Giovanni Allevi in tour: la forza della fragilità

Il compositore debutta nel “Piano Solo Tour 2025/26”: un concerto intimo e intenso in cui la musica diventa racconto di malattia, rinascita e speranza
January 13, 2026
Giovanni Allevi in tour: la forza della fragilità
Il compositore Giovanni Allevi torna al pianoforte per il "Piano Solo Tour 2025/2026"
«Si può iniziare un tour europeo con un mal di schiena terrificante? Sì, si può, perché posso parlare di fragilità in modo più autentico». È una frase che spiazza e disarma, come spesso accade con Giovanni Allevi. Ed è anche la chiave di lettura del suo ritorno sul palco con il Piano Solo Tour 2025/26, che dopo il successo del concerto a Buenos Aires ha preso avvio il 27 dicembre scorso con una speciale anteprima romana all’Auditorium Parco della Musica – Sala Santa Cecilia, per poi approdare a Milano, al Teatro Dal Verme, e da lì toccare le principali città italiane e attraversare l’Europa.
Ieri sera, quando il compositore entra in scena nell’auditorium milanese da solo, “corazzato” dal busto che sostiene un corpo segnato dal mieloma multiplo, e si siede al pianoforte, il silenzio che precede la prima nota è già parte del concerto. Non è soltanto l’attesa per un’esecuzione raffinata e intensa, ma la percezione diffusa di trovarsi davanti a un’esperienza che va oltre la musica. Allevi non offre solo un recital: invita il pubblico a condividere un viaggio interiore, in cui la fragilità non viene nascosta ma accolta, attraversata, trasformata.
Il pianoforte, suo strumento più autentico, diventa così il luogo della verità. Dopo anni segnati dalla malattia, dal silenzio forzato, dalla riflessione e da una rinascita faticosa, Allevi torna a dialogare con il pubblico attraverso le sue composizioni più amate – Come sei veramente, Go with the flow, Our Future – accanto a brani più recenti, nati proprio negli anni dell’introspezione e del dolore. In scaletta anche Back to Life, titolo che è insieme dichiarazione d’intenti e testimonianza esistenziale.
Il concerto procede come un racconto intimo, punteggiato da brevi riflessioni che non indulgono mai nel vittimismo. Al contrario, il motore inatteso di questo viaggio è il sorriso. Allevi parla della malattia con lucidità e delicatezza, senza nascondere la fatica quotidiana, la paura, l’incertezza, ma lasciando emergere una speranza concreta, radicata nella passione per la musica e nella gratitudine per la vita, citando Hegel, lo stoicismo e la teologia. È la stessa traiettoria che attraversa il suo libro I nove doni e il docufilm Giovanni Allevi – Back to Life, presentato alla Festa del Cinema di Roma, che ha toccato profondamente il pubblico.
Specie quando confida che è proprio lì, nella fragilità, che «si gioca il segreto della nostra felicità». Non una felicità ingenua o superficiale, ma la gioia ostinata di chi sceglie di vivere pienamente il presente, nonostante tutto. Ogni brano diventa così una piccola meditazione. Aria richiama il respiro come primo legame tra corpo e anima. My Angel è dedicata all’angelo custode, presenza discreta e fiduciosa. L’ultimo dei bis è una rivisitazione del Te Deum di Charpentier, inno alla dimensione spirituale dell’Europa. Un richiamo non casuale, in tempi in cui la cultura sembra spesso smarrire il valore della vita fragile.
C’è un momento particolarmente intenso quando Allevi racconta il letto d’ospedale, all’ottavo piano dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, definito «un luogo sacro», in cui ha scritto la dolce e vivace Tomorrow. «Le statistiche dicono che il mio domani non si può spingere troppo in là. Ma io non credo alle statistiche. Vivo in un presente allargato, in cui ogni alba è una promessa e ogni tramonto un arrivederci». Parole semplici, dirette, come le sue note, che risuonano come una boccata d’aria.
E l’abbraccio caloroso del pubblico, che lo accompagna fino all’ultimo applauso, restituisce il senso più autentico di questa musica: non esibizione, ma relazione. Non fuga dal dolore, ma trasformazione.
Il Piano Solo Tour 2025/26 toccherà in Italia Napoli il 24 marzo, Bologna il 31 marzo, Pavia il 2 aprile, Padova il 3 aprile, Ragusa il 7 aprile, Messina l’8 aprile, Verona il 13 aprile, Firenze il 18 aprile, Trento il 19 aprile, Torino il 21 aprile, Lugano il 3 maggio, Parma il 4 maggio, Bergamo il 5 maggio e Genova l’8 maggio.

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