martedì 27 febbraio 2024
Approvato dal Bundestag, il provvedimento voluto dal ministro della Sanità è atteso ora dal Bundesrat, al quale si appella l'Ordine dei medici avvertendo che ci sono rischi per la salute
L'aula del Bundestag a Berlino

L'aula del Bundestag a Berlino - Ansa

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Venerdì 23 febbraio il Bundestag, il parlamento federale tedesco, ha approvato la nuova legge che prevede la legalizzazione parziale della coltivazione e del possesso di prodotti a base di cannabis. Hanno votato a favore 407 deputati, mentre i contrari sono stati 226 e 4 gli astenuti. Due i gruppi parlamentari che si sono rivelati compatti senza alcuna defezione: quello dei Verdi, a favore, e quello della Cdu – i Cristiano-democratici – contro.

Il 22 marzo la legge arriverà al Bundesrat, il Consiglio federale, l’organo costituzionale attraverso il quale i Länder sono rappresentati all'interno della federazione, che potrebbe proporre emendamenti o integrazioni, e anche presentare un’obiezione formale. In mancanza di variazioni e sorprese, la legge entrerà in vigore in parte il 1° aprile e in parte il 1° luglio.
Ad aprile così diventerebbe legale per chi ha più di 18 anni possedere un massimo di 25 grammi di marijuana per scopi ricreativi e coltivare fino a tre piante di cannabis per uso personale. In estate diventerebbero legali i cosiddetti i “Cannabis Social Club”, associazioni per la coltivazione della marijuana a scopo non commerciale, composte al massimo da 500 persone, e dove i soci potrebbero ottenere fino a 50 grammi di marijuana al mese. Non sarà consentito il consumo di cannabis nei locali pubblici, negli impianti sportivi e a meno di 100 metri di distanza da scuole, asili nido, centri giovanili e parchi gioco.

Il ministro della Sanità Karl Lauterbach (Spd) ha fortemente sostenuto il controverso disegno di legge, sostenendo che la legalizzazione parziale del consumo di cannabis ridurrà il mercato nero, sottraendo una fonte di introiti alla criminalità, a fronte di un presunto fallimento «su tutti i fronti» delle politiche proibizioniste. Le voci critiche però sono state e continuano a essere forti, non solo da parte di esponenti politici (Markus Söder, presidente della Baviera, ha detto che il suo Land farà di tutto per arrivare all’abrogazione della legge), ma anche e soprattutto da parte del mondo medico-sanitario. (Ne scrive per Avvenire il medico Carlo Bellieni)

«Dal punto di vista medico, è del tutto chiaro che il consumo di cannabis ha conseguenze negative sulla memoria e sulle prestazioni di apprendimento, in particolare tra gli adolescenti e i giovani adulti – ha affermato venerdì il presidente dell’Ordine dei Medici di Amburgo, Pedram Emami –. Mi risulta quindi inspiegabile che il legislatore non preveda norme più severe». Ed «è sbagliato pensare che la legalizzazione della cannabis porterà a un minor consumo e a una maggiore consapevolezza dei rischi tra i giovani».

Ma è stato soprattutto il presidente dei medici tedeschi, Klaus Reinhardt, a chiedere che il Bundesrat attivi il suo comitato di mediazione per poter «riconsiderare radicalmente la legge». Secondo Reinhardt «nella percezione sociale viene banalizzata una droga che ha dimostrato di creare dipendenza e può causare gravi danni allo sviluppo».

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