Morto Zichichi, fisico e divulgatore che portò la complessità in Tv

Dalle particelle alle critiche a Darwin. Da cattolico vedeva la scienza come un bene comune. Sostenne con World Lab diversi progetti scientifici nel Terzo Mondo
February 9, 2026
Morto Zichichi, fisico e divulgatore che portò la complessità in Tv
Il fisico e divulgatore scientifico Antonio Zichichi / Ansa
Cattolico praticante, scienziato e soprattutto grande comunicatore. Oltre che per certi aspetti politico raffinato, in grado di innescare nella società italiana, in decenni diversi, dibattiti anche divisivi su temi scientifici complessi. Perché Antonino Zichichi, morto oggi a 96 anni, non aveva certo paura a prendere posizione – per esempio contro il darwismo e le presunte responsabilità dell’uomo nei confronti dei cambiamenti climatici in corso – sfidando così anche quel conformismo tipico degli ambienti accademici e culturali italiani.
<<Fare a meno di Dio è la tentazione di alcuni che dichiarano di fare scienza, ma non sono scienziati. La scienza non può negare l’esistenza di Dio. Scienza e fede sono alleate per l’uomo>>, affermava senza indugio, ricevendo critiche ingenerose. Non solo, per Zichichi, <<con Galileo Galilei, la scienza è nata come un atto di fede e di umiltà: come riconoscimento che vi è una logica che governa l’universo, e dunque, vi è un autore di questa logica. Chi pretende il monopolio della ragione o s’illude che l’intelligenza matematica sia sufficiente a comprendere il mondo non è un vero scienziato. Non ci sono scienziati atei, semmai agnostici, perché non si può negare l’esistenza di Dio in nome della scienza. Dio non è riducibile ad una realtà materiale di cui si dimostri l’esistenza o meno. Dio è insieme immanente e trascendente. I grandi scienziati della storia sono stati credenti: Galilei, Newton, Planck, Maxwell, per esempio>>. Per questo è difficile raccontare di Zichichi, proprio per la complessità e l’eterogeneità della sua figura.
Senza dubbio, però, la sua è stata una carriera al servizio della scienza, perché in tutti i modi ha cercato di promuoverla sia a livello istituzionale, sollecitando fondi o la partecipazione dell’Italia a grandi progetti internazionali, sia nell’opinione pubblica, portandola - attraverso radio, tv e carta stampa – nelle case degli italiani. Per lui parlare di scienza non era un fatto privato ma pubblico. Zichichi ha lavorato al mitico FermiLab di Chicago ed è stato autore di numerose ricerche, contributi e progetti in varî campi della fisica nucleare e subnucleare. In particolare, ha contribuito alla scoperta dell'antideutone (un nucleo di antimateria formato da un antiprotone e un antineutrone, che permette di indagare la natura della materia oscura dell’universo), alla determinazione accurata della costante di accoppiamento delle interazioni deboli e del momento magnetico anomalo del muone, allo studio sulla struttura elettromagnetica del protone e altro ancora. Direttore del Centro interdisciplinare per la cultura scientifica "Ettore Majorana" di Erice, di cui è originario (era nato il 15 ottobre 1929), è stato presidente dell'Istituto nazionale di fisica nucleare e della Società europea di fisica. È stato anche un apprezzato docente di fisica superiore dal 1965 al 2006 (e fino alla sua morte professore emerito) alla Facoltà di Scienze dell'Università di Bologna. Zichichi è stato uno dei principali fautori e ideatori dei Laboratori nazionali del Gran Sasso, la cui costruzione iniziò nel 1980. La sua matrice Cattolica lo porta a vedere la scienza appunto come un “bene comune” tanto che nel 1986 diventa il responsabile del "World Lab", un'associazione che sostiene i progetti scientifici in paesi del terzo mondo, fondata nel 1973 da Isidor Isaac Rabi e dallo stesso Zichichi. Ma non è oro tutto ciò che luccica, molti dei suoi progetti vennero bocciati, rimanendo sulla carta perché impraticabili, come accadde per esempio Eloisatron, un acceleratore circolare avente una circonferenza di circa 300 chilometri, capace di raggiungere un'energia nel centro di massa di 500 TeV. Non fu mai fatto, fu ritenuto non realizzabile. Nel 1979 è stato al centro di un incidente diplomatico al momento dell'elezione del direttore del Cern. L’Italia puntò tutto su di lui litigando con i partner europei che invece votarono compatti per il tedesco Herwig Schopper.
Nella sua carriera di divulgatore ha scritto numerosi libri, dove ha indagato il rapporto tra Fede e scienza, come per esempio in Tra fede e scienza (2005) e Giovanni Paolo II. Il papa amico della scienza (2011). Tanti anche i gli attestati ricevuti, come il premio Enrico Fermi (2001), e i riconoscimenti, come quello di Cavaliere di Gran Croce della Repubblica Italiana (2003).

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