Suicidio assistito, si rimette mano alla bozza della legge?

di è vita
Al Senato sarebbe prossima la ripresa dei lavori per esaminare il testo proposto dalla maggioranza. Sul quale la nuova sentenza della Corte costituzionale (sulla legge toscana) suggerisce una nuova messa a punto, in cerca di difficili punti di equilibrio e di incontro
January 7, 2026
Suicidio assistito, si rimette mano alla bozza della legge?
Il disegno di legge sul fine vita potrebbe presto riprendere il suo percorso al Senato, dov’è al vaglio delle commissioni Giustizia e Sanità. A spingere per una ripresa dei lavori la sentenza con la quale la Corte costituzionale il 29 dicembre si è espressa sulla legge regionale varata dalla Toscana in febbraio dichiarandone illegittime diverse parti senza tuttavia dichiarare incostituzionale l’intero provvedimento argomentando che è nei poteri delle Regioni organizzare i servizi sanitari.
Secondo fonti della maggioranza, sarebbero due le opzioni per superare l'impasse che vede gli schieramenti su posizioni inconciliabili. Si potrebbero riaprire i termini per ulteriori modifiche al testo base formulato dalle forze di governo tenendo conto della decisione della Consulta, oppure si potrebbero acquisire i pareri mancanti avviando il voto degli emendamenti proposti nei mesi scorsi.
Tra le questioni più discusse, il ruolo del Servizio sanitario nazionale: per il centrodestra il trattamento di fine vita non può diventare una prestazione garantita dalla sanità pubblica, ipotesi che invece vede favorevole invece il centrosinistra. Sul tema la Corte ha appena statuito che non esiste alcun obbligo in capo al Ssn. Per andare avanti il presidente della Commissione Sanità, Francesco Zaffini (FdI), intende chiedere una riunione delle due commissioni congiunte per valutare l’iter: «A mio avviso – ha dichiarato all’Ansa – la sentenza della Corte Costituzionale, che ha validato la possibilità delle Regioni di legiferare anche se solo a livello gestionale, apre un vulnus. Ora vedremo come procedere. Il mio obiettivo resta quello di arrivare a un testo condiviso».
Dal fronte delle opposizioni, il senatore del Pd Alfredo Bazoli annuncia di voler «chiedere alla presidente della mia commissione (Giustizia, guidata da Giulia Bongiorno) che si riprenda il lavoro. La Corte ha di fatto confermato la legittimità generale del disegno di legge e pur dichiarando incostituzionali alcune norme sui requisiti di accesso al trattamento di fine vita che “violano le competenze statali” ha sottolineato che nulla impedisce allo Stato di intervenire con una legge nazionale e rimarcandone l’urgenza».
Secondo uno dei relatori della legge, Pierantonio Zanettin (FI) «appare indispensabile aprire una riflessione tra relatori e nella maggioranza. Chi, in una certa fase, si fosse illuso che l’innesto nella Corte di quattro giudici di nomina parlamentare potesse modificare gli orientamenti precedenti della Corte, in realtà forse è rimasto un po’ deluso. Credo che il Parlamento debba prendere atto di come la Corte sta di fatto normando questa materia così delicata».

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