Coppie infertili, una via di uscita c’è

L’udienza di Leone XIV aprirà i tre giorni dell’atteso congresso internazionale che l’Università Cattolica di Roma organizza e ospita per fare il punto sulle conoscenze nella cura dell’infertilità e la custodia della fertilità grazie al lavoro di frontiera dell’Istituto scientifico internazionale Paolo VI. Parla monsignor Claudio Giuliodori, assistente generale della Cattolica, che ha ispirato e voluto questo evento
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October 9, 2026
Coppie infertili, una via di uscita c’è
A volere fortemente il congresso sulla custodia della fertilità e la cura dell’infertilità, dal 16 al 18 ottobre all’Università Cattolica di Roma, è stato lui: monsignor Claudio Giuliodori è assistente generale dell’ateneo, sull’evento internazionale ha grandi (e fondate) aspettative.
Leone XIV nella “Magnifica humanitas” ci chiama a guardare alla nostra esistenza, fin dalla sua origine, con una chiara responsabilità. E sarà proprio il Papa, con un’udienza speciale, ad aprire il Congresso internazionale in cui l’Isi-Paolo VI intende ribadire “lo splendore dell’umano”. Cosa vi attendete da questo incontro?
Siamo grati al Papa per averci concesso l’udienza in apertura del congresso che affronterà i temi della fertilità umana. Ci attendiamo parole che ci aiutino nel discernimento di problematiche complesse, come ha fatto nel viaggio in Francia, e che ci incoraggi nel lavoro di accompagnamento delle coppie che desiderano ricercare una gravidanza vivendo in pienezza il loro dono d’amore senza ricorrere a tecniche artificiali. Attraversiamo un tempo in cui l’illusione di poter rispondere a tutte le esigenze o a qualsiasi desiderio alimenta aspettative spesso esagerate e fuorvianti. Questo è evidente nel campo della generazione della vita, dove è cresciuta la possibilità, ma soprattutto la pretesa, di poter procreare artificialmente.
Parlando di procreazione, c’è un uso dell’IA anche in questo ambito? Corriamo realmente il rischio di perdere il senso del generare umano?
I Centri specializzati in questo ambito fanno a gara oggi nel dichiarare l’uso massiccio dell’Intelligenza artificiale in ogni fase del processo generativo, come se generare un figlio possa essere ormai un prodotto certificato dall’IA. Sentiamo quindi particolarmente vere le parole del Pontefice nell’enciclica che sono per noi un vero manifesto: «Nel tempo dell’Intelligenza artificiale, in cui la dignità umana rischia di essere oscurata da nuove forme di disumanizzazione, abbiamo il dovere urgente di restare profondamente umani, custodendo con amore quella magnifica umanità che ci è stata donata e mostrata nella sua pienezza in Cristo» (n.15).
Che senso assumono le giornate per celebrare le due ricorrenze in questo tempo che vede la vita sempre più manipolata?
Queste giornate nascono in primo luogo dall’esperienza di chi, desideroso di vivere in pienezza la propria umanità e quella di coppia alla luce del Magistero della Chiesa, ha scelto di conservare uno sguardo profondamente umano sull’atto della generazione della vita, senza dissociarlo dalla relazione sessuale della coppia. Le riflessioni che saranno sviluppate mirano a condividere il patrimonio di conoscenze che, nel corso di questi decenni, si sono accresciute e approfondite grazie anche al contributo di eminenti studiosi a livello internazionale. Oltre a un approfondimento medico-scientifico verranno affrontate problematiche di cui poco si parla, come l’impatto degli stili di vita sulla fertilità, le conseguenze di scelte che rimandano in età sempre più avanzata la genitorialità, le conseguenze di molteplici fattori di inquinamento che incidono in modo rilevante e per lo più ignorato.
L’Isi-Paolo VI, attraverso le sue due “anime” orientate alla ricerca accademica e all’attività clinica, promuove il rispetto dei valori umani della procreazione: una sfida anche sociale, di fronte alle proposte alternative che suggeriscono altre vie per realizzare il sogno della genitorialità...
È un percorso controcorrente che, a fronte della marcata tendenza a separare l’unione sessuale dalla generazione della vita, mira a conservare la bellezza di un dono reciproco d’amore aperto alla vita, sia con una conoscenza approfondita dei ritmi di fertilità attraverso i metodi naturali, sia affrontando eventuali problemi di infertilità con tutti gli strumenti clinici che la ricerca scientifica mette a disposizione. Ci confortano i risultati incoraggianti di questi iter che hanno visto molte coppie crescere nell’armonia coniugale, affrontare piccoli e grandi problemi nella loro relazione e affidarsi, a fronte di situazioni di infertilità, alle ricerche e alle cure cliniche più avanzate, sviluppate a livello interdisciplinare dall’Isi con il supporto delle alte competenze del Policlinico Gemelli.
Si può far (buona) notizia, nonostante i messaggi informativi prevalenti assecondino l’idea che quella artificiale è una via più immediata e sicura?
La spinta verso il ricorso alle tecniche artificiali è molto forte anche perché cresce la domanda e c’è un vero e proprio mercato. Il dato più emblematico è che di fronte alle prime difficoltà nell’ottenere una gravidanza le coppie vengono di fatto orientate immediatamente verso percorsi artificiali senza più effettuare una ricerca seria sulle cause. Nel Centro Isi presso il Gemelli la diagnosi accurata e multidisciplinare consente sia di individuare le cause – e, quando possibile, di rimuoverle – sia di curare eventuali patologie, malattie e malformazioni, contribuendo così a migliorare la salute complessiva delle persone. Confidiamo che la qualità scientifica di questo approccio e l’attenzione prestata alle coppie, anche dal punto di vista delle relazioni umane, costituisca già una buona notizia per tutti.

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