Scoperta a Fano la basilica perduta di Vitruvio
L'edificio era stato descritto nel suo "De architectura" dallo stesso autore romano, ma se ne erano perse le tracce

Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha annunciato oggi il ritrovamento a Fano, in provincia di Pesaro e Urbino, della Basilica di Vitruvio, costruita dall'architetto romano attivo nella seconda metà del I secolo a.C. e tra i più influenti teorici dell'architettura di tutti i tempi. Gli scavi per la ripavimentazione di via Costa, finanziati dal Pnrr, hanno portato alla luce reperti che la soprintendenza giudica "inequivocabili" e alcune colonne citate nella bibliografia vitruviana. Una scoperta che porta a compimento trent'anni di studi su Vitruvio, che fanno a dire al professor Paolo Clini, docente dell'università Politecnica delle Marche e coordinatore scientifico del Centro Studi Vitruviani, che «Vitruvio è nato a Fano e qui ha costruito le mura della città, il Tempio di Giove, il teatro e ha riprogettato tutti i ponti della Via Flaminia». La storia della basilica vitruviana nel sottosuolo del centro di Fano era riemersa nel 1992, dopo essere finita nel silenzio, completamente cancellata. Clini, che si era innamorato di questo progetto, decise di approfondire gli studi, di cercare quella basilica alla quale nessuno credeva più attraverso i rilievi di tutte le strutture interrate di Fano e, in particolare, di quello che oggi è il Tempio di Giove, dove erano già evidenti le tecniche costruttive e le misure di Vitruvio. Un dottorato, un post-dottorato, un master per dare concretezza a quella intuizione: Clini la insegue per trent'anni, gli ultimi sei quasi a tempo pieno.
La Basilica di Vitruvio, descritta da Marco Vitruvio Pollione nel celebre trattato De architectura, è «l'unica opera architettonica che Vitruvio attribuisce esplicitamente a sé stesso, dichiarando di averne seguito direttamente la collocazione e la realizzazione, come attestato dalla nota espressione latina conlocavi curavique ("l'ho collocata e ne ho curato la realizzazione")». Lo ricorda il sindaco di Fano Luca Serfilippi: la basilica di Fano «è ampiamente descritta nel Libro V (paragrafi 6-10) del trattato vitruviano, dove l'autore ne illustra con precisione l'impianto architettonico, le proporzioni, i criteri compositivi e l'equilibrio formale, attribuendole un valore estetico e simbolico elevatissimo, definendola dotata di summam dignitatem et venustatem ("la più alta dignità e grazia")». Tra gli elementi strutturali riportati alla luce ci sono in particolare «cinque colonne in pietra arenaria, perfettamente allineate, le cui misure, distanze e conformazione risultano pienamente coerenti con le specifiche tecniche indicate da Vitruvio. Una corrispondenza puntuale e verificabile tra fonte teorica e dato archeologico, raramente riscontrabile in contesti analoghi».
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