Guerriglia No Tav in Val di Susa: ci sono 60 agenti feriti. Meloni: «Lo Stato non si piega»
di Andrea Zaghi, Torino
Assalto ai cantieri di Chiomonte e San Didero con pietre, bombe carta e razzi. La polizia risponde con lacrimogeni e idranti. Chiuse autostrada e linea ferroviaria

È degenerata in una lunga guerriglia la marcia No Tav in Valle di Susa. Centinaia di attivisti dell'ala più antagonista del movimento hanno attaccato i cantieri dell'alta velocità Torino-Lione, lanciando pietre, bombe carta, razzi sparati con mortai artigianali e fuochi d'artificio contro le forze dell'ordine schierate a difesa dei siti di San Didero e Chiomonte. La risposta di polizia, carabinieri e guardia di finanza è arrivata con lacrimogeni e idranti, al termine di oltre un'ora di scontri. Il momento più grave si è registrato nel cantiere di Chiomonte, in Val Clarea, storico epicentro della protesta contro la Tav, dove un gruppo di oltre cinquecento incappucciati, vestiti di nero, con caschi e maschere antigas, è riuscito a raggiungere il piazzale del tunnel attraversando i boschi dal presidio dei Mulini. Per evitare di essere individuati dai droni delle forze dell'ordine alcuni manifestanti hanno aperto ombrelli sopra le proprie teste. Gli assalitori hanno incendiato almeno quattro mezzi di servizio – due camionette dei carabinieri e due della Guardia di finanza – lanciando pietre, bombe carta e razzi contro gli agenti. Al termine dell'assalto si sono ritirati nei boschi. Secondo il sindacato di polizia Coisp, il bilancio provvisorio è di circa 60 appartenenti alle forze dell'ordine feriti, un dato che potrebbe ulteriormente aggravarsi. Per fronteggiare gli attacchi è stato impiegato un dispositivo composto da oltre 530 poliziotti provenienti da numerose città italiane, oltre ai carabinieri, ai finanzieri e agli altri operatori già presenti sul territorio.


La manifestazione, denominata dagli organizzatori “Marcia verso i cantieri della devastazione”, era partita nel primo pomeriggio da Venaus. Secondo gli organizzatori i partecipanti erano circa 20mila. Il corteo si è poi diviso in diversi spezzoni: mentre alcune centinaia di antagonisti attaccavano il cantiere di San Didero, un altro gruppo si dirigeva verso Chiomonte. Un ulteriore gruppo di circa 350 manifestanti ha occupato i binari ferroviari a Bruzolo, provocando l'interruzione della circolazione. Per motivi di ordine pubblico è stata inoltre chiusa l'autostrada A32 Torino-Bardonecchia tra gli svincoli di Oulx e Susa Est. Tra gli incappucciati, secondo quanto si apprende, sarebbero stati presenti anche militanti stranieri, in particolare francesi. Già prima della manifestazione le forze dell'ordine avevano sequestrato alla stazione di Bardonecchia fionde, razzi, biglie, petardi e fuochi d'artificio. Alcuni cittadini francesi arrivati in Piemonte erano inoltre stati destinatari di provvedimenti di allontanamento immediato dal territorio nazionale per motivi di ordine e sicurezza pubblica. Alla vigilia del corteo il prefetto di Torino, Donato Cafagna, aveva disposto limitazioni e divieti, mentre il questore Massimo Gambino aveva emesso quattordici provvedimenti tra Daspo urbani e fogli di via.
Durissime le reazioni politiche. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha affermato che «chi lancia bombe carta, incendia mezzi dello Stato e aggredisce le Forze dell'Ordine non sta difendendo un'idea, sta attaccando lo Stato», assicurando che «la violenza non piegherà lo Stato». Il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio ha parlato di «assalto organizzato» e di «grave attacco alle istituzioni», denunciando la presenza di violenti arrivati anche dall'estero e definendo gli episodi «delinquenza» che danneggia cittadini, imprese e l'immagine del Piemonte. Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha definito «vergognosa e inaccettabile» la guerriglia contro le forze dell'ordine, accusando la sinistra di un «assordante silenzio» sui fatti. Dello stesso tenore le parole del leader della Lega Matteo Salvini, che ha parlato di «frutti avvelenati di una sinistra che da troppo tempo alimenta odio e delegittimazione contro le Forze dell'Ordine», esprimendo piena solidarietà agli agenti impegnati negli scontri.
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