A Ostia torna alla luce un tesoro nascosto del primo cristianesimo

L’edificio del IV secolo testimonia un passaggio cruciale nella storia della Chiesa: da culto perseguitato a presenza stabile anche sul piano sociale e politico
February 10, 2026
A Ostia torna alla luce un tesoro nascosto del primo cristianesimo
La veduta aerea del sito: in primo piano, le due linee murarie parallele formano la cinta muraria a doppio guscio. Dietro di esse l’aula, il battistero con la vasca battesimale circolare e, più indietro, l’atrio / Archivio del Progetto Ostia
Gli archeologi impegnati nel sito di Ostia Antica hanno riportato alla luce un palazzo episcopale del IV secolo, tra i più antichi complessi cristiani mai scoperti nell’area romana. L’edificio, riccamente decorato con pavimenti in mosaico, comprendeva sale di rappresentanza, ambienti residenziali e spazi destinati all’amministrazione della comunità cristiana e rappresenta una scoperta eccezionale: secondo Sabine Feist, professoressa del dipartimento di Archeologia cristiana dell’Università di Bonn, tra i coordinatori degli scavi, «non abbiamo nulla di paragonabile del periodo costantiniano».
Al di là del valore artistico, il ritrovamento ha importanti risvolti sul piano storico: la presenza di un palazzo episcopale così elaborato mostra come, già in età costantiniana, la Chiesa avesse sviluppato una presenza istituzionale ben organizzata anche al di fuori di Roma. Si tratta di un passaggio cruciale, che testimonia in modo concreto la trasformazione del cristianesimo da culto perseguitato a forza sociale e politica in grado di modificare gli spazi urbani. A questo proposito, gli archeologi che hanno condotto gli scavi hanno sottolineato come a Ostia siano stati rinvenuti altri edifici arricchiti da elementi decorativi, ma comunque non avvicinabili alla ricercatezza del palazzo episcopale: oltre al potere imperiale, anche quello dei vescovi iniziava ad adottare un linguaggio architettonico imponente, segno di una comunità che iniziava a radicarsi in maniera significativa sul territorio.
Ricostruzione della chiesa episcopale basata sui risultati degli scavi / Daniel Hinz
Ricostruzione della chiesa episcopale basata sui risultati degli scavi / Daniel Hinz
La scoperta è stata facilitata dall’uso a cui è stata destinata la zona negli anni: per secoli, infatti, sull'area del ritrovamento sorgevano terreni agricoli. Questo, hanno sottolineato i ricercatori, ha permesso di conservare meglio la struttura, senza che ulteriori costruzioni successive potessero interferire con gli scavi. Dopo che nel 1996 era stato rinvenuto un complesso ecclesiastico di circa 50 metri per 80 nell’area sud-orientale di Ostia, dal 2022 in poi nuovi finanziamenti hanno permesso ulteriori attività di scavo, che con i recenti ritrovamenti permettono di perfezionare le conoscenze sul ruolo sociale del cristianesimo nella tarda antichità. Con la partecipazione dell’università La Sapienza di Roma, gli scavi sono stati diretti da Sabine Bonn dell’Università di Bonn, Michael Heinzelmann (Università di Colonia) e Norbert Zimmermann (Istituto Archeologico Tedesco).

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