lunedì 5 aprile 2021
Il coro di 23 suore di un convento del Sussex ha inciso l'album "Light for The world" con cui sta scalando le classifiche britanniche. Sembra "Sister Act", ma è vero. Il cd uscito anche in Italia
Le Poor Clares of Arundel con il Cd "Light for The world" (Decca) - canti gregoriani e musica elettronica - sono in cima alle classifiche del Pop inglese

Le Poor Clares of Arundel con il Cd "Light for The world" (Decca) - canti gregoriani e musica elettronica - sono in cima alle classifiche del Pop inglese

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C'è un coro di suore nel Sussex che scala le classifiche del Pop britannico e non è un film. Niente travolgenti Gospel tipo I will Follow Him e direttrici "svitate" come Whoopi Goldberg del celebre coro di Sister Act, ma canti gregoriani mixati all’elettronica intonati da 23 clarisse del convento di Arundel (da non confondere con il regno incantato di Frozen, Arendelle). Tra una preghiera e una meditazione le Poor Clares of Arundel hanno deciso di incidere un disco. L’album, intitolato Light for The world (Decca) e uscito a febbraio anche in Italia, da mesi è in cima alle classifiche inglesi. Un successo sorprendente. Sedici brani, con canti gregoriani, inni sacri, scritti di san Francesco e santa Chiara rivisitati su melodie elettroniche.

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Volti sereni e semplici da «perfetta letizia» francescana, voci celestiali, sound spirituale: in un tempo di ricerca, di attesa, di smarrimento che viviamo queste voci sono diventate per migliaia e migliaia di persone note di una serenità possibile anche in lockdown, l’antidoto spirituale allo stress del momento e della vita moderna, il rifugio da un mondo malato, la visione di un orizzonte più alto. Un canto che si fa modello anche di uno stile di vita, quello di queste suore che hanno sposato la povertà di Francesco e Chiara e che non si fanno certo scalfire dal successo. «Non volevamo diventare famose, solo trasmettere un po' di serenità. Escluse le interviste, la nostra vita non è cambiata per nulla – hanno raccontato al Sir le Poor Claris – . La nostra quotidianità è quella di sempre, da quando è nato il convento nel 1886, nelle campagne del Sussex, secondo la regola del 1253 di santa Chiara: ci svegliamo alle 5.30, facciamo colazione e ci dedichiamo a un’ora meditazione per trovare il nostro centro interiore. Più tardi ci riuniamo in preghiera nella cappella dove, due volte a settimana, celebriamo messa».

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Superati i primi dubbi e le difficoltà della registrazione, «ora speriamo che la nostra musica raggiunga molte vite, portando pace, amore e un senso di benessere a tutti coloro che ascoltano», dicono. Lo scorso 18 marzo, per la Giornata mondiale del sonno, è stata rilasciata una traccia speciale della durata di 8 ore che segue il percorso del riposo: Vespera (sera), Nocte (notte), Aurora (alba), Lux (chiaro). «Quando ascoltate il nostro album, se siete a casa o siete stufi, ansiosi o vi sentite depressi... sappiate che da qualche parte ad Arundel nel West Sussex, c’è una comunità di donne, e noi siamo qui, e siamo qui con voi», hanno detto nei mesi scorsi le rappresentati del convento, suor Gabriel Leo e suor Geraldine-Marie.

Un aiuto a chi ascolta. Ma anche a chi è in difficoltà. Perché i proventi derivanti dalle vendite dell’album sono donati a enti di beneficenza indicati dalle stesse suore. «Ciò che ci stupisce di più – hanno raccontato ancora le clarisse – non è il numero di copie vendute, ma di persone coinvolte. Sapere che abbiamo toccato così tanti cuori spalanca i nostri e li riempie di gioia». Che forza il coro delle suore di Arundel. Come quello di Sister Act. Ma vero.

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