Turismo, il 2026 parte bene ma si teme per l'estate

Nei primi tre mesi sono aumentati sia gli arrivi (+4,2%) che le presenze (+7,5%) rispetto al 2025. A sostenere il boom sono stati soprattutto gli stranieri
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May 26, 2026
Turismo, il 2026 parte bene ma si teme per l'estate
Turisti a Napoli si riparano dal sole con gli ombrelli / ANSA
Il 2026 è partito con il piede giusto per quanto riguarda il turismo. Rispetto al primo trimestre dell’anno precedente, infatti, sono aumentati sia gli arrivi che le presenze nel territorio italiano: rispettivamente del 4,2% e del 7,5%. Resta alta però l’incertezza sull’estate. L'instabilità del quadro geopolitico e i rincari sul carburante per gli aerei, in seguito al blocco dello Stretto di Hormuz, potrebbero aver rallentato il movimento turistico internazionale che dai primi dati sembra essere promettente. 
A sostenere il boom del turismo nei primi tre mesi sono stati soprattutto gli stranieri: la loro presenza è aumentata del 12,3% rispetto allo stesso periodo del 2025, arrivando a rappresentare il 54,6% del totale dei turisti. I nuovi dati Istat individuano anche che gli aumenti si sono concentrati soprattutto nei mesi di febbraio e marzo: rispettivamente +3,4% e +2,7% per i turisti italiani e +11,3% e +17,4% per quelli stranieri. 
La crescita delle presenze non è però uniforme tra le diverse tipologie dell’offerta ricettiva. Gli esercizi extra-alberghieri hanno registrato un incremento molto più marcato rispetto a quelli alberghieri. Mentre nei primi è stato del 14,7%, nei secondi è stato solo del 3,9%: segnale di uno spostamento strutturale della domanda verso forme di ospitalità diverse dal modello tradizionale degli hotel. Gli alloggi privati in affitto, trainati da piattaforme come Airbnb, non rappresentano più solo una componente marginale del mercato, ma stanno assumendo un peso sempre più rilevante nel sistema ricettivo, con ricadute evidenti anche sui prezzi degli affitti nelle principali città turistiche italiane.  
Ad aprile 2026 risultano registrate nella Banca Dati Strutture Ricettive (BDSR) 711.215 strutture. Di queste, il 70,7% è costituito da alloggi privati in affitto in forma non imprenditoriale, il 24,9% da esercizi extralberghieri complementari (agriturismi, campeggi, villaggi, case per ferie, rifugi e strutture gestite in forma imprenditoriale) e solo il 4,4% da strutture alberghiere. 
La permanenza media dei turisti è rimasta sostanzialmente stabile rispetto all’anno scorso: 3,12 notti. Maggiore per gli stranieri (3,53 notti) rispetto agli italiani (2,74 notti). 
Secondo i dati Eurostat, l’Italia si conferma tra le mete europee più attrattive per il turismo straniero, seconda solo alla Spagna. Nel primo trimestre, con circa 39 milioni di presenze, ha superato ampiamente quelle registrate in Francia (21 milioni), Grecia (2 milioni e mezzo) e Germania (14 milioni e mezzo). Includendo anche il turismo domestico, invece, i numeri si allineano a quelli tedeschi: circa 71 milioni sommando i tre mesi. Restano superiori, anche se con meno distacco, a quelli francesi (67 milioni), mentre la Spagna continua a dominare nel mercato con quasi 81 milioni di presenze registrate.  

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