«Cos’è la Repubblica per te?». Il Quirinale ci chiama

Una piattaforma partecipativa per gli 80 anni del referendum istituzionale del 2 giugno. Un sito aperto a tutti i cittadini
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May 26, 2026
«Cos’è la Repubblica per te?». Il Quirinale ci chiama
La schermata con cui il sito del Quirinale presenta l'iniiziativa per gli 80 anni della Repubblica / Ansa
In un contesto che – sul piano internazionale – registra un arretramento vistoso dei concetti di democrazia e diritto internazionale, la Repubblica italiana compie 80 anni e con la saggezza di un nonno ci ricorda che la pace conosciuta in questi 8 decenni non può fare a meno dell’una dell’altro. Una festa che vede i cittadini protagonisti, prima ancora delle istituzioni che li rappresentano, con un’attenzione particolare ai più deboli, indicando l’obiettivo straordinario che completa all’articolo 3 il principio di uguaglianza, che affida alla Repubblica il compito irrinunciabile di «rimuovere gli ostacoli» che rendono tale principio fruibile per tanti.
Porte aperte, quest’anno, il primo giugno, vigilia della festa, ai giardini del Quirinale per i portatori di disabilità, così come da tempo un’attenzione specifica viene loro destinata nella tenuta presidenziale di Castelporziano e nella annessa spiaggia sul litorale romano. Ma nell’era dell’IA la Casa degli italiani si apre anche attraverso la Rete. «Cos’è la Repubblica per te?», è la domanda che viene rivolta a ciascun cittadino, con un occhio particolare per i più giovani, da un sito ad hoc che il Quirinale ha istituito per l’occasione. Ognuno potrà pubblicare brevi video per spiegare cosa significhi, nella sua esperienza, la parola Repubblica a 80 anni dalla sua nascita.
Gli short video – nel rispetto di un minimo di regole di rispetto a cui attenersi, naturalmente – saranno tutti pubblicati, anche quelli che dovessero esprimere dissenso, come viene messo nel conto. Nella prima giornata sono già ben oltre 100 i messaggi pubblicati, ma si prevede, dopo le prime titubanze, che si possa arrivare a numeri importanti. Ci saranno anche testimonial d’eccezione, per indurre a vincere le timidezze: fra i primi sono comparsi i contributi di “Checco”, “Claudio” e “Jasmine”, intesi come Zalone, Bisio e Paolini. E si è aggiunto anche Riccardo Zanotti, il front-man dei Pinguini tattici nucleari. Il presidente Sergio Mattarella ha provato a dire la sua per primo con una semplice frase: «La Repubblica siamo noi. Ciascuno di noi».
Gli 80 anni dal referendum istituzionale del 2 giugno 1946 vedrà quindi protagonisti ti cittadini, e l’iniziativa attraverserà nuovi anniversari, a partire dalla convocazione dell’assemblea Costituente. Ne scaturirà una vera e propria biblioteca digitale del sito, denominato “I volti della Repubblica”. Quest’anno la celebrazione del 2 giugno non si svolgerà all’interno del Quirinale – non ci sarà il tradizionale ricevimento istituzionale nei giardini – ma all’esterno, in piazza, e anche la tradizionale Parata ai Fori imperiali darà sempre più spazio al volontariato e all’associazionismo. Dalle 21 ci sarà poi un mega-evento trasmesso in diretta televisiva. Per raccontare, alternando dirette e filmati d’epoca, gli ottant’anni di storia repubblicana. In precedenza, alle 19, Mattarella, attraverso gli schermi di Raiuno, si sottoporrà alle domande di alcuni giovani intervistatori.
Il segnale che il Quirinale lancia è chiaramente in linea con l’allarme più volte lanciato – ma poco ascoltato – sulla scarsa partecipazione al voto. Si commette da più parti l’errore di considerare un po’ desueto e fuori tempo il richiamo alla coesione istituzionale e al dialogo rispettoso fra partiti e istituzioni arrivato incessantemente in questo decennio mattarelliano. Esso contiene la convinzione che dietro il fenomeno preoccupante della diserzione dalle urne, che coinvolge tanti elettori, si nasconda non giù un disinteresse per il bene comune, ma una sfiducia verso una politica “guerreggiata” che sembra avere di mira più l’attacco e la delegittimazione dell’avversario che l’affronto dei problemi della collettività. La progressiva marginalizzazione in atto del Parlamento (in luogo in cui anche a livello nominale le forze politiche dovrebbero parlarsi, prima ancora che contarsi) è in linea con questa idea di lotta politica serrata che poco ha a che vedere con lo spirito che i nostri padri costituenti hanno impresso nella Carta fondamentale. E a 80 anni da una Repubblica nata sulle ceneri di uno sciagurato ventennio e di un devastante conflitto è quello spirito che andrebbe ripreso.

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