«Vi racconto l’amicizia tra Madre Teresa e Carlo Casini»

Una sintonia spirituale profonda, documentata da lettere, discorsi, iniziative, libri: un legame intenso tra persone innamorate della vita umana. E di Dio
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June 23, 2026
«Vi racconto l’amicizia tra Madre Teresa e Carlo Casini»
Carlo Casini (a sinistra) e Madre Teresa a una fiaccolata per la vita
L’articolo sull’amicizia tra Madre Teresa di Calcutta e Carlo Casini ha suscitato grande interesse tra i lettori, molti dei quali ci hanno chiesto di approfondire ulteriormente questa straordinario legame spirituale. Proponiamo una seconda puntata, arricchita da nuovi ricordi che aiutano a comprendere meglio il legame che unì due personalità diverse per storia e vocazione, ma accomunate da un instancabile impegno al servizio dei più fragili. Un’amicizia che continua ancora oggi a parlare al cuore di molti.
Nel libro “Quarant’anni per il futuro” (Cantagalli, 2018) Carlo Casini scrive: «È motivo di conforto il fatto che veri e propri santi, ora elevati agli onori degli altari, si misero al nostro fianco. È certamente una prova della validità del nostro lavoro e quindi è un incitamento a continuarlo senza rassegnazione. Santa Madre Teresa di Calcutta, premio Nobel per la pace, la Santa dei poveri, era stata già insieme a noi il 22 maggio 1979 nel cortile del Palazzo Sforzesco di Milano per proclamare il diritto alla vita nel primo anniversario della Legge 194 insieme a don Zeno Saltini, a Fratel Ettore che assisteva i barboni di Milano e alla signora Fortuna che dirigeva la prima casa di accoglienza per ragazze madri. Insieme a dom Helder Camara, vescovo di Recife (in Brasile), noto per il suo coraggio per difendere i poveri, venuto appositamente dal Brasile, Madre Teresa chiuse nello stadio di Bergamo, il 19 ottobre 1980, la campagna di raccolta firme per il referendum. Il tema fu “Progetto uomo: difendere la vita, combattere la fame”. L’argomento e gli oratori dimostrarono che la difesa della vita nascente è la prima pietra, ma che vi è un collegamento con ogni altra povertà umana.
Venne poi il referendum e Madre Teresa non esitò ad accompagnarci in molte pubbliche manifestazioni: a Palermo, a Napoli, a Roma, a Bari, a Firenze e altrove. Non è cosa di poco conto avere avuto l’amicizia e il contributo della Santa dei poveri nel momento del più grande impegno pubblico, che, nonostante l’esito, fu il crogiolo che preparò la maturità del Movimento per la vita e moltiplicò i Centri di aiuto alla vita. Non a caso Madre Teresa terminava spesso i suoi “comizi” chiedendo un impegno specifico: “promettiamoci che in questa città nessuna donna possa dire di essere stata costretta ad abortire”».
Questo è solo un brano tratto da una grande quantità di scritti che mostrano all’evidenza la profonda sintonia spirituale tra Carlo Casini, e con lui il Movimento per la Vita, e Madre Teresa di Calcutta. Non è per caso, infatti, che Giovanni Paolo II definì la piccola grande suora “Presidente spirituale dei Movimenti per la Vita nel mondo”.
Carlo Casini non ha perso una parola di Madre Teresa che andasse nella direzione della difesa dei piccoli bimbi non ancora nati e l’ha valorizzata, potenziata, moltiplicata, diffusa. Basta leggere il libro che Carlo Casini scrisse in vista della Canonizzazione di Madre Teresa: “Il più povero tra i poveri è uno di noi non ancora nato” (Cantagalli, 2016).
Nel 1999, per esempio, in occasione del ventunesimo anniversario della legge 194, e nell’infuriare della guerra nel Kosovo, Carlo Casini fece pubblicare su un’intera pagina de “Il Messaggero” e de “Il Tempo” questa frase pronunciata da Madre Teresa di Calcutta nel ricevere il Premio Nobel per la Pace: «Io ne sono sicura, il più grande distruttore di pace è oggi nel mondo l’aborto. Se una madre può sopprimere il proprio figlio, che cosa potrà fermare te e me dall’ucciderci reciprocamente?». Oppure, occupandosi di adozione di minori o di situazioni a rischio di aborto proponeva la campagna di Madre Teresa “Adoption not abortion”.
Lo stesso “Progetto Gemma” è legato a Madre Teresa: nel 2003 Carlo Casini realizzò, grazie alla regia di Gjon Kolndrekaj, un video sulla storia di Madre Teresa da diffondere attraverso il Movimento per la Vita: “Madre Teresa una Gemma di nome Gonxhe”. Il nome Gonxhe, che Madre Teresa aveva prima di abbracciare la professione religiosa, curiosamente significa boccio, gemma, e Gemma è il nome del Progetto di adozione a distanza con cui il Movimento per la Vita sostiene le mamme in difficoltà di fronte a una gravidanza. Si può dire che anche Progetto Gemma è nato sulla scia di Madre Teresa.
Ancora: a Madre Teresa si lega anche l’annuale premio europeo per la vita che Carlo Casini istituì nel 2008 per celebrare gli anniversari della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo ricordando che il primo e il più fondamentale dei diritti è il diritto alla vita e che esso riguarda anche i bambini non nati.
Pensò a Madre Teresa perché vide in lei la testimone credibile, affidabile e coraggiosa nell’affermare anche di fronte ai potenti del mondo che il bambino non ancora nato è il più povero dei poveri. Il Premio europeo per la vita è diventato poi Premio europeo “uno di noi” subito posto sotto la protezione di Madre Teresa con l’auspicio che la spiritualità della santa continui a illuminare questa iniziativa.
Il 13 gennaio 2017 scrisse a papa Francesco una lettera di cui riportiamo la prima parte: « Santo Padre, mi spinge a scriverLe il tema che i vescovi italiani hanno scelto per la imminente giornata per la vita (5 febbraio): “Uomini e donne per la vita nel solco di Madre Teresa”. Oso scriverLe perché ho dedicato gran parte della mia esistenza a promuovere il valore della vita umana, specialmente quella nascente, e nell’intimo della mia anima spero che ciò sia avvenuto – nonostante i miei limiti e colpe – per una vocazione del Signore. Ricordo bene che la “giornata” fu istituita nel 1978 con lo scopo specifico di dimostrare, con la parola e con le opere di carità, che “la Chiesa non si rassegna e non si rassegnerà mai” di fronte al numero sconfinato di bimbi cui viene impedito di nascere e di fronte alla diffusa giustificazione della loro uccisione come diritto e come progresso civile. Madre Teresa di Calcutta (che ho avuto la gioia di conoscere e che molto ha influito sulla mia vita) è giustamente considerata la “Santa dei poveri”, perché si è chinata a guardare ed accogliere tutti i poveri rifiutati o abbandonati in quelle che Lei, Santo Padre, tanto efficacemente chiama “periferie” del mondo. Ebbene lei qualificava il bambino non nato come “il più povero dei poveri”. Lei stesso, Santo Padre, ha rafforzato questo giudizio quando ha detto che “ogni bambino non nato, ma condannato ingiustamente ad essere abortito, ha il volto di Gesù Cristo, ha il volto del Signore” (20 settembre 2013). Io ammiro la Sua guida pastorale che consente di riconoscere nella comunità cristiana la “Chiesa dei poveri”, che segue l’esempio di Gesù e della Chiesa primitiva. Il messaggio di Madre Teresa sulla vita nascente era ascoltato perché ella era la Santa dei poveri. Analogamente io penso che un messaggio di Papa Francesco sulla vita nascente, così forte e chiaro da non poter essere nascosto dai mezzi d’informazione, può avere effetti di persuasione straordinaria proprio nelle “periferie”, considerando tali anche le aree che non vogliono riconoscere la piena ed uguale dignità degli esseri umani concepiti e non nati».
Madre Teresa, insieme a Giovanni Paolo II e altri amici sulla via della santità riconosciuta dalla Chiesa, è stata fino all’ultimo nel cuore, nel pensiero e nella preghiera di Carlo Casini.

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