Università aperta agli studenti con disabilità cognitive

Parte da Udine un programma unico in Italia. Una trentina i partecipanti
January 23, 2026
Aprire le porte delle università italiane alle persone con disabilità cognitive. È l’ambizioso obiettivo del progetto Accademia delle Libere abilità (Ala), promosso dall’Università di Udine, con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e della Fondazione Radio Magica. Se fino al diploma di scuola superiore, gli alunni con disabilità cognitive trovano un adeguato supporto educativo e sostegno didattico, lo stesso non si può dire per il passaggio all’Università. Dopo la Maturità, queste persone cadono, infatti, in una sorta di vuoto normativo e sociale che, di fatto, impedisce loro di proseguire il percorso di studi frequentando una facoltà universitaria. L’Accademia delle libere abilità, attraverso il metodo scientifico dell’accomodamento ragionevole previsto dalla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, vuole scardinare questo sistema chiuso definendo nuovi standard del diritto allo studio, attraverso un vero e proprio modello scalabile e replicabile in tutta Italia. Al progetto pilota avviato dall’Università di Udine - unico in Italia - partecipano 30 giovani che seguono un percorso strutturato in sette discipline, tra cui Archeologia e Informatica.
«L’inclusione degli studenti con disabilità cognitive non è più un obiettivo utopico, ma una realtà accademica codificata – sottolinea il rettore dell’Università di Udine, Angelo Montanari –. Siamo orgogliosi di essere pionieri di un cambiamento culturale che valorizza il talento in ogni sua forma, trasformando l’Ateneo in un ecosistema capace di generare innovazione sociale e nuove opportunità per tutti».
Formando operatori culturali, Ala dimostra, infatti, che questi giovani possono contribuire attivamente, ad esempio, al settore turistico e museale (come già avviene nei siti Unesco di Aquileia), trasformando il sostegno sociale in valore economico e civile. «Ala colma il “blackout” post-diploma attraverso la prima risposta accademica strutturata che impedisce la dispersione di talenti e competenze», sottolinea Antonina Dattolo, delegata del Rettore al Public Engagement. «Non stiamo parlando di assistenza, ma di un investimento sul capitale umano», ribadisce il concetto Riccardo Riccardi, assessore alla Salute, politiche sociali e disabilità della Regione, che sostiene il progetto con 250mila euro. Ed Elena Rocco, segretario generale della Fondazione Radio Magica Ets ricorda che «solo così l’inclusione smette di essere un’idea e diventa realtà». Il progetto, infine, ha ottenuto il plauso della ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli: «Dobbiamo lavorare insieme e offrire occasioni per dare ad ogni persona la possibilità di partecipare pienamente alla vita delle nostre comunità».

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