domenica 11 novembre 2018
Il cantante e leader del gruppo The Sun, alla sua seconda prova da scrittore, pubblica il saggio “pratico” e spirituale “I segreti della luce” rivolto soprattutto ai più giovani
L'autore del libro e cantante dei The Sun Francesco Lorenzi (Foto Silvia Dalle Carbonare)

L'autore del libro e cantante dei The Sun Francesco Lorenzi (Foto Silvia Dalle Carbonare)

COMMENTA E CONDIVIDI

Si intitola I segreti della Luce. 21 passi per la felicità (Rizzoli, pagine 364, euro 15.30), il nuovo libro di Francesco Lorenzi, cantante e leader del gruppo rock dei The Sun, che ha appena festeggiato i 20 anni di attività artistica. Con la prefazione (pubblicata sopra) del cardinale Luis Antonio Tagle, arcivescovo metropolita di Manila e presidente della Caritas Internationalis, il libro sarà nelle librerie martedì 13 novembre per essere poi presentato venerdì 16 novembre presso la Sala d’Onore della Triennale di Milano (alle ore 20) in occasione della rassegna “Book City”. Francesco in questo nuovo libro presenta un cammino in «21 passi», un itinerario lineare e graduale che può intraprendere chiunque senta l’esigenza di indagare sul significato della vita. «Desideriamo la felicità, ma non sappiamo come trovarla. Eppure c’è una via» dice Francesco nel suo blog “Per anime libere”, dove ha annunciato l’uscita del libro anche attraverso un video ed un post. «La vita mi ha concesso di vivere tante vite – continua – , non solo attraverso le mie vicende, ma anche grazie all’esempio e l’amore di numerosi maestri illuminati. Ciò che ho ricevuto lo condivido con gli altri. Sarà per questo che I segreti della Luce non è un libro: è un’esperienza, un cammino». (M. Ion.)

Tutti noi siamo parte della musica dello Spirito di Luis Antonio G. Tagle (prefazione)

Come ci si potrebbe aspettare da un autore che è musicista, questo libro è veramente un pezzo musicale, composto da diverse note, accordi, ritmi, tonalità e giocato su innumerevoli strumenti. Ma non sono suoni asciutti, né punti di vista neutri. Le componenti di questa musica sono persone umane viventi che popolano la Bibbia, oppure i Padri della Chiesa, o ancora maestri spirituali, amici, professori, famigliari, contadini, studenti, artisti, santi, peccatori, sì, specialmente peccatori alle cui vite stonate Dio offre misericordia, riconciliazione e una nuova armonia. Così arriviamo a comprendere davvero che tutti noi siamo parte di quella musica che viene composta e suonata dalla Luce dello Spirito. Per quelle persone che sono in cerca di una direzione spirituale o per un direttore spirituale, questo libro costituisce una risposta a tale ricerca. Le gemme della grande tradizione biblica e spirituale del cristianesimo vengono rese disponibili per noi mentre facciamo fronte alle manifestazioni contemporanee delle battaglie spirituali che hanno preso di mira l’umanità e la creazione dall’inizio dei tempi.

Quanta freschezza e consolazione dà il fatto di vedere una vitalità sempre nuova e sempre fresca della fede cristiana! Diciamo grazie allo Spirito rinnovatore che ci rende liberi di amare e vivere in pienezza. L’amore non cresce mai invecchiando. L’amore è sempre nuovo. L’amore è eterno. Devo avvertire i lettori di questo libro di una cosa: quando inizierete a leggerlo, non potrete più metterlo da parte. Come è successo a me, anche voi potreste sentire Francesco che si rivolge a voi personalmente, come se avesse scritto il libro per voi e solo per ciascuno di voi. Aprendo il suo cuore con un’incredibile fiducia, Francesco fa entrare il suo cuore nel vostro. Allora voi potrete vedere il vostro cuore, il cuore di molte sorelle, fratelli e vicini, il cuore della creazione, il cuore di Gesù. Quando ho vissuto questo momento di incontro e di comunione, sono rimasto senza parole. Il silenzio mi ha portato misteriosamente alle lacrime. Come dice una canzone: «Quando il tuo cuore è in fiamme, devi renderti conto che il fumo ti va negli occhi». Quando capisci che sei amato, quando la promessa di una Presenza durevole diventa realtà, allora tu resti senza parole. E quando tu apri le labbra, allora canti! Il lamento si fa lode.

Come Francesco e i The Sun, anch’io credo che la musica possa tirar fuori quello che è nobile e stupendo anche da cuori e memorie ferite. Nella nostra arcidiocesi di Manila abbiamo iniziato un corso di violino per bambini di strada che hanno sperimentato l’orrore della povertà e degli abusi. I nostri catechisti hanno formato una banda musicale per trasmettere valori a bambini e adolescenti attraverso le canzoni. Alcuni collaboratori pastorali, sia laici che religiosi, raccontano storie bibliche tramite la musica rap a giovani che vivono in comunità segnate dalla droga e da altre schiavitù. Ogni mese di dicembre invitiamo musicisti, ballerini e altri artisti a un concerto serale molto informale dove essi possono “suonare per il Signore”, aiutando a costruire una vera consapevolezza su alcune urgenze pastorali. Io canto con loro. E chi lo sa? Un giorno, forse, potrei avere la chance di cantare con Francesco e i The Sun! (dalla prefazione del cardinale Luis Antonio G. Tagle)

L'immagine della copertina del libro di Lorenzi  (Foto Michele Rebesco)

L'immagine della copertina del libro di Lorenzi (Foto Michele Rebesco)

Una sfida a camminare dentro se stessi di Massimo Iondini

La sfida è totale. Al (non) pensiero dominante, al relativismo strisciante, all’edonismo imperante. Ma anzitutto a ciascuno di noi. Una sfida non lanciata, ma offerta e che quindi diventa invito. Sfida a camminare dentro se stessi, a compiere i necessari passi. Per le strade del mondo e verso di sé: «21 passi per la felicità», come recita il sottotitolo del libro di Francesco Lorenzi I segreti della Luce. Felicità che, in fondo, sta già nel compierli, questi passi, se il percorso include di per sé la meta. Un numero di passi che non può essere pari, visto che si sta camminando. Per Francesco Lorenzi i passi sono appunto ventuno: la naturale moltiplicazione dei due numeri simbolicamente e universalmente “perfetti”. Ma soprattutto a moltiplicare quel primordiale e cosmologico “sette” non può che esserci il trinitario “tre”. La “teologia” pratica che il leader e cantante del gruppo musicale dei The Sun fa risuonare in queste pagine (dedicate anche ai suoi amici e compagni di viaggio musicale: Ricky, Lemma, Boston e Cherry) è quella che trova compimento e dimostrazione nella vita quotidiana di ciascuno di noi. Immersi come siamo in un mondo caotico e traboccante di input distraenti, fuorvianti e contraddittori. In un mondo iper-tecnologizzato che promette e illude, ma che nel contempo subdolamente procura impalpabili lacerazioni emotive e spirituali in particolare tra i giovanissimi. Vuoti di senso profondi e insondabili, vertiginosi e spaventosi canyon dell’anima.

Non c’è bisogno di conoscere già la vita e la musica di Lorenzi, e dei The Sun, per cominciare a leggere questa sua seconda incursione letteraria (la prima, sempre per Rizzoli, è la storia della sua “conversione” raccontata ne La strada del sole), perché i “segreti della luce” sono svelati anzitutto attraverso i filtri delle sue ombre. Francesco ha la forza e il coraggio di mettersi a nudo, di calarsi nelle pieghe e nei meandri degli errori, dei mille quotidiani dubbi, della tentazione di gettare la spugna e ammutinarsi prima ancora di salire a bordo della propria vita non sapendo nemmeno dove sia il timone. Di fronte, il mare aperto di un orizzonte senza linea. Ma le linee dell’orizzonte per un musicista non possono che essere quelle dello spartito. Parte così dalle sette note, Lorenzi, per dare timbri e avvincenti colori al suo impervio e coraggioso proposito di armonizzazione interiore ed esteriore dell’esistenza, del nostro quotidiano peregrinare.

Così il Do, la prima nota musicale, gli dà subito il destro per partire con la tonalità giusta, senza fuorvianti alterazioni in chiave: Do come Dono. Subito dunque un ribaltamento del pensiero dominante della vita come “dovuta”, con tutto l’illusorio odierno bagaglio culturale sui concetti di piena e assoluta “disponibilità” e di “perfezione”. Le note si susseguono e ad ognuna altrettante profonde riflessioni, esperienze e momenti di vita vissuta. Così sul Re come Respiro, Francesco sottolinea che re-spirare significa letteralmente soffiare indietro ovvero portare il mondo, l’esterno, dentro di sé. Quando non lo facciamo spiriamo, esaliamo l’ultimo soffio. Niente a che vedere naturalmente con il Silenzio a cui invece l’autore associa l’ultima delle sette note, il Si. Il silenzio in musica è pausa che dà senso al suono: ideale assist, per un musicista, per spiegare ed esemplificare come il silenzio (ambientale e interiore) sia la premessa e l’anticamera dell’ascolto. Ascolto di sé come viatico per l’ascolto di Dio.

Un passaggio essenziale che Lorenzi descrive e premette fin dall’inizio del suo libro. Quando racconta di essere salito su un’altura in preda a una domanda, l’ennesima incessante domanda di senso. Scrive e descrive l’eterna lotta: «Si alza il vento, taglia l’aria. Non so che fare. Fa freddo. Ci sono solo io. Mi metto in attesa. Questo silenzio stavolta non mi dà pace… Credevo di credere. Credevo di saper scegliere. Credevo di aver vinto il mio demone… Il cammino e il combattimento appartengono a ognuno, giorno dopo giorno, scelta dopo scelta. Fino alla meta, fino alla fine». Una lotta senza tregua che non deve però mai spaventare e farci cadere le braccia, come esemplica nella seconda parte del suo lavoro intitolata «Le Forze visibili e quelle invisibili», in cui illustra «sette antidoti contro i nemici della felicità». Attinge a Battiato e a un verso di uno dei vertici della sua produzione, L’ombra della luce («Ricordami come sono infelice lontano dalle tue leggi, come non sprecare il tempo che mi rimane»), per dare la tonalità al nucleo centrale del libro (così come aveva citato San Giovanni della Croce all’inizio della prima parte) partendo con una sorta di avvertimento, da giovane ai tanti, troppi, giovani (e non solo) che scherzano col fuoco: «Riconoscere il Male».

Perché «bruciarsi lascia il segno. Cicatrici profonde. Il male esiste… Ci manca la consapevolezza di ciò che è il male, di come agisce e del suo fine ultimo… Per tale ragione un numero impressionante di anime perde la partita e la propria libertà, anche se questo sterminio è sapientemente camuffato per nasconderlo e confonderci». La prova del nove? La profonda e angosciosa infelicità di moltitudini di giovani, vittime di disvalori e falsificazioni. Lorenzi compie qui altri sette passi. Ma nessuna prescrittiva o scolastica teoria mentre toglie la polvere ad antiche e luminose virtù: il perdono che è diverso dal lasciar perdere; la castità che non è astenersi; l’ammirazione che non è fanatismo; la condivisione che è altro dal comodo regalare; la fedeltà che non comporta la monotonia; il digiuno che nulla ha a che vedere con l’evitare; l’umiltà da non confondere con la debolezza. E dopo la prima parte (il Padre, con i suoi doni “musicali” e vivificanti delle sette note: dal Respiro al Mistero, dal Lavoro al Silenzio) e la seconda (il Figlio, con la lotta quotidiana e le tentazioni che anche Gesù ha subito e superato nel deserto della solitudine esistenziale), si approda alla terza, lo Spirito. Compimento, approdo, vita piena. Frutto d’amore, suprema sintesi della “relazione” tra Padre e Figlio. “L’Oltre nel presente”, come titola Lorenzi. Già, il presente. Qui e ora. Altri sette passi, che sono già felicità.

© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI

ARGOMENTI: