«In quegli incontri a scuola la capacità di avere a cuore ogni bambino»
di è vita
Una scoperta di eccezionale valore: affiorano le testimonianze di chi ha conosciuto il servo di Dio Carlo Casini durante i quarant’anni di presidenza del cda del Conservatorio San Pier Martire di Firenze, opera sociale a favore dell’istruzione dei piccoli e delle ragazze madri. E conferma il profilo di un uomo di Dio in mezzo al mondo

Carlo Casini è stato per quaranta anni (1978-2018) Presidente del Consiglio di Amministrazione del Conservatorio San Pier Martire in Firenze. Il Conservatorio, scuola storica di Firenze con sede nell'antico complesso monumentale di San Pier Martire in Piazza San Felice, in collaborazione con la Comunità delle Suore Domenicane Congregazione San Tommaso D’Aquino, è impegnato da secoli nell'istruzione e nella promozione socio-culturale della comunità fiorentina (www.conservatoriosanpiermartire.it) attraverso un’istruzione che integri principi civili e religiosi e il sostegno alle fasce più vulnerabili della popolazione attraverso attività di assistenza e solidarietà (due mini-appartamenti sono stati destinati alle “ragazze-madri”).
In questi giorni è giunta al figlio di Carlo Casini, Francesco, attuale Presidente del Conservatorio, una ricca documentazione che raccoglie alcune testimonianze relative al padre. I contributi provengono sia da collaboratori esterni, sia dai dipendenti e dalle suore che hanno operato – o operano tuttora – all'interno del Conservatorio, sia da testi che richiamano alcuni interventi e passaggi di rilievo dell'attività istituzionale e socio-politica di Carlo Casini nel corso del suo mandato.
Questi materiali, eterogenei per forma e contenuto, sono accomunati dall'intento di offrire una base testimoniale di ciò che è stata la presenza profondamente partecipe di Carlo Casini all'interno del Conservatorio di San Pier Martire: «Una presenza – come si legge nell’introduzione alle testimonianze – di cuore, concreta, attenta alle persone e al loro cammino; una guida capace di unire visione e pragmatismo, attenzione al prossimo e responsabilità istituzionale, trasformando un'opportunità amministrativa in un progetto di autentico valore umano».
Nell’ampia introduzione che precede le testimonianze si legge ancora: «L'azione di Carlo Casini, improntata a rigore giuridico e visione istituzionale, ha così permesso all'ente di consolidare la propria funzione nel tessuto cittadino, garantendo continuità alla tradizione religiosa ed educativa e, al tempo stesso, dotandolo degli strumenti necessari per affrontare con efficacia le sfide contemporanee. [...] Carlo Casini non si è limitato alla cura e al miglioramento dello stesso inteso come struttura fisica – con interventi di sicurezza, adeguamenti normativi nel rispetto della storicità dell'ambiente – ma si è esteso alla dimensione più profonda: quella dell'edificio umano e spirituale. L'educazione è stata costruita nella custodia dello spirito dei luoghi, con la consapevolezza che ogni persona è figlio di Dio e merita attenzione e rispetto. Questa dedizione non si è tradotta in un atteggiamento superficiale o delegato, bensì in un informarsi accurato, nell'approfondire e analizzare con amore e disponibilità ogni situazione. Così, anche nelle scelte più concrete come la valutazione per l'assegnazione degli appartamenti alle famiglie, Carlo Casini ha posto al centro la dignità delle persone e le loro esigenze, a cominciare da canoni d'affitto sensibilmente inferiori a quelli di mercato, in segno di autentica cura e responsabilità. [...] Tra le consuetudini più care a Carlo Casini, durante la sua presidenza del Conservatorio San Pier Martire, vi era quella di incontrare personalmente i bambini della scuola primaria. Compatibilmente con i suoi numerosi impegni, amava recarsi di classe in classe per portare un saluto, un incoraggiamento sincero e qualche parola capace di far sentire ogni bambino visto e valorizzato. Erano momenti semplici, ma sempre intensi: entrava con il suo sorriso aperto, scambiava poche frasi dirette e affettuose, e concludeva la visita con una breve preghiera per il nuovo anno scolastico, affidando i piccoli e le loro famiglie a un cammino sereno. Allo stesso modo, alla fine di ogni anno scolastico, teneva molto a inviare una lettera personale alle famiglie dei bambini che lasciavano la primaria dopo cinque anni. Era un gesto che considerava doveroso e insieme profondamente significativo: un modo per ringraziare della fiducia, per riconoscere il percorso compiuto e per accompagnare idealmente i ragazzi verso la nuova tappa della loro crescita. La lettera rifletteva il suo stile: sobrio, attento, radicato nei valori cristiani e nella responsabilità educativa che sentiva come parte integrante del suo servizio. Questi gesti, discreti ma costanti, raccontano bene il suo modo di vivere la presidenza: non solo come un incarico amministrativo, ma come una presenza partecipe, vicina alla scuola e alle persone che la abitano».
In quella che probabilmente è stata una delle sue ultime lettere ai genitori dei bambini che concludevano la scuola elementare (5 giugno 2017), scrive: «E adesso, che siamo giunti alla fine di questo primo ciclo di istruzione, mi sta a cuore augurare ai vostri figli di proseguire serenamente la loro crescita affinché siano, un domani, donne e uomini ricchi di quei valori cristiani che hanno assimilato dallo studio del Vangelo e dal vivere in una comunità educante in cui il rispetto della persona e la sequela di Gesù sono i pilastri su cui la scuola ha caratterizzato il suo progetto educativo. Auguro anche a voi genitori di avere sempre quella pienezza da trasmettere ai vostri figli e invito caldamente tutti voi a continuare a seguirli nel loro percorso di vita».
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