Sui social da marito a marito, guardando a San Giuseppe

"El marito de la rubia" intende aiutare "a essere santi e a fare felici le proprie mogli"
February 16, 2026
«Hola, maridos del mundo!». Anche per i non ispanofoni è facile intendere, già dalle parole che introducono ciascun post, a quale target si rivolge José Francisco Trigueros con l’account Instagram El marido de la rubia. Si tratta dei mariti cristiani, che intende aiutare «a essere santi e a fare felici le proprie mogli», come scrive nelle specifiche dell’account, sintetizzate dal motto: «Mariti santi, mogli felici». Il modello proposto è san Giuseppe, lo sposo di Maria; «Esercito di san Giuseppe» è il nome che ha dato ai propri 74mila follower.
 
José Francisco Trigueros
José Francisco Trigueros
Trigueros ha 34 anni; è originario della regione spagnola della Murcia, dove vive e lavora come ingegnere elettronico, ed è sposato dal 2015 con la “rubia” (bionda) Jeannine Sánchez, lei stessa attiva sui social con un account, PrayArt jewels, attraverso il quale promuove anche il suo artigianato di monili a tema religioso. Hanno due figli (il secondo nato nel 2025) che, lodevolmente, non sono mai coinvolti nei loro post. “El marido de la rubia” pubblica, prevalentemente su Instagram, dal 2022; tra il 2022 e il 2024 compaiono anche una ventina di video sull’omonimo canale YouTube e dal 2024 rari post su TikTok.
 
La specifica tematizzazione sponsale della missione digitale di Trigueros gli è valsa, nel 2025, due riconoscimenti significativi. In marzo l’Universidad Católica San Antonio de Murcia (UCAM), presso la quale segue corsi sul matrimonio e la famiglia, l’ha nominato tra i propri “ambasciatori”, giudicando che il suo impegno cristiano sui social si adatti perfettamente alla missione dell’Università. A giugno la Commissione per le comunicazioni sociali della Conferenza episcopale spagnola lo ha insignito del premio “Bravo!” 2024 per la sezione “Comunicazione digitale”.
 
Implica l’apprezzamento di un’istituzione ecclesiale anche la più completa tra le interviste a Trigueros che la Rete consente di rintracciare. È uscita infatti il 20 giugno scorso (all’indomani della cerimonia di consegna dei premi “Bravo!”) sul sito della diocesi di Cartagena. Ecco come lui stesso descrive i suoi contenuti sui social: «Vi si trovano molte cose per cercare di essere mariti migliori», tratte dal Vangelo, dal proprio vissuto o ispirate da san Giuseppe e da Maria, purché siano cose alla portata, sperimentate da lui stesso, oneste e coerenti rispetto all’evangelizzazione. «Di solito pubblico quattro o cinque volte a settimana», aggiunge, «non tanto per l'algoritmo ma per le persone, perché per me questo compito è una missione. Non vivo di social network, se non fosse per vocazione l'avrei già lasciato, perché richiede davvero molto tempo».
 
I post di Trigueros sono costruiti con semplicità: pronuncia un breve discorso mentre è ripreso a mezzo busto o in piano medio, quasi sempre all’aperto; ci sono i sottotitoli ma nessun montaggio né inserti. Il riferimento a san Giuseppe si esplicita nell’insistenza sul «servizio» che un marito (e padre) è chiamato a prestare alla moglie (e alla famiglia), e anche – come spiega in uno dei reel più visualizzati tra quelli dell’ultimo anno – sulla «riparazione» che, assumendo l’esempio dello sposo di Maria, gli uomini possono dare: così da contrastare il modello del maschio «lussurioso, violento ed egoista» ma anche sottrarsi allo schema, che ritiene «demoniaco», della «guerra dei sessi».
 

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