Véronique e l'app che salva le madri
giovedì 16 settembre 2021

Non è un lavoro, ma non è nemmeno un hobby. «Per me è una missione». Altri la chiamerebbero utopia. Zero Mothers Die (ZMD), zero madri muoiono. È una applicazione inventata, implementata e diffusa da un team al femminile che ha deciso che nessun obiettivo è troppo ambizioso se si tratta di salvare le donne dalla morte a causa di una gravidanza o del parto. «Non c'è alcun motivo medico per cui questo accada, davvero», sottolinea con decisione Véronique Ines Thouvenot, la scienziata franco-cilena che è la co-fondatrice di Zero Mothers Die, rappresentando la mente, il cuore e le braccia dell'app ZMD, insieme con Jordi Serrano Pons e Jeannine Lemaire.

Véronique Thouvenot

Véronique Thouvenot - Wikicommons

«Nei Paesi occidentali la mortalità legata alla gravidanza e al parto è bassissima, pressoché pari a zero. E allora è inaccettabile che nel mondo ogni giorno 800 donne perdano la loro vita per colpa di infezioni, gestosi, complicazioni durante il parto. E che anche la vita dei loro figli sia messa a rischio».

Véronique parla con Avvenire dalla sua casa estiva in una città della Costa Azzurra, ma non ha fretta di tornare alle sue occupazioni vacanziere: ZMD è la sua missione, quella che va oltre il lavoro e dà un senso alla vita. Véronique è una scienzata, ha lavorato all'Oms a Ginevra, ha fondato varie organizzazioni tra cui la Fondazione Millennia2025 e oggi presiede il Women Observatory for e-Health, che implementa progetti di medicina innovativa in contesti difficili. Il suo pallino è combinare la tecnologia con la cura e la prevenzione, per salvare vite nei posti più remoti e nelle situazioni più estreme. L'applicazione per dispositivi mobili ZMD è uno dei modi con cui sta realizzando la sua missione: la app è nata nel 2015, è stata presentata all'Onu e ad oggi è sviluppata in 8 lingue tra cui swahili, oromo (per l'Etiopia), amarico (ancora per l'Etiopia) e brasiliano portoghese.

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Scaricata da AppStore o da Google play sul cellulare di una donna incinta o di un operatore sanitario, informa settimana per settimana su tutto ciò che accade al corpo e al feto. Segnala gli esami da fare, gli indicatori corretti a cui prestare attenzione, dispensa consigli sull'alimentazione materna e l'igiene più appropriati. «E questo, in contesti rurali e di estrema povertà, salva vite», conferma Véronique. L'app è utilizzata anche dalle puerpere; in questo caso segue la crescita del neonato, ne indica i parametri di peso e altezza, pianifica i controlli medici essenziali...

Véronique Thouvenot presenta l'app ZMD

Véronique Thouvenot presenta l'app ZMD - Wikicommons

Oggi ZMD è usata da migliaia di donne in Paesi come Etiopia, Nigeria, Brasile, Perù, Repubblica Democratica del Congo, in collaborazione con le associazioni di ostetriche e gli ospedali. «Esistono parecchie app dedicate alla salute materna – continua la fondatrice – ma ZMD è l'unica che offre tutte le informazioni critiche adattate e localizzate per varie comunità e regioni del mondo, così assicurando la comprensione e l'affidabilità delle informazioni. Molte donne incinta nei Paesi più poveri non sanno cosa succede al loro corpo; con questa applicazione le aiutiamo ad affrontare nel modo corretto la gravidanza e il primo anno di vita del figlio. In più, è uno strumento di formazione e aggiornamento per infermieri e assistenti sociali».

Cosa succede nei villaggi più sperduti, in cui difficilmente le donne hanno a disposizione un telefonino? «Ne basta uno per assicurarci il contatto con una dozzina di donne», risponde Véronique, nel 2019 entrata nell'elenco della Bbc delle 100 donne più importanti del mondo. Lei è bionda e vivace, sorride e gesticola, è madre di tre figli e nonna di 4 nipoti e di un quinto in arrivo. Nata in Cile da genitori francesi, diplomatici, la sua missione di salvare vite le venne dalla sua nanny, la baby sitter che si occupava di lei e che la domenica la portava con sé nello slum in cui viveva. «Avevo 7 anni e lei mi raccontava delle sue amiche morte di parto. Capii che il valore della vita dipende anche dal luogo in cui nasci e conduci la tua esistenza». È orgogliosa di quello che ha messo in piedi? «Lo sarò quando nessuna madre morirà più per una gravidanza». Zero Mothers Die, appunto.

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