Aborto fino alla nascita, Massachusetts choc. I vescovi Usa: i più fragili vanno difesi

di Elena Molinari, New York
La legge, voluta dalla governatrice democratica Healey, cancella ogni riferimento all'età gestazionale per l'interruzione di gravidanza: è il decimo Stato in America a consentirlo. La Conferenza episcopale locale: c'è una responsabilità morale nel sostenere la sacra dignità di ogni vita umana donata da Dio
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August 16, 2026
Aborto fino alla nascita, Massachusetts choc. I vescovi Usa: i più fragili vanno difesi
Sostenitori del movimento pro-life manifestano davanti alla Corte Suprema, a Washington, contro la sentenza del 2022 che ha ribaltato l’impianto legislativo sull’aborto / Ansa
Nessun limite all’aborto, fino alla nascita del bambino. Il Massachusetts ha cancellato ogni riferimento all’età gestazionale per l’interruzione di gravidanza, che ora può essere praticato in qualsiasi momento, fino al nono mese. La legge, voluta dalla governatrice democratica Maura Healey, elimina anche l'obbligo di eseguire gli aborti tardivi in ospedale, consentendoli in centri sanitari. Lo Stato del Nordest americano diventa così il nono negli Usa a permettere l'aborto senza alcun termine temporale, il decimo contando la capitale Washington.
Il titolo del provvedimento – «Legge che dà priorità all'accesso dei pazienti alle cure» – non ne rivela il contenuto. È il sito ufficiale del governo a spiegarlo: la nuova norma sostituisce i limiti in vigore in precedenza con il «giudizio professionale» del medico, secondo gli «standard di cura accettati». In pratica, i criteri più restrittivi, legati alla salute e al pericolo di vita della madre, vengono superati.
I sostenitori della misura l’hanno presentata come una questione di diritti individuali. «Le decisioni sull'aborto devono restare tra la paziente e il suo medico, nessun altro», ha sottolineato la deputata Christine Barber, promotrice del testo. L'obiettivo dichiarato è consentire alle donne di abortire anche in fase avanzata, «vicino a casa», senza recarsi in altri Stati. La governatrice Healey ha promulgato la legge circondata da un pubblico tutto femminile di dottoresse, attiviste e volontarie dichiarandola una «vittoria per le donne».
Dietro il lessico («salute riproduttiva», «standard di cura») c'è però una realtà netta: la possibilità di abortire un bambino non ancora nato che sarebbe in grado di sopravvivere al di fuori dell’utero materno. È il frutto della corsa alla legislazione apertasi dopo la sentenza con cui la Corte Suprema, nel 2022, ha ribaltato la Roe vs. Wade, il precedente del 1973 che aveva legalizzato l'aborto a livello federale, restituendo la competenza in materia ai singoli Stati. Da allora, mentre molti Stati repubblicani hanno stretto le maglie, quelli a guida democratica le hanno allargate.
I vescovi non sono rimasti in silenzio. «Come vescovi cattolici, abbiamo la responsabilità morale di sostenere la sacra dignità, donata da Dio, di ogni vita umana dal concepimento alla morte naturale – ha scritto la Conferenza episcopale del Massachusetts –. Che ci sia spazio nei nostri cuori per i più vulnerabili tra noi». Un appello rivolto anche a Healey, cattolica, che nel 2024 aveva incontrato personalmente papa Francesco.
Un secondo caso mette intanto alla prova il diritto americano in materia di aborto e utero in affitto. In Texas è nato mercoledì il bambino che gli attivisti hanno chiamato «Baby Gabriel». La madre surrogata, McKenna West, infermiera e madre single dell'Alaska, si era rifiutata di abortire quando, alla ventesima settimana, al feto era stata diagnosticata una malformazione cardiaca e i genitori committenti, una coppia della California, le avevano chiesto di interrompere la gravidanza. West ha scelto invece di portarla a termine, aiutata da associazioni pro-life, e di far operare il neonato al cuore. La novità è proprio questa: il bambino è nato, nonostante la volontà dei committenti. Il caso, che si sta dipanando tra i tribunali di tre Stati, rivela tutte le contraddizioni della maternità surrogata: un contratto che prevede la facoltà di «far abortire» la gestante, la fecondazione in vitro con la sua scia di embrioni senza genitori e un quadro legislativo che non risolve dubbi su genitorialità, custodia e applicabilità dei contratti.

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