mercoledì 26 settembre 2012
​Atei? No grazie. Meglio «umanisti secolari», come dicono in Svezia. Intellettuali? Idem come sopra. Meglio parlare di «amanti del pensiero», come si autodefinisce lo scrittore Vincenzo Cerami. Insomma, il «Cortile dei Gentili», oltre a favorire il dialogo tra credenti e no, sta anche promuovendo una specie di rivoluzione nel linguaggio, che ieri è stata messa in evidenza in occasione della presentazione del nuovo appuntamento. Quello che vedrà il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in dialogo con il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, ad Assisi, il prossimo 5 ottobre. L’argomento del resto è propizio: «Dio questo sconosciuto». E quindi, proprio prendendo spunto dal tema, il porporato al cui dicastero il Papa ha affidato a suo tempo la realizzazione del progetto «Cortile dei gentili» ha raccontato dei tentativi di trovare una definizione per gli interlocutori non cattolici, che non sia da loro percepita come riduttiva. «In Svezia – ha riferito, parlando del precedente, molto ben riuscito appuntamento del Cortile – hanno risolto con una bella definizione: "Gli umanisti secolari", perché nessuno vuole essere chiamato ateo, nessuno agnostico, nessuno non-credente (che è definizione solo negativa) e nessuno laico (termine che hanno inventato i preti). Allora hanno escogitato questo "umanisti secolari", che dovrebbe soddisfare anche Cerami». Il quale Cerami non si è fatto pregare e durante la conferenza stampa ha raccolto con eleganza la provocazione. «Sono contento e anche un po’ intimorito dagli inviti che mi fa Ravasi – ha detto lo sceneggiatore del film da Oscar La vita è bella –. Il cardinale, infatti, mi porta in posti in cui bisogna riflettere prima di parlare. E io mi riconosco in questa attività del Pontificio Consiglio per la cultura. Mi sembra anzi l’unica cosa che si stia muovendo per quanto riguarda il pensiero artistico e culturale. Un’iniziativa che crea dibattito, tra gli amanti del pensiero». Anche sulla termine ateo («brutta parola»), lo scrittore si è detto d’accordo. «Andando a scavare – ha osservato, infatti –, ognuno di noi ha qualche segreto che anela a uno svelamento». E quale migliore occasione, dunque, dell’appuntamento di Assisi, per incontrarsi e dialogare pur avendo posizioni diverse? Ravasi ha detto di essere stato recentemente ricevuto da Napolitano e di averlo trovato «un po’ teso» nel dover affrontare argomenti che di solito non fanno parte della sua attività. Ma padre Enzo Fortunato, portavoce del Sacro Convento di Assisi, ha rassicurato sul clima che farà da cornice all’evento. «Se Francesco avesse un secondo nome, questo nome sarebbe "incontrare", perché egli non si è mai rifiutato di andare incontro agli altri, qualunque fossero le loro idee. E noi vogliamo che ciò accada anche in questa occasione». Durante la conferenza stampa, cui ha partecipato anche padre Jean-Marie Laurent Mazas, direttore esecutivo del «Cortile dei Gentili», è stato anche sottolineato come l’appuntamento giunga alla vigilia dell’Anno della fede e delle commemorazioni per i 50 anni del Concilio Vaticano II. La sessione di Assisi è in programma il 5 e 6 ottobre e si articolerà in 9 incontri sparsi nella città di Francesco, con 40 relatori che affronteranno, in altrettanti Cortili, diversi temi: il grido dei poveri e il grido della terra, la fede, il lavoro, il dialogo interreligioso e interculturale, i giovani e il rapporto tra l’arte e il sacro. Tra i partecipanti, oltre ai citati, anche Umberto Veronesi, Ermanno Olmi, Susanna Camusso, Mauro Moretti, Umberto Galimberti, Alex Zanotelli, Moni Ovadia, Enzo Bianchi, Alessandro Fuksas, Gustavo Zagrebelsky, Federico Rampini. Modereranno gli incontri alcune firme del giornalismo italiano, fra i quali: Ferruccio De Bortoli, Massimo Giannini, Aldo Cazzullo, Mario Orfeo, Roberto Olla. Chiuderà i lavori il dibattito tra Ravasi e il ministro Corrado Passera. Gli organizzatori, che per pubblicizzare l’evento hanno inviato oltre 170mila e-mail, mettono l’accento anche su due iniziative parallele, il Cortile dei Bambini e il Cortile della Narrazione. Mentre il cardinale Ravasi, rispondendo alla domanda di un giornalista, ha auspicato che il confronto tra credenti e no continui anche in ambito scientifico. Il riferimento era alla brutta pagina della mancata visita del Papa all’Università "La Sapienza" di Roma. Sarebbe bello ricucire quello strappo, ha lasciato intendere il porporato. «E comunque – ha aggiunto – una eventuale nuova visita bisognerebbe un po’ studiarla, vedere su quale tema, su quale asse svolgerla». Una possibilità, ha suggerito, potrebbero essere «le culture giovanili, o la musica».
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