Il sogno realizzato di Charles: da rifugiato a ingegnere al Politecnico

di Marco Castellini Milano
Scappato dal Sud Sudan a causa della guerra, ha studiato in Uganda ma la mancanza della cittadinanza ha interrotto il suo percorso. Poi è stato inserito nel programma di corridoi universitari dell''Unhcr
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July 24, 2026
Il sogno realizzato di Charles: da rifugiato a ingegnere al Politecnico
La laurea di Charles
Con la corona d'alloro sulla testa,  Charles Emmanuel Waru ha coronato il suo sogno, laureandosi in Ingegneria biomedica al Politecnico di Milano. Quello di Charles non è un semplice traguardo accademico, ma il punto di arrivo di una storia iniziata nel 2007, quando, a causa della guerra civile, ha dovuto lasciare il suo Paese, il Sud Sudan, per completare gli studi superiori in Uganda. Nel 2015 era tornato nel suo Paese per una breve vacanza. Ma, poco dopo, tutto è precipitato. L'anno successivo, lo scoppio di un violento conflitto e un tentativo di colpo di Stato hanno reso la situazione estremamente pericolosa, costringendo migliaia di persone a fuggire con ogni mezzo. Charles è riuscito a raggiungere nuovamente il confine con l'Uganda, superando numerosi posti di blocco e rischiando la vita: «Molte vite sono andate perdute e ci sono stati anche molti saccheggi. Non era più sicuro rimanere: bisognava cercare aiuto. Tutti sono dovuti scappare, e così abbiamo fatto anch'io e un mio amico».

Ma i posti di blocco non erano l'unico ostacolo: «C'erano anche bande armate nascoste nella boscaglia, che sbucavano all'improvviso lungo la strada. Alcune auto venivano prima saccheggiate e poi date alle fiamme, ma grazie a Dio ce l'abbiamo fatta». Charles è riuscito a raggiungere il confine, tornando in Uganda come rifugiato. Lì ha completato il suo primo percorso universitario nel 2023, senza però riuscire a trovare lavoro: «Quella era terra di altri e la maggior parte delle offerte richiedeva la cittadinanza», racconta. Da quando è fuggito non ha più rivisto la sua famiglia: «Oggi sono in Uganda, ma non siamo scappati insieme perché ci trovavamo in luoghi diversi. In quei momenti non c'è tempo per riunirsi e decidere cosa fare. Ognuno deve trovare il proprio modo di salvarsi. Sono dieci anni che non vedo mia madre».

La svolta arriva proprio nel 2023, quando Charles viene selezionato per il programma Unicore, il progetto promosso dall'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr), che crea corridoi universitari per rifugiati e coinvolge circa 41 atenei italiani, tra i quali il Politecnico di Milano. Il programma seleziona studenti rifugiati già laureati e offre loro la possibilità di trasferirsi in Italia per frequentare un corso di laurea magistrale. Attualmente sono nove gli studenti Unicore presenti al Politecnico e se ne aggiungeranno altri tre il prossimo anno.
Oltre alla borsa di studio, il programma del Polimi garantisce una serie di servizi, tra cui l'alloggio gratuito, i buoni pasto, un computer portatile, l'abbonamento ai mezzi pubblici Atm e un percorso di tutoraggio didattico. Nei casi di particolare necessità è previsto anche un supporto psicologico. Un ruolo importante è svolto, inoltre, da Caritas e Diaconia Valdese, che affiancano gli studenti nell'integrazione sociale e nelle pratiche burocratiche.

L'arrivo in Italia ha rappresentato per Charles una nuova sfida. Ha dovuto inserirsi in un corso già iniziato, recuperare rapidamente gli insegnamenti seguiti dagli altri studenti e imparare l'italiano, una competenza indispensabile non solo per lo studio, ma anche per la vita quotidiana e per costruire relazioni sociali. Sebbene oggi comprenda gran parte delle conversazioni, nei contesti formali, anche per evitare errori, preferisce ancora esprimersi in inglese. È però consapevole che, per realizzare il suo prossimo obiettivo, la barriera linguistica dovrà essere superata: «Voglio restare in Italia perché spero di costruire qui il mio futuro». 

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