Andrea si laurea comunicando solo con gli occhi

Affetto da una rara patologia di origine genetica, il 26enne di Torre del Greco ha vinto il limite fisico della malattia diventando dottore in Scienze della Comunicazione. Grazie a una rete di sostegno che funziona. E alla sua tenacia
January 8, 2026
Andrea si laurea comunicando solo con gli occhi
Andrea Visciano il giorno della laurea
Andrea Visciano è un giovane 26enne della provincia di Napoli che non può parlare, camminare, mangiare da solo e fare tutto ciò che le persone normalmente riescono a fare. Tutte queste limitazioni non gli hanno impedito però di laurearsi in Scienze della Comunicazione. Non è stato affatto semplice arrivare fin qui, per lui. Infatti, il giovane di Torre del Greco in teoria non potrebbe nemmeno iscriversi a una qualsiasi università italiana, visto che la Maturità classica raggiunta attraverso l’aiuto di un insegnante di sostegno non gli consentiva l’accesso all’istruzione superiore universitaria e non poche persone gli sconsigliavano di imbarcarsi in questa avventura. Ma la sua determinazione – parola-chiave, per lui – non lo ha fatto arrendere, fino alla scoperta di un ateneo telematico che lo ha accettato.
Andrea si esprime esclusivamente attraverso un comunicatore oculare che traduce il movimento degli occhi in parola scritta: la sua grande alleata negli studi e per comunicare con gli altri, dalle persone che conosce in carne e ossa a quelle con cui fa amicizia attraverso i social network. Quando nacque, i medici gli diedero solo pochi anni di vita. E, proprio poco prima di laurearsi, una polmonite ha rischiato di compromettere seriamente il suo sistema molto fragile. La patologia genetica da cui è affetto, la Malattia di Pelizaeus-Merzbacher, colpisce poche decine di persone nel mondo. «Alla laurea sono arrivato innanzitutto con la mia caparbietà e poi con la consapevolezza di poter andare avanti», dice lui. «Per me, questo traguardo significa davvero tanto. Penso che chiunque non avrebbe mai lottato per raggiungerlo, con una grave disabilità come la mia. Ora mi auguro che qualche azienda possa rendermi un ragazzo autonomo, dandomi un lavoro. So che sarà molto difficile, ma anche in questo caso combatterò fino alla fine».
Il neo dottore in Scienze della Comunicazione sa bene, dunque, che il prossimo obiettivo non sarà affatto semplice da centrare. Le possibilità offerte dallo smart working negli ultimi anni potrebbero però giocare a suo favore, dopo aver già dimostrato di avere le competenze, saper lavorare sodo e che l’unico ostacolo tra lui e una vita “normale” è solamente di natura fisica. Lui sostiene, intanto, che ciò che conta in ogni sfida che si affronta nella vita sono «il coraggio, ma soprattutto la determinazione». Tra le poche persone al mondo a soffrire della sua stessa malattia c’è suo fratello Giuseppe, più grande di lui, che Andrea descrive come «innamorato di Gesù». Tanto da spendere fin da piccolo gran parte del suo tempo in parrocchia da chierichetto per poi diventare lettore. Il suo più grande sogno era diventare sacerdote, ma si è infranto di fronte ai suoi impedimenti. Nel frattempo, persevera nel suo cammino di fede e sogna di incontrare papa Leone XIV. Suo fratello appena laureato, invece, dice di volersi «avvicinare alla Chiesa». La parrocchia, ad ogni modo, è stata centrale nella vita dei due ragazzi e dei loro genitori. E centrale è stata anche l’Asl Napoli 3 Sud, che fornisce loro ogni tipo di assistenza domiciliare.
Tra i servizi di cui beneficiano c’è anche quello psicologico. «Andrea vuole vivere una vita normale, avere la sua dignità e la sua autonomia – racconta Luigi Pulcrano, lo psicologo che segue i fratelli Visciano −. È cosciente dei limiti che la sua malattia gli pone, sa che finirà probabilmente in una struttura dopo la morte dei genitori, eppure vuole fare ciò che tutti gli altri fanno. Per esempio, viaggiare. Ma ha dovuto accettare il fatto che non potrebbe sopportare la depressurizzazione in un aereo». Non ha seguito, però, le voci che sostenevano che la laurea fosse un traguardo impossibile, e ora difficilmente si arrenderà prima di aver trovato un lavoro. «Il mio mestiere – dice il suo psicologo – mi pone dinanzi a diverse situazioni critiche, ed è incredibile quanta voglia di vivere si possa trovare in Andrea e quanta invece si vada spegnendo in altri...».
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