Una lezione di padre Lombardi anche per i comunicatori digitali
domenica 18 settembre 2016
Negli ultimi dieci anni, a motivo del ruolo di direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Lombardi era diventato un attore quotidiano – pur sottraendosi quanto possibile al ruolo di protagonista – nell'informazione ecclesiale, e dunque un compagno stabile delle mie giornate di lavoro, che sono scandite dalla rassegna stampa (quella che compilavo in vista della “cucina” dei fascicoli de “Il Regno”, e quella di oggi, concentrata sulla Rete e mirata a riferirne ai lettori di “Avvenire”). Ma ho avuto la fortuna di conoscerlo (e anche di collaborarci) in pratica da quando, terminato il mandato di provinciale italiano dei gesuiti, divenne direttore dei programmi della Radio Vaticana. Così, aggiungendomi a quanto questo giornale ha già scritto di lui al momento della nomina del suo successore e ancora nel giorno del passaggio delle consegne, prendo spunto dalla Messa che ha celebrato il 15 settembre nella chiesa vaticana di Sant'Anna per congedarsi dai “compagni di lavoro” e mi unisco, idealmente, ai presenti e all'istantanea che ne ha dato nell'occasione padre Spadaro mettendone a fuoco «la cura per le persone, l'essenzialità, la flessibilità dinanzi alle tante sfide che ha dovuto affrontare».Non esito anzi a dire che per me, per quanto i contatti diretti siano stati rarissimi, padre Lombardi è stato e rimane un grande maestro, e non dico di più perché vorrei anch'io essere “essenziale”. Ma siccome i maestri sono tali perché danno lezioni, ecco qui un frammento di una delle sue rare lezioni in senso stretto, quella pronunciata nel 2014 in occasione del conferimento del premio spagnolo “Bravo”, che ho ripescato su “Il Sismografo” ( tinyurl.com/jxe4pol ), e sulla quale anche la folla dei nuovi comunicatori digitali vorrei si sintonizzasse: «Nella comunicazione è soprattutto importante “essere sé stessi”. Ognuno ha un suo stile caratteristico. Ma è importante che si veda che il comunicatore è una persona sincera, che “si mette in gioco” in ciò che dice, capace di trasmettere convinzioni ed emozioni...».
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