Margherita, Marco e il bambino arrivato superando ogni ostacolo
Il “metodo” di presa in carico della storia di ogni coppia, insieme alla loro difficoltà di procreare, ha il volto di persone alle quali l’Isi-Paolo VI del Policlinico Gemelli di Roma ha cambiato la vita

Lo splendore dell’umano che passa per l’origine, l’attesa e la vita che arriva. A raccontarlo nella sua unicità non possono che essere le mamme, che in grembo custodiscono un mistero “magnifico”, e i papà, che abbracciano quella desiderata novità in grado di ribaltare ogni priorità. A darcene diretta testimonianza sono Marco e Margherita (nomi di fantasia), che osservando oggi la loro bambina nella culla del Policlinico Gemelli assaporano i primi momenti di una genitorialità che è per loro «un regalo del Cielo infinitamente speciale, una grazia, una responsabilità e una gioia che aumenta in ogni gesto di questa creatura appena nata». Guardarla restituisce a entrambi «un’emozione indescrivibile» e la consapevolezza di una nuova esistenza da proteggere. Come neo-genitori è forte «la riconoscenza verso il Centro per la regolazione naturale della fertilità (Isi-Crnf) e il Centro per la procreazione naturale e cura dell’infertilità presso il Policlinico Gemelli (Isi-Cpnci), ai professionisti che vi operano e che ci hanno sostenuto e incoraggiato in ogni passo della gravidanza: questa figlia è davvero il segno che Dio è sempre fedele ad ogni sua promessa».
A confermarlo è Paola Pellicanò, dirigente medico dell’Isi-Crnf, che spiega come, per questa coppia in particolare, «sia stato fondamentale iniziare dal conoscere la propria fertilità per condividere tale consapevolezza e poter orientare il giusto iter diagnostico, individuando la terapia corretta». Da lì, prosegue Pellicanò, «inizia la gestione condivisa del caso, anzitutto con il Centro per la Procreazione naturale e la cura dell’infertilità, poi anche con altri specialisti del Gemelli, sempre in un’ottica di interdisciplinarietà e di collaborazione. La bellezza della vita passa dunque attraverso un metodo clinico e sanitario e, al contempo, un approccio umano verso i futuri genitori, ai quali si consegna anche la possibilità di rimanere protagonisti consapevoli del percorso».
La prassi delle due “anime” che compongono l’Isi-Paolo VI è confermata anche da Annamaria Merola, coordinatore dell’Isi-Cpnci: «Vengono ricevute tutte le coppie che, per diversi motivi, hanno difficoltà a ottenere una gravidanza: ciascuna è accolta da un’équipe specialistica multidisciplinare che si occupa di identificare il motivo per cui la gestazione non arriva o esita in aborto, e di trovare una soluzione. A ogni coppia è riservato il tempo necessario per l’ascolto dei problemi medici, ma anche della sofferenza personale. Si individuano poi altri eventuali esami di approfondimento e tutto è proposto in regime di Sistema sanitario nazionale. I risultati sono evidenti: le coppie concepiscono nel 30% dei casi, escludendo i casi di sterilità insuperabile».
Come ribadisce Tullio Ghi, direttore dell’Isi-Paolo VI e ordinario di Ginecologia e Ostetricia all’Università Cattolica, «l’evoluzione della nostra disciplina medica è stata straordinaria in termini di risorse tecnologiche, ma non è andata di pari passo con la rimodulazione delle relazioni umane con i pazienti. Le persone hanno bisogno invece che insieme alle innovazioni scientifiche ci sia una vicinanza empatica, che è di fatto il core della nostra professione. Spesso, infatti, sono sufficienti l’ascolto, il conforto, il consiglio per avviare dinamiche di per sé risolutive. Le coppie chiedono sempre più questo: una via che guardi alle esigenze connaturate alla fisiologia».
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