Malika: «Riparto da Sanremo per portare serenità»
Torna in gara dopo cinque anni con "Animali Notturni" tra nuova leggerezza e progetti futuri. «In un mondo così grande dobbiamo concentrarci sul dialogo»

E cinque anni dopo, finalmente, le luci dell’Ariston tornano ad accendersi anche per lei. L’ultima volta era il 2021, l’edizione sospesa della pandemia, con le poltrone vuote e il silenzio che amplificava ogni nota. Oggi Malika Ayane rientra a Sanremo per la sesta volta con Animali Notturni, portando con sé una consapevolezza diversa, più morbida, figlia di un tempo lungo di ascolto e trasformazione. «Una leggerezza nuova», la definisce lei stessa, che non ha nulla a che fare con la superficialità, ma con l’aver imparato a stare nelle cose senza farsi schiacciare.
Il brano in gara è notturno, avvolgente, eppure paradossalmente luminoso. Dentro c’è una malinconia elegante, ma anche un ritmo leggero. E c’è anche, quasi per osmosi, l’eco di una grande tradizione: quella di Ornella Vanoni degli anni Settanta. «È stata uno spirito guida, oltre che una grande amica. Qui c’è un po’ la Vanoni di Ricetta di donna», racconta Malika. Da lei ha imparato la libertà, la leggerezza, il coraggio di “fare bellezza e vivere la vita”, senza chiedere permesso.
Animali Notturni arriva in un momento di vera ripartenza. Nuova casa discografica – Carosello Records – un album in lavorazione che vedrà la luce in autunno, e un tour teatrale pronto a partire. Un ritorno in grande stile che ha come obiettivo dichiarato la serenità. Non solo personale, ma collettiva. Perché i palchi, soprattutto quelli grandi, secondo Malika hanno una responsabilità. «Dovrebbero portare messaggi positivi, di inclusione e di pace. Già solo con la presenza è possibile dare un messaggio», spiega, allargando lo sguardo ben oltre il Festival, fino all’Eurovision e ai recenti casi che hanno intrecciato musica e geopolitica. E se si parla di musica come spazio politico, impossibile non citare Bad Bunny al Super Bowl: «Ha detto che il re è nudo. Possiamo stare tutti insieme, siamo belli, siamo favolosi. Viviamo in un mondo gigantesco e dobbiamo concentrarci sul dialogo».
In questi anni di silenzio discografico, Malika non è rimasta ferma. Al contrario, si è immersa nel teatro musicale, da Evita a Cats, vivendo il palcoscenico come un laboratorio. «È stata un’integrazione, non un’alternativa alla musica», precisa. Un tempo necessario per incubare idee, per capire dove voleva andare – musicalmente e umanamente – in un momento in cui nulla era davvero chiaro. Sanremo, però, è sempre rimasto lì, nella lista dei desideri. «Mi ha dato tantissimo dal giorno zero. È un posto in cui mi sento a mio agio: c’è l’orchestra, un ambiente di lavoro meraviglioso, anche una dose giusta di ansia». Ma per tornare serviva il momento giusto, perché «se non sei abbastanza centrato, Sanremo ti mastica e ti sputa».
Scritto da Malika insieme a Edwyn Roberts e Stefano Marletta, e composto con Giordano Cremona, Federico Mercuri e Luca Faraone, Animali Notturni è prodotto da Itaca e Faraone. Un brano che l’ha conquistata subito: «Questo mondo sonoro che ti risucchia, e che ha risucchiato anche me». C’è chi legge in questa canzone un ritorno alla leggerezza dei primi anni, come se il cerchio si stesse chiudendo. Lei sorride: «Mi aspetto di divertirmi tantissimo. Il mio ultimo Sanremo era senza pubblico, quindi dico sempre che ne ho fatti quattro e mezzo. Questo si prenderà la metà che mancava». L’attitudine è chiara: festa, gioco, rispetto per il Festival senza trasformarlo in un macigno.
Dopo Sanremo, finalmente, il ritorno dal vivo. Da novembre Malika Ayane sarà in tour nei principali teatri italiani: dalla data zero di Fermo il 1° novembre, passando per Roma, Firenze, Milano, Torino, Bari, Napoli, Catania, Palermo, Padova, Bologna, Senigallia e Pescara. Un percorso che accompagnerà l’uscita del nuovo album. «Sono tre anni che scrivo e raccolgo canzoni. Non so che disco verrà fuori, ma penso che potrebbe uscire in autunno. Col passato ci si fa il sugo, mi hanno detto una volta. Dopo cinque anni, mi tocca che venga intenso, sennò ho sprecato una grande opportunità».
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