Boranga e Modric, il calcio è un Paese per vecchi leoni
Si intitola Parare la vecchiaia l’ultimo libro del dottor Lamberto Boranga che domenica a 82 anni e 11 mesi è tornato tra i pali con i dilettanti umbri della Trevana. In campo per 50 minuti, Boranga ha preso 5 gol e gli altri 5 sono toccati a Rossi, il suo giovane secondo. Risultato finale Trevana-Vis Foligno 0-10. Goleada incassata. Ma non è da questi particolari che si giudica un vecchio portiere. Di anni, il caro vecchio Modric, ne ha la metà di Boranga, 40 compiuti, ma ha ancora tanto da insegnare, anche a ragazzini terribili come i beati franceschi: Francesco Pio Esposito e Francesco Camarda che in due fanno 37 anni. Con Modric leader maximo il Milan di Max Allegri vola in testa con Napoli Roma a quota 12 punti. Attenzione ai rossoneri del conte Max, come il Napoli della passata stagione, giocano una volta alla settimana e possono concentrare tutte le energie nella corsa scudetto. In piena corsa anche l’Inter del serafico Chivu che dopo quattro giornate in cui era andato in bianco ha puntato ancora sul baby-bomber di rientro (dallo Spezia) Esposito, e il pulcino Pio, 20 anni, finalmente si è sbloccato: primo gol da titolare nerazzurro contro il Cagliari. Un plauso al club sardo (oltre che per il buon inizio della squadra dell’impavido Pisacane) che conferma l’impegno umanitario con l’emozionante Inno alla vita eseguito prima del match dal suo tifoso speciale, il principe della tromba jazz Paolo Fresu. A Lecce Di Francesco non pensa sia sfruttamento di minore insistere sul 17enne Francesco Camarda, diamante grezzo che il Milan ha spedito a farsi le ossa in Salento, e il ragazzino della Primavera rossonera rovina la festa del Bologna: al 93’ è suo il gol dell’insperato pareggio (2-2). Risalendo a Nord, oltre le due milanesi c’è di più. C’è la solita Atalanta, certo, ma anche la Cremonese dell’aggiustatore Nicola che non perde l’imbattibilità neppure contro il Como grandi firme. Il pari non soddisfa le ambizioni europee dell’hidalgo lariano Fabregas, ma al Senigallia continuano a vedere il “bel gioco” e altre cose da Paz: l’argentino mette il suo sigillo sull’1-1.
Dicevamo dell’Atalanta di Juric: viaggia alla media classica della Dea che fu di Gasperini, va allo Stadium di Torino e con personalità stoppa sul’1-1 la Juventus, seconda in classifica,
dell’altro slavo Tudor che alla fine incoraggia i suoi con un ottimistico “li ho visti giocare una grande gara”. Chi gioca una gara quasi perfetta è la Roma di Gasperini che liquida il Verona (2-0) e se il Gasp non avesse sperimentato la “squadra spuntata” nella partita persa in casa con il Torino, ora si gusterebbe la vetta in solitaria. Ma è presto per fare i conti in tasca ad ognuna delle venti squadre del torneo. Anche perché tra il Sassuolo 12° e la triade di vertice ci passano appena sei punti. E il prossimo turno ci sono ben due derby della lega lombarda: Inter-Cremonese e Atalanta-Como. Dulcis in fundo, si giocherà anche uno Juventus-Milan che potrebbe ribaltare lo scenario, e in questo caso, vecchio Modric permettendo. © riproduzione riservata
Dicevamo dell’Atalanta di Juric: viaggia alla media classica della Dea che fu di Gasperini, va allo Stadium di Torino e con personalità stoppa sul’1-1 la Juventus, seconda in classifica,
dell’altro slavo Tudor che alla fine incoraggia i suoi con un ottimistico “li ho visti giocare una grande gara”. Chi gioca una gara quasi perfetta è la Roma di Gasperini che liquida il Verona (2-0) e se il Gasp non avesse sperimentato la “squadra spuntata” nella partita persa in casa con il Torino, ora si gusterebbe la vetta in solitaria. Ma è presto per fare i conti in tasca ad ognuna delle venti squadre del torneo. Anche perché tra il Sassuolo 12° e la triade di vertice ci passano appena sei punti. E il prossimo turno ci sono ben due derby della lega lombarda: Inter-Cremonese e Atalanta-Como. Dulcis in fundo, si giocherà anche uno Juventus-Milan che potrebbe ribaltare lo scenario, e in questo caso, vecchio Modric permettendo. © riproduzione riservata
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