L’Africa si aiuta a crescere anche negli ospedali
L’Università Cattolica ha avviato un progetto di formazione e supporto in Kenya con personale sanitario ma anche assistenti pastorali. Ecco come sta andando

Solidarietà e formazione professionale. Sono i due pilastri che hanno scandito la missione esplorativa e integrale che, dal 30 novembre all’8 dicembre, presso il Ruaraka Uhai Neema Hospital di Nairobi, in Kenya, gestito dalla Osc italiana World Friends, ha visto protagonista una delegazione di medici e assistenti pastorali nell’ambito del protocollo di intesa siglato tra l’Università Cattolica del Sacro Cuore, il Policlinico Universitario A. Gemelli Irccs, l’Associazione universitaria per la Cooperazione internazionale e la Fondazione Enav che ha finanziato il progetto. Un primo, intenso esperimento presentato al Gemelli, che vede ancora l’Africa al cuore delle attività della Cattolica. Come ha affermato l’assistente ecclesiastico generale monsignor Claudio Giuliodori, «anche in questo caso si è creata una collaborazione virtuosa tra realtà diverse ma che convergono sulle stesse finalità, le quali qualificano l’agire di tutti con interazioni importanti che costituiscono un ulteriore tassello nell’orizzonte del Campus solidale promosso dall’ateneo».

La sinergia si sta cementando grazie a un certosino lavoro di progettazione, volto a rafforzare le competenze sanitarie locali. A tratteggiare contorni e finalità di questa esperienza è l’avvocato Alessandra Bruni, presidente della Fondazione Enav: «Abbiamo sempre creduto nelle alleanze con i nostri partner – spiega –. C’è un proverbio africano che dice: “Se vuoi arrivare veloce, cammina da solo. Se vuoi arrivare lontano, cammina insieme”. Noi vogliamo arrivare lontano, e vogliamo farlo portando qualcuno con noi. Sin dall’inizio abbiamo dedicato una forte attenzione all’Africa cercando il soggetto giusto, con cui condividere anche il batticuore di un sogno. Tutto è nato dall’incontro con don Alessandro Mantini, uno degli assistenti pastorali dell’Università Cattolica, “ponte umano” tra il mio desiderio di fare bene e la competenza per farlo davvero. L’ateneo e il Gemelli sono il partner che cercavamo: eccellenza scientifica e umanità perfettamente integrate».

Questo viaggio ha rappresentato un significativo sunto tra approccio professionale e sguardo caritativo. L’accoglienza in Kenya – racconta Alessandra Bruni – «potrei definirla fraterna, di quelle che ti fanno sentire a casa pur essendo a migliaia di chilometri di distanza. Il dottor Gianfranco Morino, nostro partner locale, fondatore e coordinatore regionale dell’associazione World Friends nonchè chirurgo del Neema Hospital, ci ha ricevuti con una disponibilità immediata e sincera. I nostri specialisti in endocrinologia, pediatria e medicina interna hanno tenuto quattro seminari formativi su temi cruciali, come l’ipertensione e la rianimazione neonatale. La partecipazione è stata altissima e trasversale, caratterizzata da una umiltà e una voglia di apprendere che ci hanno commossi. Poi, la visita alla comunità delle suore di Madre Teresa, nello slum di Korogocho: bambini disabili abbandonati, ragazze madri e donne con disagio mentale, tutti accolti con quell’amore puro che ti insegna cosa significa davvero essere umani».

“Ogni gesto conta”. Più che un claim è l’impegno ad attuare la vera prossimità in uno scenario internazionale sempre più incerto... «In un contesto segnato da conflitti e disuguaglianze crescenti il rischio è di rassegnarsi – riflette la presidente –. Noi crediamo invece che proprio nei momenti bui si debba accendere, quotidianamente, più luce. L’obiettivo è chiaro: fornire a questo nosocomio sempre maggiore autonomia. Aiutare i deboli è il nostro obiettivo ma aiutarli a diventare forti è la nostra missione. Certamente serviranno mezzi, ma il nostro impegno va oltre la raccolta fondi. Intendiamo sviluppare un percorso di supporto reale, fatto di piccoli gesti inseriti però in una strategia chiara, tramite relazioni e presenza. La prossimità autentica si genera così: stando accanto, ascoltando, imparando e poi, insieme, costruendo. Anche quando sembra che il mondo voglia andare nella direzione opposta».
© RIPRODUZIONE RISERVATA






