Stili di vita più sani, prevenzione. E tanta ricerca. «Così battiamo i tumori»

Fondazione Airc presenta i numeri sempre più incoraggianti della ricerca contro il cancro, e intanto guarda gli obiettivi che vanno ancora raggiunti: come le patologie oncologiche che resistono ancora alle cure, e i tassi di guarigione a cinque anni da alzare ancora. Intanto però ci sono due azioni (più una) per noi...
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May 26, 2026
Stili di vita più sani, prevenzione. E tanta ricerca. «Così battiamo i tumori»
Sessant’anni di ricerca e non sentirli. Fondazione Airc per la ricerca sul cancro guarda al futuro e promuove un “Patto per la ricerca” con istituzioni, comunità scientifica e sistema sanitario. A Palazzo Lombardia, a Milano, l’incontro con numerosi protagonisti. Punto di riferimento nazionale, Airc ha investito più di 2,7 miliardi di euro nella ricerca scientifica. Un risultato importante in un Paese in cui le risorse in questo campo sono limitate. I progetti vengono selezionati attraverso un processo che garantisce qualità, merito e indipendenza.
Andrea Sironi, presidente della Fondazione, ha ricordato il ruolo cruciale di Milano, dove è nata Airc, e della Lombardia, che contribuisce maggiormente alla raccolta e dove si concentra la gran parte delle eccellenze scientifiche. Negli ultimi dieci anni la Fondazione ha destinato oltre 420 milioni di euro a enti di ricerca lombardi, finanziando 3.500 progetti. «La fiducia che ripongono in noi i cittadini è stata confermata dall’incremento del contributo del 5 per mille relativo al 2025 – ha sottolineato il presidente -, che ha superato gli 82 milioni di euro, per un totale di un milione e ottocentomila firme». Daniele Finocchiaro, consigliere delegato di Fondazione Airc, ha illustrato in che cosa consiste il patto: «Airc ha finanziato il 70% della ricerca italiana. Tuttavia oggi questo non basta per avere cure sempre più efficaci: c’è bisogno di creare un sistema fra tutti gli attori coinvolti per far sì che la ricerca si traduca in terapie per i pazienti. I nostri donatori ci chiedono di essere anche un catalizzatore di altre realtà per velocizzare il più possibile la ricerca, avere una prevenzione sempre più efficace, integrare e coordinare tante attività, considerando che i finanziamenti sono frammentati. L’obiettivo è costruire insieme il futuro della ricerca oncologica».
Le sfide che Airc affronterà grazie a questo ecosistema sono numerose. «Bisogna comprendere perché alcuni tipi di tumori hanno la capacità di essere più aggressivi rispetto ad altri – ha spiegato Finocchiaro - mentre ci sono tumori che hanno un tasso di mortalità molto bassa. Negli ultimi dieci anni, grazie alla ricerca, il 50 per cento delle persone che si ammalano di tumore è dichiarata guaribile dopo cinque anni. Dobbiamo aumentare questa percentuale e realizzare un nuovo modello di prevenzione che sia veramente integrato con i sistemi socio-sanitari. Smettere di fumare, avere un’alimentazione migliore e fare attività fisica permetterebbe una riduzione drastica del numero dei tumori». Anche l’adesione agli screening è importante, purtroppo in varie regioni d’Italia è sotto il 50%.
«Grazie a 4 milioni e mezzo di donatori e ventimila volontari che stanno finanziando 5.000 ricercatori – ha osservato Finocchiaro - la cura del cancro ha fatto enormi passi avanti e oggi il 50% dei tumori è guaribile». Il governatore lombardo Attilio Fontana, intervenuto con l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso, ha commentato che «l’attività di ricerca e l’opera informativa che Airc svolge sul territorio, soprattutto con i giovani, è fondamentale. C’è ancora molto da fare sul fronte della prevenzione, troppi cittadini non percepiscono ancora l’importanza».

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