L'Europa in fiamme: 270mila sfollati tra Francia e Spagna, Bordeaux sotto assedio

I roghi continuano ad avanzare alimentati da caldo e vento. Sgomberati i comuni alle porte della città francese, evacuata Cap Ferret. E Madrid conferma lo stato di emergenza nazionale.
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July 25, 2026
L'Europa in fiamme: 270mila sfollati tra Francia e Spagna, Bordeaux sotto assedio
Incendi di proporzioni enormi a 80 chilometri a sud di Madrid, dove nelle operazioni di spegnimento sono impegnati centinaia di vigili del fuoco / Afp
Superano ormai le 270mila le persone evacuate tra Francia e Spagna, dove gli incendi alimentati da caldo estremo, siccità e venti fortissimi continuano ad avanzare senza controllo, devastando migliaia di ettari di boschi e costringendo le autorità a misure straordinarie. Da entrambe le parti dei Pirenei si parla di un'emergenza senza precedenti, mentre l'Unione europea ha attivato il Meccanismo di protezione civile per sostenere le operazioni di spegnimento.
La situazione più critica resta nel sud-ovest della Francia, dove le fiamme, divampate il 22 luglio nella Gironda, hanno già distrutto oltre 22mila ettari di territorio e continuano ad avvicinarsi a Bordeaux, la principale città della regione. Nelle ultime ore sono state disposte nuove evacuazioni precauzionali nei comuni dell'area metropolitana: 33mila persone hanno lasciato Saint-Médard-en-Jalles, 11.400 Le Haillan, 9.600 Saint-Jean-d'Illac, 8mila Martignas-sur-Jalle e 7.800 Saint-Aubin-de-Médoc. Alcuni quartieri periferici di Le Haillan, Eysines e Mérignac, all'esterno della tangenziale di Bordeaux, sono stati completamente evacuati. Le autorità hanno inoltre invitato la popolazione a evitare ogni spostamento nella Gironda per lasciare le strade libere ai mezzi di soccorso.
Particolarmente drammatica resta la situazione sulla penisola di Cap Ferret, una delle principali località turistiche della costa atlantica, evacuata villaggio per villaggio, via terra e via mare. «Stavamo cenando e all'improvviso il cielo è diventato tutto rosso» hanno raccontato alcuni residenti ai media francesi. «Abbiamo paura di ciò che troveremo quando potremo tornare». Il primo ministro Sébastien Lecornu ha definito quelli in corso «incendi senza precedenti», spiegando che in Gironda si è sviluppato un “incendio convettivo”, un fenomeno estremamente raro in cui il rogo genera autonomamente correnti d'aria capaci di alimentarlo e modificarne improvvisamente la direzione. «Gli specialisti della Protezione civile non si erano mai imbattuti prima in un fenomeno simile», ha scritto su X, ribadendo che «la priorità assoluta è proteggere le vite umane» e invitando la popolazione a rispettare senza esitazioni gli ordini di evacuazione.
Per fronteggiare l'emergenza il governo francese ha deciso di rafforzare ulteriormente il dispositivo sul campo. Il presidente Emmanuel Macron ha mobilitato l'esercito a supporto delle operazioni di spegnimento e il numero dei militari impiegati salirà complessivamente a mille unità. Il ministro Lecornu ha inoltre annunciato la distribuzione di 1,5 milioni di mascherine protettive per la popolazione esposta al fumo e il dispiegamento di un aereo militare A400M equipaggiato con un sistema in grado di rilasciare fino a 20 tonnellate di liquido ritardante, una capacità equivalente a quella di due velivoli antincendio Dash. Il bilancio umano si è aggravato nei giorni scorsi con la morte di due giovani vigili del fuoco, travolti dalle fiamme durante le operazioni di spegnimento nei pressi dell'aeroporto di Bordeaux. Le autorità non segnalano altre vittime, ma circa 40 dei mille operatori impegnati nell'area di Cap Ferret hanno riportato ferite. Dall'inizio dell'emergenza almeno 141mila persone sono state evacuate nella sola Gironda e circa cento edifici risultano distrutti.
Mentre la regione continua a bruciare, dalla Chiesa locale è arrivato un appello alla preghiera e alla solidarietà. L'arcivescovo di Bordeaux, mons. Jean-Paul James, ha invitato tutte le parrocchie della diocesi a promuovere una vera e propria catena di preghiera affinché gli incendi abbiano fine. In un messaggio rivolto ai fedeli, il presule ha ricordato i due giovani pompieri morti nei giorni scorsi e il sacrificio di centinaia di soccorritori che stanno affrontando le fiamme «con straordinario coraggio, rischiando la vita». James ha espresso vicinanza agli abitanti di Cap-Ferret Sud Médoc e ai turisti evacuati, «profondamente preoccupati» per l'evoluzione della situazione, incoraggiando al tempo stesso gli atti di ospitalità verso gli sfollati e il sostegno ai vigili del fuoco e a tutto il personale impegnato nell'emergenza. «Nelle messe di questo fine settimana vi chiedo di pregare il Signore affinché questa tragedia abbia fine e affinché altre vite siano risparmiate», ha scritto l'arcivescovo.

Spagna in ginocchio, si teme per Madrid

Anche la Spagna continua a fare i conti con quella che le autorità definiscono la più grave emergenza incendi mai affrontata dal Paese. Dopo che due grandi roghi, sviluppatisi a sud-ovest di Madrid, si sono uniti formando un unico fronte di fuoco, il governo ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale, misura adottata una sola altra volta nella storia recente, durante il grande blackout dell'aprile 2025. Le evacuazioni hanno ormai superato le 60mila persone nella sola regione di Madrid, mentre altri incendi continuano a propagarsi nella provincia di Ávila, con il rischio che i diversi fronti si saldino ulteriormente. Le autorità mantengono un cauto ottimismo: dopo una notte caratterizzata da venti occidentali, la Protezione civile prevede per oggi una rotazione delle correnti verso nord-ovest che potrebbe allontanare almeno in parte la colonna di fumo dalla capitale. Al tempo stesso, però, le raffiche potrebbero favorire nuovi avanzamenti delle fiamme, rendendo impossibile prevedere l'evoluzione dell'incendio. L'unico elemento favorevole è il lieve calo delle temperature, scese intorno ai 28 gradi, dopo giorni di caldo eccezionale.
Si aggrava nel frattempo il bilancio ambientale. Secondo il ministero dell'Interno spagnolo, gli incendi che stanno devastando l'area occidentale di Madrid hanno già bruciato circa 25mila ettari di territorio: quasi 10mila nella Comunità di Madrid e tra 13mila e 15mila nella vicina provincia di Ávila. Una superficie che supera di oltre due volte quella della città di Parigi e che testimonia la portata straordinaria dell'emergenza. Francia e Spagna hanno nel frattempo chiesto l'attivazione del Meccanismo europeo di protezione civile. Dall'Unione europea sono attesi circa 700 vigili del fuoco e mezzi specializzati per rafforzare le operazioni di contenimento, mentre gli esperti avvertono che la combinazione di siccità, temperature elevate e vento continua a creare condizioni estremamente favorevoli alla propagazione dei roghi. L'allarme resta concentrato soprattutto sull'evoluzione delle correnti, considerate da entrambi i governi il fattore decisivo per le prossime ore.

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