Il "Cortomuso" diventa materia d'esame al master in scudetto
Inter, Milan e Napoli, hanno vinto ancora con il minimo scarto (1-0). Il "cortomuso" di Max Allegri ormai fa scuola ovunque, tranne che a Como

Il “cortomusismo” del conte Max Allegri è diventata materia d’esame per accedere al master in scudetto. Al 21° test stagionale superano la prova di cortomuso, cioè vittoria per 1-0, nell’ordine: la capolista Inter (8 successi nelle ultime 9 gare), la seconda della classe, il Milan e la terza “incomoda”, i campioni in carica del Napol. Il cortomuso è praticabile solo se si possiedono in scuderia cavalli di razza e la triade di testa ne ha, ma soprattutto possiede tre fantini da panchina, Chivu, Allegri e Conte, che sono degli autentici fuoriclasse. Perciò, sorprende fino a un certo punto il primato di Chivu, perché la sua Inter ha la rosa più ampia e completa del torneo, ma soprattutto può contare su un leader maradoniano come Lautaro Martinez, capocannoniere, anche lui solitario, con 11 gol. Al Napoli manca un emulo del santo patrono Maradona e Conte si barcamena con il geometra slovacco Lobotka e con l’incursionista scozzese McTominay, ma è a -6 punti dalla capolista. Così il conte Max c’ha preso gusto a fare l’Aznavour, «ed io tra di voi». Se in pochi quest’estate avrebbero scommesso su un Milan alla pari con Inter e Napoli, nessuno avrebbe pronosticato che i rossoneri alla 21ª sarebbero girati a -3 dalla prima piazza. “È stata la mano di Allegri”, è il possibile remake, in caso di scudetto, da affidare a un regista milanista come Pupi Avati. Allegri sta ottenendo il massimo, anche dal giocoliere lusitano Leao e il suo Milan si regge sull’organizzazione, su un portiere monumentale, il franco Maignan, il jolly onnipresente Saelemaekers e il leader silenzioso Modric. Però anche per il genio croato i 40 anni cominciano a farsi sentire, specie nelle serate umide di San Siro, e quando manca lui e il gioco si fa duro, soprattutto con le piccole (bestie nere della triade) allora tocca al “panzer tedesco”: lo stagionato Niclas Füllkrug, risolve e allunga la striscia rossonera a 20 risultati utili di fila. Dal cortomuso si smarca il Como settebellezze di Fabregas che all'Olimpico cala il tris (prima doppietta in Serie A del sublime "ninetto de oro" Nico Paz) contro una Lazietta che con i pochi mezzi che ha va incontro a una stagione da comparsa. Il subcomandante Sarri deve lottare contro tutto e tutti, compreso il suo presidente Lotito che è sempre convinto che i risultati si ottengono per sottrazione degli elementi più validi (vedi le cessioni di Castellanos e Guendouzi). Dal cortomuso al cortocircuito il passo è breve e lo sa bene la Juventus che cade a Cagliari (1-0) e scivola a -10 dall’Inter. Per quanto il bucolico Lucio da Certaldo (Spalletti) si affanni ad innaffiare la pianticella bianconera i frutti della gioventù acerba (Yildiz compreso) non sono ancora maturi. Meglio la Roma di Gasperini che era alla ricerca del bomber perduto e potrebbe averlo trovato, al bazar di gennaio, nell’olandesone ex Aston Villa Donyell Malen. Un gol e tante belle sponde alla sua prima di Torino, il 27enne Malen è potente e ha movenze alla Ronaldo, il “Fenomeno”, e come lui è esploso nel Psv Eindhoven. Con Malen affianco, anche Dybala ritrova la “Joya” del gol. La Fiorentina ritrova il gusto della vita, la vittoria, a Bologna, ma non può sorridere, perché ha perso per sempre il suo padre patron, Rocco Commisso. Dal 2018 a oggi, il popolo viola ha pianto le perdite di capitan Davide Astori, del dg Joe Barone e vissuto lo choc dell’arresto cardiaco in campo di Edoardo Bove che ha dovuto lasciare il calcio italiano (buona fortuna per l’avventura al Watford). Può bastare? Malasorte, per favore vai via da Firenze.
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