioia, la tristezza ma anche la felicità, perché la vita è una sinfonia di tutte le diverse esperienze, può essere bellissima e difficile. La nostra vita è corta, ma il nostro viaggio su questa terra penso che ci dia il significato e renda la nostra vita più profonda e speciale. Io sono una persona spirituale e non credo che il viaggio finisca qui.

Lei è credente?

Sono cattolico, ma non seguo nessuna religione in particolare. O meglio, credo che ogni religione alla fine abbia la stessa essenza, lo stesso messaggio: amarsi l’un l’altro, rispettarsi l’un l’altro. La vita è quello che connette tutto insieme in questo album. L’ultimo pezzo Eternal apre a una prospettiva eterna, ci sono molti brani in questo senso nell’album. Che inizia con Anima, perché tutto inizia con l’anima, mentre in Blue heart c’è il mio amore per il mare ma anche la compassione che sento nel mio cuore e che spero esca attraverso la mia musica. Altri brani come Blossom hanno a che fare con la natura, perché la natura è vita. Phoenix infine è la metafora di rinascita.

In questo momento, purtroppo, troppe guerre stanno distruggendo la vita di milioni di persone.

Mio padre è nato a Dubrovinik in Croazia. Per fortuna noi abitavamo a Maribor in Slovenia durante la guerra nel Balcani e quando ero piccolo mi ricordo che guardavamo la televisione e mio padre era preoccupato perché là dove bombardavano c’era la sua famiglia. Sono molto triste dato che siamo di nuovo in questo periodo dell’umanità. Mi sento benedetto perché la mia musica parla a tutti, ho fans in Iran, in Israele, in Russia, in Ucraina. Penso che la musica unisca la gente. Ma purtroppo alla fine il denaro è più forte della musica, per questo ci sono le guerre.

La sentiremo in concerto?

A settembre ci saranno concerti nelle principali città europee, sarò a anche a Milano e suonerò Life con il mio violoncello accompagnato da un quartetto d’archi e un piano. E poi sto scrivendo il mio secondo album, più intimo. Mi piacerebbe anche scrivere per il cinema. Alcuni dei miei compositori preferiti sono Morricone, che per me è il numero uno, e poi John Williams James Horner, Hans Zimmer e Vangelis.

E comporre musica sacra?

Certamente vorrei comporre musica sacra, io sono una persona spirituale e credo che potrei essere ispirato da questo tema. Ma tutti i pezzi che scrivo sono profondamente spirituali, lo sento dal profondo.

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