venerdì 4 dicembre 2020
Il leggendario componente dei Beatles è stato ucciso l’8 dicembre 1980. La biografia della giornalista inglese Leesley-Ann Jones snocciola domande, dubbi e impressioni sull’enigmatico genio musicale
Il cantante John Lennon (1940-1980) in una foto del 1971

Il cantante John Lennon (1940-1980) in una foto del 1971 - Ansa

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«Il finale lo conosciamo. Accadde a New York lunedì 8 dicembre 1980. Una serata burrascosa insolitamente mite per quel periodo dell’anno. John e Yoko tornavano a casa su una macchina con autista, dopo una session tardo pomeridiana negli studi di registrazione Record Plant. Arrivarono al condominio Dakota verso le 22.50 e si trovarono di fronte un texano in trasferta che li aspettava stringendo in pugno una pistola Charter Arms calibro 38 e una copia de Il giovane Holden di J.D. Salinger. Il venticinquenne Mark Chapman sparò con calma cinque colpi, quattro dei quali raggiunsero John. Al Roosvelt Hospital, tra la 59ª Strada e Central Park, dove i poliziotti portarono Lennon, un allora ventinovenne chirurgo con tre anni di esperienza, il dottor David Halleran, ne prese tra le mani il cuore, praticandogli il massaggio cardiaco e invocando tra sé un miracolo». Ma è davvero questo il finale della vita straordinaria e controversa di John Lennon? In John Lennon. La biografia definitiva (Sperling & Kupfer, pagine 448, euro 18,90), a quarant’anni da quella tragedia, la giornalista inglese Leesley- Ann Jones snocciola domande, dubbi, impressioni, fatti per dipanare i tratti enigmatici di una figura leggendaria e iconica, rivelare i tanti Lennon, l’ex dei Fab Four, i mitici Beatles che si erano sciolti, incredibilmente, dieci anni prima di quella notte fatale. Un libro ricco di informazioni, uscito in occasione di questo anniversario, come quello di Paul Du Noyer, John Lennon. Le storie dietro le canzoni (Mondadori Electa, pagine 192, euro 24,90), John Lennon - Yoko Ono. All We are Saying. L’ultima grande intervista , a cura di David Sheff (Einaudi, pagine 312, euro 19,00) o Imagine John Yoko ( Ippocampo, pagine 320, euro 39,90) e molti altri, ma anche l’omaggio musicale di tanti artisti per John Lennon in jazz (Cd Wagram, euro 29,70).

Al culmine della sua fama e del successo dei Beatles, Lennon «sviluppò una terrorizzata consapevolezza del vuoto interiore che avvertiva», scrive Leesley-Ann Jones. Non gli bastava il successo. Così quando nel 1967 i Beatles si esibirono in diretta nella prima trasmissione satellitare internazionale per un pubblico di 400 milioni di spettatori, John colse l’occasione per promuovere il suo “nuovo” ideale, «imbarcandosi nell’illusoria missione di migliorare l’umanità». I Beatles suonarono All You Need Is Love. L’amore e la vita John le trovò in Yoko Ono. «Malgrado il rifiuto dei fan e dei Beatles per quella strana intrusa asiatica, lei diventò la costante di John, la cosa vera per lui». Nel 1970 i Beatles si sciolsero. Nel 1971 Lennon pubblicò il suo “inno”, Imagine. Dieci anni in coppia con Yoko, «mano nella mano per promuovere la pace nel mondo», prima di quella sera fatale.

Nel suo racconto “corale” Jones chiama in causa i lettori e quanti hanno vissuto in “diretta” quegli anni. «Dov’eravate in quel momento, mentre venti milioni di americani stavano guardando da casa la partita New England Patriots-Miami Dolphins, trasmessa da Monday Night Football della rete Abc, quando il commentatore Howard Cosell interruppe la telecronaca per sganciare la notizia bomba che avevano sparato a John? Dov’eravate quando l’avete saputo? Questo è il dilemma». Ma anche: «Come hanno potuto separarsi, i Beatles, pur essendo il più grande fenomeno socioculturale di tutti i tempi?».

Domande che aleggiano da cinquant’anni fra più generazioni figlie dei Beatles che le loro canzoni continuano a respirarle. Eppure l’autrice, parlando con i suoi tre figli, si rende conto di quanto il mito debba fare i conti con il tempo: «La cosa che dovete capire – dicevo io – è che John Lennon è stato il nostro Jfk. "Perché". ha chiesto uno di loro. "Cosa c'entra un aeroporto con questa storia?"». I millennial e i post-millennial non lo sanno «chi erano i Beatles» e non sanno neanche chi fosse John F. Kennedy. Gli Stadio di Gaetano Curreri nel 1984 ne fecero un brano (e un album) con quella esortazione: Chiedi chi erano i Beatles. La ragazzina quindicenne non li conosceva. Figuriamoci i quindicenni di oggi. Eppure, basta ascoltarli i Beatles - John Lenno, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr - per restarne conquistati anche oggi. E forse questo doppio anniversario, il ricordo di una tragica morte e l’ultimo album dei Fab Four, Let It Be, può essere l’occasione per continuare a farli vivere.

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