Difendere la vita nei palazzi della politica può far diventare santi
Una testimonianza non solo di vita cristiana ma anche di coerenza ideale, di coraggio nell’argomentare in modo competente e persuasivo sulla dignità di ogni persona, di forza morale e di impegno intellettuale. Carlo Casini ha mostrato che “farsi santi” così è possibile. Chi l’ha conosciuto molto bene nella sua attività politica ci spiega come

Pubblichiamo l’intervento di Luisa Santolini, presidente della Associazione Amici di Carlo Casini, al convegno della Academia Internacional de lideres Catolicos.
Grazie di cuore per avere deciso di ricordare in questa occasione un personaggio come Carlo Casini, che ha segnato la vita politica italiana, e non solo italiana, degli ultimi 50 anni.
Rendere omaggio a Carlo Casini penso sia un moto dell’anima del tutto naturale, mai formale, da parte di chi lo ha conosciuto, come da parte di coloro che da lui sono stati “salvati”. Ma noi siamo chiamati non solo a rendergli un omaggio postumo, ma a dirgli grazie, un grazie serio e convinto, capace di portare ad azioni concrete sulla scia di quello che Carlo ci ha insegnato.
Carlo è stato un maestro, un uomo di grande valore: magistrato, politico italiano ed europeo, giurista, fondatore del Movimento per la Vita, uomo di pensiero e di azione; tuttavia, quando io penso a lui, lo vedo soprattutto come persona degna degli altari. E più passa il tempo, più mi convinco che Carlo meriti gli altari, i grandi bellissimi e santi altari della Chiesa cattolica, che sono tali anche se in piccole e lontane chiese di periferia. Anche se sono nelle parti più sperdute del mondo.
Carlo Casini, testimone di Misericordia, fecondo e incisivo che ha lasciato pagine indimenticabili, un presidente pluridecennale convinto di essere al servizio della sua Associazione e soprattutto al servizio della vita senza scorciatoie di comodo e senza sconti, un Uomo a tutto tondo, esemplare nella sua umanità e nella sua spiritualità, un cattolico umile e devoto ma consapevole del ruolo dei laici nella Chiesa e del loro grande mandato regale, sacerdotale e profetico, un cattolico che ha insegnato al mondo come si sta nella quotidianità e nel presente, nel dolore e nella malattia, nella società e nella politica con lo sguardo fisso al futuro e, soprattutto, con lo sguardo sempre rivolto al Cristo Crocifisso.
Sono convinta che a Carlo Casini si addicano perfettamente le parole di san Paolo: «Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede».
Nessuno come lui è degno di pronunciarle davanti al Signore, nessuno come lui merita la gratitudine di coloro che si sono salvati proprio grazie alla sua “buona battaglia” quotidiana. E non si tratta solo delle decine di migliaia di bambini sottratti all’aborto, ma anche delle tante persone che hanno capito, imparato e seguito le sue orme sulla scena pubblica. Grazie alla sua testimonianza appassionata e alla sua inestinguibile Fede nel Signore e nell’uomo, ci ha trascinati con sé lungo le strade del mondo con ottimismo inguaribile e senza paura, malgrado gli attacchi e i dispiaceri non mancassero. Sapeva di essere nel giusto e la sua amicizia con San Giovanni Paolo II e santa Teresa di Calcutta lo spronava ad andare sempre oltre.
Carlo può dire “ho combattuto una buona battaglia” nelle Aule parlamentari, perché il suo è stato molto di più di un impegno pluridecennale, in realtà il suo è stato un cammino straordinario e indimenticabile per far risuonare sulla scena pubblica la sacralità della vita e la dignità della persona umana, sempre e senza condizioni. Vorrei dire non un cammino, ma una scalata difficile e faticosa verso la vetta, in mezzo ad avversità di ogni tipo, con indomabile coraggio, onestà intellettuale e incrollabile Fede nell’aiuto del Signore. La vetta per Carlo non era il successo, ma la consapevolezza di avere fatto tutto, ma proprio tutto il possibile per salvare anche una sola vita umana Carlo Casini ci ha insegnato che la vita è una missione ed un compito che vanno onorati sul campo tutti i giorni. Carlo ci ha insegnato che la Bellezza salverà il mondo e che nulla è più bello dello sguardo di una donna che aspetta il suo bambino o degli occhi di un bimbo appena nato alla vita.
Viviamo tempi difficili e in questa «ora drammatica e affascinante della storia» come disse san Paolo Vl; credo che dobbiamo ridirci perché vale la pena fare politica e di trovare le ragioni di questo impegno sull’esempio di quello che ha detto, fatto e testimoniato Carlo Casini.
E oggi non siamo qui a commemorare ma a celebrare una persona che ci ha indicato una strada, che ci chiama al coraggio delle proprie idee, al non cedere alle sirene del denaro e del potere, a non essere ignavi o ipocriti o spaventati dalle conseguenze del nostro agire. Infine, ad usare la Legge per far valere le proprie convinzioni, non la prepotenza o l’arbitrio, ma la Legge rispettando le regole del gioco e la dignità dell’avversario. Carlo aveva capito prima di altri che la vita si difende anche con la Legge e che il valore pedagogico di una Legge resta insuperabile. Da qui la necessità di scrivere leggi giuste per il bene dell’uomo e del suo destino.
È stato scritto: «Una società si costruisce a partire dalla idea dell’uomo, della società e del mondo». Ciò è vero, ma anche la politica si costruisce così: una politica rispettosa della vita e della famiglia, amica della scienza ma non succube, amica dell’uomo ma senza idolatrie, amica del progresso ma senza rinnegare il passato, è decisiva per declinare la dignità dell’uomo a partire dalla verità dell’’uomo. Solo a queste condizioni si riuscirà a fare una politica buona, una politica come impegno doveroso e solenne.
Per questo siamo qui. Per dirci che una politica buona è possibile, che una politica via alla santità è percorribile, che Carlo Casini non era un sostenitore da salotto della politica, non era un retore o un accademico che teorizzava l’importanza della politica senza sporcarsi le mani, ma una persona che ha dimostrato con la vita e le opere, nella più intensa e viva tradizione cristiana, che siamo tutti fratelli, che è possibile guardare tutti nella stessa direzione se abbiamo a cuore la verità sull’uomo, che le vie del mondo possono essere santificate dalla difesa della vita e dalla irremovibile fiducia nella Provvidenza anche con l’attività politica.
Carlo può dire “Ho conservato la fede” perché ha mostrato che si può essere santi anche frequentando i Palazzi della politica, così inquinati e ciechi e sordi: e questo accade quando la politica diventa servizio all’uomo e capacità di avere come meta il bene comune. Ma può dire queste parole anche per il martirio che ha subito durante la sua malattia, sempre invocando il Santissimo, sempre affidandosi a Lui, sempre accettando il suo destino, sempre pregando per il bene dei suoi familiari, dei suoi amici, del suo Movimento, della Chiesa universale che amava tanto. La sofferenza offerta, il dolore accettato, il lento abbandono della vita in attesa della Vita, l’ultima prova affrontata con il Rosario tra le mani rendono Carlo un esempio da portare in ogni luogo possibile: esempio di Fede Speranza e Carità.
Paola ed io vi abbiamo portato un volume, da noi curato, che dimostra solo in parte la statura del Casini uomo politico e che ci regala molto di più dei discorsi politici e parlamentari: è una consegna, un lascito morale e politico di grande respiro. A scorrere le pagine di questo libro si scopre l’immenso valore del Carlo Casini, magistrato, parlamentare e presidente del Movimento per la Vita ed emerge sempre di più la dimensione morale e pubblica di questo uomo che, nella sua modestia e umiltà, ha segnato decenni della vita politica italiana. E incredibile come aridi verbali e fredde annotazioni stenografiche ci facciano scoprire risvolti sorprendenti di questo parlamentare che in ogni occasione, in totale solitudine, ha fatto del diritto alla vita una questione politica: da un lato una vita pensata dal concepimento alla morte naturale, dall’altro una politica al servizio dell’uomo e del bene comune.
È vero che le competenze di Carlo ed i suoi interessi, molto vasti, andavano dalla centralità politica del diritto alla vita all‘Europa, dalla Giustizia alla Politica estera, dalla Eutanasia alle Adozioni, dalle Riforme istituzionali alle Sostanze stupefacenti, dalla Fame nel mondo alla Pena di morte, dal Rinnovamento politico e civile al Ruolo dei cattolici, ma una cosa affermava sempre con assoluta convinzione: come sono diventate patrimonio comune dei credenti e dei non credenti le battaglie contro il razzismo a favore degli schiavi, contro le discriminazioni a favore delle donne, contro i pregiudizi a favore dei disabili, così verrà un giorno in cui la battaglia per la vita sarà vinta e si riconoscerà che l’embrione è uno di noi”.
Ecco: il valore di questo libro è proprio nel dire ai parlamentari e a tutti coloro che fanno politica in tutti gli schieramenti: coraggio, nelle istituzioni, in politica, battetevi per il diritto alla vita di ogni essere umano, nato e non ancora nato, anziano, fragile, malato, disabile. Coraggio: anche facendo politica si può diventare degli esempi da seguire. Si, ci vuole coraggio, ma si può essere additati al mondo come esempi di prima grandezza proprio per le battaglie condotte contro corrente, si può essere ricordati dal mondo cattolico come fari, nella notte della incredulità e della secolarizzazione, in attesa del riconoscimento ufficiale della santità.
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