Gutenberg indaga il lutto condiviso

Tragedie come quella di Crans-Montana riattivano ritualità antichissime. Oggi la facilità dei media digitali sovrappone lutto privato e pubblico
January 29, 2026
Gutenberg indaga il lutto condiviso
La copertina di Gutenberg n. 57, 30 gennaio 2026
Il nuovo Gutenberg prende avvio da un fatto che ha attraversato il dibattito pubblico: la tragedia di Crans-Montana. È da qui che Edoardo Castagna imposta il discorso, interrogando il modo in cui il lutto, oggi, esce dalla sfera privata e diventa esperienza condivisa. La morte, scrive, non è solo un evento individuale ma un fatto culturale, che produce linguaggi, rituali, forme di comunità; nell’epoca dei media digitali, questa dimensione si amplifica e chiede nuove chiavi di lettura. Su questo sfondo si colloca l’intervento di Davide Sisto, che osserva come i social network siano diventati spazi inediti del lutto pubblico: profili commemorativi, messaggi postumi, archivi digitali dei defunti ridefiniscono il rapporto con la perdita, tra possibilità di condivisione e rischio di esposizione del dolore. Eugenio Giannetta attraversa il pensiero e la scrittura di Christian Bobin: nel dialogo tra parola e fotografia il lutto non appare come una ferita da colmare, ma come una soglia: un punto in cui la vita interiore si fa più attenta, più esposta, più vera. A questa riflessione si lega il testo di Lisa Ginzburg, che presenta il lavoro di Francis Weller e invita a non rimuovere il dolore. Il lutto, in questa prospettiva, non è un inciampo da superare in fretta, ma un’esperienza da attraversare e integrare, contro ogni scorciatoia terapeutica o narrativa. Chiude il monografico il contributo di Roberto Righetto, che ricostruisce la trasformazione introdotta dal cristianesimo nel modo di pensare la morte: dalla concezione biblica dello sheol alla speranza della risurrezione, non come cancellazione del dolore ma come suo attraversamento.
La copertina di Gutenberg n. 57, 30 gennaio 2026
La copertina di Gutenberg n. 57, 30 gennaio 2026
Nella sezione Percorsi l’apertura è affidata alla strada come spazio di esperienza e di scelta. Massimo Onofri parte dal libro di Mauro Francesco Minervino, Le strade, la vita, per leggere la strada come luogo simbolico dell’Occidente contemporaneo. A questa si affianca la recensione di Alessandra De Luca al film La scelta di Joseph di Gilles Bourdos, dove un uomo in viaggio fa i conti con una responsabilità che non può ignorare. Segue un omaggio a Paul Cézanne. Alessandro Beltrami racconta la mostra alla Fondation Beyeler di Basilea, seguendo la pittura di Cézanne nel suo corpo a corpo con il reale, tra forma, materia ed energia. Accanto, Gianni Santamaria presenta Indagine su Cézanne di Charles-Ferdinand Ramuz, restituendo il ritratto di un artista solitario e radicale, capace di anticipare la modernità attraverso un lavoro ostinato sul vedere. La sezione si chiude con una visita al laboratorio di Mario Luzi. Andrea Fagioli visita la mostra "Nel bagaglio di Mario…" al Gabinetto Vieusseux di Firenze, entrando negli scartafacci e nei taccuini di lavoro del grande poeta.

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