Veterinari, pensione «modulare»
martedì 16 ottobre 2007
Novità in casa Enpav, la cassa di previdenza dei medici veterinari. Prende il via in questo mese la pensione "modulare", una originale formula di pensionamento che consente al veterinario di "personalizzare" il suo trattamento pensionistico in base alle disponibilità di oggi ed alle prospettive per il futuro. L'operazione dell'Enpav presenta soluzioni originali, interessanti anche per i problemi della previdenza pubblica.
In occasione della comunicazione dei redditi prodotti nel 2006, che i veterinari devono inviare all'Enpav entro il prossimo 31 ottobre, gli iscritti ed i pensionati di invalidità potranno aderire per la prima volta al progetto di pensione modulare, con l'apposito Modello 2.
In forma quindi del tutto facoltativa, i veterinari professionisti potranno versare una contribuzione aggiuntiva a quella per la pensione base, in un arco di percentuali che va da un minimo del 2% al massimo del 14% del reddito professionale (dichiarato ora col Modello 1 per la comunicazione dei redditi). L'adesione dovrà essere ripetuta ogni anno e la percentuale aggiuntiva dovrà essere dichiarata espressamente, potendosi quindi indicare anche una aliquota diversa. Per i veterinari dipendenti e per gli altri iscritti con reddito professionale "zero" la contribuzione aggiuntiva è rapportata ad un reddito convenzionale fisso, che per il 2007 è di 12.950 euro. I contributi in più saranno validi per la pensione modulare come una quota, calcolata col sistema contributivo, che si somma alla pensione base, calcolata col sistema retributivo.
Vantaggi della "modulare". L'invenzione dell'Enpav mette d'accordo i due diversi sistemi di calcolo delle pensioni ed offre all'iscritto una migliore pensione obbligatoria, superando la necessità di una pensione complementare. Tanto più che il veterinario, dovendo pagare i contributi aggiuntivi come obbligatori, può interamente dedurli dal reddito, anche oltre l'importo consentito dalla legge per i trattamenti integrativi. La pensione modulare si raggiunge, avendo versato almeno per cinque anni, con le stesse regole della pensione di vecchiaia (65 anni di età e 30 di contributi) e usufruisce in più dell'indicizzazione annuale dell'Istat.
Gestione Inpdap. I veterinari con pensioni Enpav non sono interessati alla gestione creditizia dell'Inpdap, per la quale è in corso in questi giorni la "non adesione". Lo precisa l'Enpav ed aggiunge che l'ente ha natura privatistica e pertanto non opera alcuna trattenuta sulle pensioni dei professionisti, anche se titolari di altra pensione Inpdap.
Veterinari SSN. Una proposta di legge, di recente presentata alla Camera, propone di rendere volontaria l'iscrizione all'Enpav per i medici veterinari che dipendono dal Servizio sanitario nazionale e che non svolgono alcuna attività di libera professione. La proposta prevede anche la facoltà di trasferire ad altro ente, indicato dall'interessato, i contributi finora versati all'Enpav.
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