Per la legge sul suicidio assistito c’è la mediazione di Forza Italia. Funzionerà?
Cure palliative, Livelli essenziali di assistenza, ruolo del medico, criteri per l’accesso: cosa dice la proposta del partito di maggioranza per andare incontro ad alcune richieste dell’opposizione (che però resta contraria)

Forza Italia prova a tendere una mano all’opposizione per uscire dallo stallo in cui è finita la legge sul fine vita, nel tentativo di arrivare ad avere un testo approvato dal Parlamento entro fine legislatura. Una mediazione però difficile viste le reazioni della minoranza che, pur apprezzando il gesto, considerano ancora sul tavolo i nodi del passato. Stretti tra Fratelli d’Italia e le opposizioni che sono sul piede di guerra dopo il rinvio in Commissione, gli azzurri presentano in extremis 3 emendamenti e 3 sub emendamenti al testo unificato dei relatori Zanettin-Zullo, «con la finalità di trovare un’intesa più ampia possibile sugli aspetti più delicati del provvedimento». A spiegare le ragioni la presidente dei senatori di Forza Italia Stefania Craxi per cui «il nostro tentativo di mediazione è volto a portare a conclusione l’iter di una legge, seria e condivisa, rispettosa di tutte le sensibilità, in primis del mondo cattolico», «entro la fine della legislatura».
Il primo emendamento precisa che il Ssn «garantisce le cure palliative del dolore e l’assistenza domiciliare continua alle persone in condizione di grave non autosufficienza» ma puntualizza, al tempo stesso, che «l’assistenza al suicidio non può rientrare nei livelli essenziali di assistenza». Un altro emendamento fa rientrare dalla finestra, con dei paletti, il medico pubblico. L’assistenza può essere resa, si legge nell’emendamento, «da un medico ospedaliero o di medicina generale» purché su «base volontaria e gratuita», nell’ambito dell’attività libero-professionale oppure «all’interno delle strutture pubbliche ma in regime intramoenia». Gli strumenti di eventuale supporto all’autosomministrazione – l’ulteriore precisazione – devono essere reperiti dal Consiglio Nazionale delle Ricerche.
Con la versione proposta da FI salta di fatto l’impossibilità che il personale in servizio, le strumentazioni e i farmaci di cui dispone a qualsiasi titolo il Ssn possano essere impiegati per agevolare il suicidio assistito. Verrebbe inoltre cancellata la stretta sulla platea dei pazienti contenuta nel testo base dei relatori Zanettin (Fi)-Zullo(Fdi) dove si prevede che possano accedere al suicidio assistito solo persone sottoposte a «trattamenti sostitutivi di funzioni vitali», ossia che rimpiazzano integralmente un organo o una funzione biologica. L’emendamento di Forza Italia sostituisce questa dicitura con «trattamenti sanitari di sostegno vitale», dicitura che sembra richiamare maggiormente le sentenze della Corte costituzionale. Viene inserita infine l’obiezione di coscienza e ridotti a 45 giorni il termine «perentorio» per il rilascio del parere da parte del Comitato etico territoriale.
Proposte però che non sono risolutive per l’opposizione. Vengono infatti ritenute «tardive», benché «apprezzabili, da Alfredo Bazoli, capogruppo del Pd nella commissione Giustizia. «Sono un tentativo di fare un passo in avanti - spiega il Bazoli - ma purtroppo non sciolgono i nodi fondamentali che noi avevamo sottolineato e che sono ancora sul tappeto. Sono anche proposte un po’ pasticciate». Per Avs «è ora che la destra si assuma le proprie responsabilità - spiega la senatrice Ilaria Cucchi -. Avs non si presta alla farsa e non presenta nessun nuovo emendamento».
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