
Intelligenza artificiale, crisi energetica e un bilancio di questi anni al Governo. Tanti i temi toccati dalla premier Giorgia Meloni all'Auditorium della Conciliazione a Roma, dove si è tenuta l'assemblea generale di Confcommercio. L'appuntamento si è aperto con la relazione del presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, seguita dall'intervento di Meloni. «Questa non è la repubblica delle banane, qui si rispettano le regole, come ricordava il presidente Sangalli non c'è mercato senza regole, non ci sono imprese sane e non c'è crescita». Così la presidente del Consiglio. Giorgia Meloni, nel suo intervento all'assemblea di ConfCommercio, sottolineando le misure varate dal governo contro le attività "apri e chiudi". «Non intendiamo fermarci, vogliamo fare di più per ridurre il carico fiscale sul ceto medio», ha poi aggiunto la premier. «Altri parlano di tassare il patrimonio, noi lavoriamo perché gli italiani possano ambire ad avere patrimonio dopo decenni di sacrifici».
«Noi abbiamo un'emergenza che si chiama giovani generazioni, la capacità di offrire maggiori e ulteriori opportunità alle energie migliori che abbiamo, e dall'altra parte la necessità di ribaltare l'emergenza demografica, una dei più grandi problemi economici", ha continuato la premier nel suo intervento all'assemblea. L'impatto dell'Ia è «un tema imponderabile sul mondo del lavoro» e «va governato a livello globale». ha proseguito Meloni. La leader di Fdi ha ringraziato «il Papa per le importanti riflessioni sul tema dell'Intelligenza artificiale» contenute nella sua enciclica "Magnifica Humanitas".
Con l'associazione dei commercianti, la premier ha poi fatto il punto sui principali temi economici. A cominciare ovviamente da quelli energetici: «Non abbiamo smesso di sostenere l'acquisto del carburante per l'autotrasporto, sia in via ordinaria sia reagendo all'aumento dei prezzi causato dalla crisi dello Stretto di Hormuz». E ancora, ha aggiunto, «se noi vogliamo contenere l'effetto inflazionistico della crisi energetica sui cittadini e allo stesso tempo salvare un settore che fa muovere e vivere la nazione, come un'altra crisi, quella del Covid, ci ha ampiamente dimostrato, non bisogna avere paura di fare quello che è giusto fare».
Rispetto alle sfide attuali, Meloni ha chiesto «un'alleanza ai corpi intermedi» perché «nessuno può risolvere i problemi da solo». E ha fatto il punto su questi anni al Governo: «Se io penso a tutto quello che abbiamo vissuto in questi quattro anni mi sembra trascorsa un'eternità, però se invece penso a quello che ancora vorremmo fare, allora ragiono come se avessimo appena iniziato». Confcommercio è "una delle colonne del sistema Italia, uno dei motori più identitari e dinamici dell'economia della nostra nazione", ha commentato. "Come ricordava il presidente Sangalli - ha aggiunto - siete una forza di popolo, che nasce dal basso».
Il messaggio di Mattarella
L'Italia si trova oggi a fronteggiare «una realtà internazionale sempre più difficile e sfidante che richiede il coraggio di compiere scelte non facili». Così invece il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel messaggio. Per il Capo dello Stato, «il tessuto produttivo-imprenditoriale italiano è di fronte a complessità che richiedono autentico dialogo tra istituzioni e società, per promuovere un modello di sviluppo coerente con criteri di sostenibilità sociale e ambientale». E ancora, «responsabilità particolari interpellano le parti sociali, alle quali compete in primis, nel dialogo contrattuale, la regolazione del mercato del lavoro, per contribuire, aderendo al dettato costituzionale, all'affermazione della coesione sociale, con la eliminazione di quelle distorsioni e pratiche che si traducono in arretramenti degli standard di tutela per i lavoratori».
Le parole di Sangalli
Nel nostro Paese oggi «c'è incertezza, ma anche una sensazione di potercela fare», ha detto invece Sangalli all'assemblea, precisando che «sappiamo bene che la crescita di lungo termine dell'Italia è insufficiente, eppure, nonostante tutto, i fondamentali dell'economia italiana restano confortanti». Per il presidente di Confcommercio, a fronte di segnali positivi, «non mancano elementi di debolezza, come la crisi di fiducia dei giovani» e la bassa partecipazione femminile al mondo del lavoro. Secondo Sangalli «l'energia rimane in generale una priorità anche per il nostro settore, con un'attenzione particolare al tema del nucleare che resta un passaggio decisivo». E ancora, le città italiane «sono in continua trasformazione, talvolta senza un disegno organico» e ciò porta ad esempio «alla desertificazione imprenditoriale, con la drammatica chiusura di oltre 156mila esercizi commerciali negli ultimi 13 anni» mentre dall'altro lato «emergono fenomeni di sfruttamento intensivo delle città come l'affitto breve indiscriminato che penalizza le imprese dell'accoglienza e l'equilibrio dei tempi e dei luoghi delle comunità». Di fronte a questo scenario «è fondamentale livellare il campo da gioco: regole chiare, stabili, eque».
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