«Inquinamento digitale»: road map con proposte di eco-etica

Il documento del Centro Studi Scienza & VIta offre linee guida per sciogliere nodi che soffocano tutti noi. Ed eliminare il rischio di produrre scarti umani
May 2, 2026
«Inquinamento digitale»: road map con proposte di eco-etica
Parigi, 6 gennaio 1896: viene proiettato il breve film dei fratelli Lumière L’arrivo di un treno alla stazione di Le Ciotat. La pellicola, estremamente realistica, spaventò a tal punto gli spettatori che molti di essi fuggirono a precipizio. Eppure l’arrivo del treno era solo una finzione cinematografica. Il fumo nero della locomotiva non appestava affatto la sala. S’annunciava però un’altra modalità d’inquinamento, quello provocato dalle immagini: dall’attrattiva, dal sovraccarico di esse. Col tempo, grazie agli sviluppi tecnologici, tale inquinamento si è sempre più diffuso. Dagli ambienti fisici si è esteso agli ambienti digitali. E oggi esso interessa le nostre vite sia nella dimensione offline che in quelle online.
Proprio a discutere l’inquinamento dovuto ai più recenti sviluppi tecnologici è dedicato il documento “Inquinamento digitale”, elaborato dal Centro Studi Scienza & Vita. Il documento si concentra su quattro modi che sono propri di tale fenomeno: l’obsolescenza programmata, l’inquinamento elettrico nel contesto digitale, l’inquinamento visivo, il sovraccarico informativo. Essi si aggiungono all’inquinamento ambientale tradizionalmente considerato, quello cioè che sfrutta le risorse naturali senza pensare al domani e che riempie il mondo di rifiuti. Tutte queste maniere, in cui l’essere umano è in grado di sporcare la realtà in cui vive, richiedono di essere affrontate urgentemente. Ci responsabilizzano, sollecitandoci a un impegno quotidiano e concreto: secondo quella road map che “Inquinamento digitale”, appunto, traccia.
Oggi viviamo in una realtà che, rispetto al passato, risulta molto più complessa. Siamo cittadini di più mondi. Abitiamo con il nostro corpo negli ambienti fisici, ma trascorriamo sempre più tempo in ambienti digitali, utilizzando dispositivi e programmi. Abbiamo bisogno di orientarci in entrambe le dimensioni e di fare le scelte giuste. Dobbiamo farlo mettendo nella giusta relazione il mondo offline e i contesti online, sebbene tenendoli distinti. La vita, infatti, non è un videogioco, così come la locomotiva dei fratelli Lumière è solo la rappresentazione cinematografica della locomotiva vera. L’etica ci aiuta ad affrontare questa situazione, indicando e giustificando i principî condivisi che ci consentono di agire in maniera consapevole e buona nei due ambiti.
Lo fa anche per quanto riguarda un altro aspetto che li caratterizza. L’agire, sia negli ambienti fisici che negli ambienti digitali, produce scarti. Sempre di più. Giustamente papa Francesco denuncia questo fatto, sottolineando come lo stesso essere umano possa a sua volta essere considerato un rifiuto. Bisogna, dunque, fare i conti con tale situazione. È bene allargare lo sguardo, estendendolo anche agli scarti prodotti dalle tecnologie. È opportuno, come esorta a fare papa Leone, confrontarsi con ciò che l’uso dell’intelligenza artificiale finisce per farci considerare senza valore.
Ma, a questo scopo, è necessario anche ampliare la nostra idea di ecologia. Ciò può avvenire in due modi. Anzitutto, appunto, prendendo coscienza del fatto che c’è un inquinamento che riguarda anche il nostro uso delle tecnologie e a cui spesso non facciamo caso. Quando per esempio interroghiamo un programma di intelligenza artificiale generativa, magari per un motivo stupido, non pensiamo a quanta energia serve per avere una risposta. È il tema dell’ecologia digitale. Nel contempo, poi, dobbiamo anche renderci conto della fondamentale ispirazione etica che regge questo discorso. Se lo facciamo, ci accorgiamo che non basta parlare di ecologia. Ci vuole un’altra parola, valida sia per l’offline che per l’online: bisogna pensare e praticare un’autentica eco-etica. Proprio su questa strada si muove, con proposte concrete, il documento di Scienza & Vita.
Adriano Fabris è filosofo all'Università di Pisa

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